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Che tristezza, che senso di impotenza…
Già Benevolo con due libretti densi e vivaci, “L’Italia da costruire” 1996 e “L’architettura nell’Italia contemporanea” 1998, indignazione, costruttitività e un non ben definito ottimismo per il futuro, forse solo speranza. E invece… 2011 china precipitosa… sotto i ponti sono passati i Rutelli i Veltroni gli Alemanni; il sacco dell’Agro, c’è di nuovo che è istituzionalizzato, legalizzato… peggio di così… idem con patate… Nulla di nulla sotto il sole di Roma e del resto della penisola, perchè Roma incarna i vizi capitali di tutta l’Italia, che ne dicano i Leghisti che di questi vizi ne hanno fatto virtù.
Indignarsi e poi? Questa gente, i pochi, comanda con i soldi, che sventaglia sui politici per convincerli facilmente a fare scempio del paesaggio. C’è solo una azione per bloccarli, sostituire questi politici. Chi tra gli indignati ha un poco più di forza, dovrebbe sentire, non dico il coraggio, ma la capacità di turarsi il naso e buttarsi in politica, per acquisire quel potere, cha a noi fa anche schifo, sufficiente per sterilizzare le azioni distruttive di questa gente, i pochi. Solo così… combattere sul campo… dopo 60 anni questo è l’unico modo.
Non è vero ! Non è vero che la rendita fondiaria ha deciso tutto a Roma ,che quella parassitaria e la speculazione edilizia,che sono la stessa cosa,hanno disegnato la città per oltre un secolo senza che nessuna forza potesse opporsi.Non è vero che stando così le cose l’Architettura non la fai! E non è vero neppure che l’Urbanistica è Architettura a scala territoriale, dunque economica,sociale,politica.Non è vero che bisogna trasformare il sistema dei rapporti sociali che ha generato tutto questo.
http://transitionitalia.wordpress.com/