ARAPARK …

sotto Natale non sai dove parcheggiare …

che via vai …


cosa non si farebbe per l’ecologia …

vergogna …

Gianni …

vai via …

peggio di Veltroni con Valentino …

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18 Responses to ARAPARK …

  1. Pietro Pagliardini ha detto:

    La chiamano “contaminazione” dei linguaggi e dei generi.
    Io la chiamerei una sponsorizzazione offensiva e sbagliata. Oddio, proprio sbagliata no, se non fosse per l’Ara Pacis, che è diventato un dettaglio, un nome, il resto è proprio il luogo giusto: una stazione di rifornimento.
    Pietro

  2. ctonia ha detto:

    Questa mi pare difficile da digerire persino per i più disincantati fra di noi…

  3. mauro ha detto:

    Vi sbagliate: le auto sono perfette per il contenitore-concessionaria di Meier. Stona un po’ il monumento dentro ad una concessionaria.

  4. aldofree ha detto:

    un’immagine che non si può guardare senza avere dei conati di vomito…

  5. sergio43 ha detto:

    No! Mò me metto a piagne pe’ la rabbia! Accidenti! Ero tanto contento per la vittoria di ieri sera della Roma! Questa è una sconfitta sesquipedale per Roma città! Si stanno avverando le peggiori previsioni! Hanno cominciato con Valentino e continuano la svendita!…a quando le mignotte? Andate, chi ha avuto questa bella pensata e chi l’ha permessa, AFFAN…beep, beep, BEEEEEEP!

  6. isabella guarini ha detto:

    C’era da aspettarselo che l’Ara Pacis, trasformata in una dimora hollyvoodiana, fosse utilizzata per fare pubblicità a prodotti di consumo globale.

    • che tenerezza che mi fanno questi primi sei commenti…

      rob

    • Pietro Pagliardini ha detto:

      Isabella, non è una dimora hollywoodiana, in verità, ma un oggetto di consumo globale, come quasi tutta l’architettura contemporanea che seguendo le mode ha naturalmente abbandonato l’idea stessa di durata.
      E’il monumento dentro per cui sarebbe stata costruita che non va più bene, come dice anche mauro. Per assurdo all’Ara Pacis è fuori contesto l’Ara Pacis!
      Un risultato mica da ridere, da premio Pritzker direi.
      Pietro

  7. eduardo alamaro ha detto:

    Muratorini, ma che scrivete? Siete troppo sofisticati, troppo poco nazional-pop.
    A me invece “me piace ‘o Presepio!”
    Trovo anzi l’istallazione natalizia nell’Ara Pacis di Alemanno troppo misurata e reverenziale versus l’antico.
    Le due auto sono disposte infatti con stucchevole simmetria, come stanno tradizionalmente il bue e l’asinello nella Grotta della Pace di Roma-Betlemme.
    A rafforzamento della suggestione presepiale, sulle scale ci metterei i pastorielli, magari viventi .. e poi i tre magi del vicino pappamento (“scusi dov’è la mangiatoia?”), .. e ancora tutto quanto è giusto che ci sia sul Presepe della pace d’oggi.
    In cima ci metterei, in fine, la Madonna e San Giuseppe, con al centro ‘o Bambeniello, … magari un fuori scala dimensionale: una splendida auto fuoriserie. Come un miraggio … per incoraggiamento a uscire dalla crisi che ci attaglia e attanaglia.
    Muratorini, che dite? Convertitevi!
    Il santo Natale è vicino! Unitevi ad Alemanno sulla via dell’Eldorado: dall’Ara della Pace antica alla Grotta della Pace d’oggi. Adoriamo!!!

    • emanuele arteniesi ha detto:

      me piace o presepio brasiliano!…

      “Miguilim stava seduto in terra, vicino a lui. Nonna Izidra doveva cominciare il presepio, Dito non poteva vederla quando tirava fuori le bestie custodite nel cesto – bue, leone, elefante, aquila, orso, cammello, pavone – ogni specie di bestie che molte non ce n’erano neppure lì nel Mutùm e nemmeno nei Gerais, e Nostra Signora, San Giuseppe, i Re Magi e i Pastori, i soldati, il treno, la Stella, il Bambino Gesù. Nonna Izidra di quando in quando veniva a mostrare una cosa a Dito: i panni, che lei induriva con colla – triturava carbone e vetro, e mica, spolverizzava nella colla. Ma Dito desiderava tanto poter vedere quando lei costruiva il presepio, foderando tronconi e casse con quei panni – faceva le montagne, formava la Grotta. I panni dipinti di indaco e tinta gialla di pacarì davano, mischiati, un bel verde macchiato, come tutti i boschi nel germogliare. E c’erano certe palle grandi, brillanti di molti colori, e il riso piantato in una latta e fatto nascere al buio, per non essere verde e crescere tutto di un giallo scolorito. C’era il lago, di acqua in un piattofondo, con gli anatroccoli e i pesci, l’orso bianco, una rana di tutta grandezza, la tartaruga, la foca dal muso appuntito. Quasi la maggior parte di quelle cose, Nonna Izidra le possedeva, e le trasportava ovunque andasse, fin dai tempi della giovinezza. Una volta pronto, si trattava solo di mettere il Bambino Gesù nel Presepe, nella mangiatoia, con la madre e il padre e il bue e l’asinello. E metteva un ananasso-mela, che dava un buon profumo a tutto il presepio. Tutti gli anni, il presepio era la cosa più arricchita, veniva gente estranea dei Gerais, per vederla, da molte vicinanze.” (Miguilim)

      Auguri campagnol-muratorini quasi loosiani giovanili.
      “ognuno deve essere l’arredatore di se stesso”

  8. Stefano Serafini ha detto:

    Mmmm… consolatevi… voci di attendibile corridoio sostengono che i Mercati di Traiano hanno scampato un’altra pensata capitolina, complice un assessore postfascista che proprio non riesce a perdonarsi i campi hobbit: riunirvi e scatenarvi i “migliori writers del pianeta”. Anche se, a pensarci bene, erano meglio i writer della Concessionaria Meier – almeno ci si limitava a un anacronismo kulturale di vent’anni, e pazienza.

    E poi non è solo Roma: è l’aria del pianeta, che sovente proprio dall’Italia comincia a spirare impetuosa. Qualche anno fa un ministro dell’ambiente propose di “portare la vita” (sic) nei Parchi naturali, costruendovi dentro centri commerciali. Il Ministro della Cultura ha (aveva, avrà, boh) nel suo programma la managerializazione commerciale del patrimonio artistico nazionale, che intanto se ne casca a pezetti. E la Teca di Meier è fatta apposta. Chiunque di noi, purché disponga di almeno 4000 euro da buttare, può affittarla per farci quello che desidera: un party mondano, una mostra commerciale di preservativi gusto frutta, una riunione di Evangelici con gospel, un workshop sulle periferie, ecc. Why not? Non è tutto in vendita e tutto PIL, dal commercio degli organi all’edilizia sociale?

  9. Morena ha detto:

    Guardando la foto di sfuggita un mio amico ha commentato: “ammazza che botto all’ara pacis”.
    Beata innocenza!

  10. Pietro Pagliardini ha detto:

    Solo 4.000 euro? Se fossi romano, trovando una società di catering varrebbe la pena organizzarci il matrimonio di un figlio! Costa meno di qualsiasi villotta di nobili decaduti!
    In fondo siamo nel cuore di Roma e poi due foto degli sposi davanti all’Ara Pacis sarebbero un bel ricordo. E chissà, con un po’ di fortuna uno finisce anche nei giornali.
    Oppure una festa di compleanno di un bambino, con tanto di gonfiabili, o una cena di laurea, oppure un veglioncino di carnevale, con coriandoli e stelle filanti colorate che sul bianco risaltano, oppure, più dissacratorio, un addio al celibato con l’immancabile ragazza che fa capolino dall’interno del monumento, ma senza uscire altrimenti fuori si blocca il traffico.
    Ma è aperto anche la sera tardi o c’è un sovrapprezzo?
    Pietro

  11. pasquale cerullo ha detto:

    Immaginiamo cosa accadrebbe a Pompei se la dessero in mano a concessionari (di automobili?) come prospetta il caro egregio ammirevole stoico attento preparato irriducibile incollatissimo ministro, nel rispetto della filosofia berlusconia sulle privatizzazioni di Stato: tutto è comprabile, è solo una questione di prezzo…

  12. aldofree ha detto:

    ho capito! non sono altro che le bighe del XXI sec., tanto per il parco equini da traino sappiamo di certo dove andare a pescare…(non cavalli per intenderci, ma ciucci).

  13. sergio43 ha detto:

    Ragazzi, però non dimentichiamo come tutto è cominciato. Un bel signore di mezza età che fino ad allora aveva girovagato per varie dimore (ancora sta girando per trovarne un’altra confortevole) si ritrovò a vivere, quasi senza sapere come, in una degna sede con vista ruderi. Poi il gentile signore di bell’aspetto vinse alla Lotteria. Si dava il caso che nella sua città si aprìsse il 27° Giubileo (se non ho sbagliato i conti) con annesse Indulgenze, Perdonanze e Prebende. Come sempre capita quando si vince tanti soldi come non se ne erano mai visti, uno si chiede “E mò che faccio perchè io venga ricordato? Sai che d’è? C’è quella teca che viene definita fascista da tutta l’intellighenzia progressista e allora pago pegno alla mia parte! La butto giù e ne faccio un’altra “più bella e più superba che pria!”, come aveva detto il “Nerone” di Petrolini, copia conforme del Mascellone (scusate i miei continui riferimenti a Ettore ma, come altri, Belli, Trilussa, Balzani, Fabrizi, Sordi, ecc., ecc. egli ha scavato e scovato più a fondo nell’anima eterna di questa città papalina, appecoronata, infida, romantica e generosa insieme). Adesso quello scatolone sta lì, costoso nella costruzione e nella odierna gestione, mica come la Teca del Morpurgo che abbisognava unicamente di una lavata ai vetri ogni tanto. Mica penserete che quel prezzo possa essere ripagato con il biglietto d’ingresso! Allora usiamolo anche come show-room facendone pagare l’affitto agli incliti…non parliamo di colti. Una cosetta insomma come l’ascensore del Vittoriano, altra eccellente pensata del mio successore e sodale. Ma non lo sentite il tintinnio di monetine che se ne può ricavare da entrambi? Chi ci può rinunciare, specialmente in tempi così grami? Infatti, cambiata la casacca del gestore, anch’egli si adegua alle necessità e mette in un cassetto quello che aveva sparato in campagna elettorale. Intanto, penserà l’ingenuo gestore, non faccio altro che seguitare l’eredità dei miei osannati predecessori! E no, carino! Quelli sono progressisti e della parte giusta! Tu stai dalla parte sbagliata e come ti muovi, pur nel solco di eterne e inveterate abitudini, “ALLA GOGNA!”.
    Svejete, Alema’! Se vuoi fare la brutta copia dei precedenti eletti, non ti credere che te ne saranno riconoscenti! E inutile che ti immagini abbattimenti di quartieri interi (al di là del “dare-avere, ma quanto costano queste operazioni?), Grand Prix e quant’altro! A noi romani ci basterbbe una attenta manutenzione delle nostre bellezze, una proposta attenta dei necessari servizi, insomma quello che si chiama “il quotidiano” (quante cose ci sono da fare! Partire con la linea D della Metropolitana, proseguire la “Togliatti” (quant’era più bella, la “Subaugusta”!) fino all’EUR, sottopassando la gloriosa Appia Antica, ecc. ecc.!). Auguri, Alema’!

  14. liuk ha detto:

    mortacci loro…

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