IL REGALO PERFETTO… ..P’ER POVERO ARCHITETTO …

Eccolo! Lo stavamo aspettando tutti!
Va bene per il nonno architetto, per lo zio architetto, per il papà architetto
per il il collega architetto, per il neolaureato, per lo studente e
per il ragazzino da traviare.
Uomo o donna non importa!

Va benone anche per il corso monografico su Wright, come riferimento,
si può scansionare e ci fai il 3D… ..Lo porti all’esame!
Lo metti sulla scrivania in dipartimento… ..Sai che figurone!!!

Che schifo.

Marco Sedda

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8 Responses to IL REGALO PERFETTO… ..P’ER POVERO ARCHITETTO …

  1. Saverio Silli ha detto:

    Ma schifo de che? Io ho scelto di diventare architetto solo grazie all’infanzia costruita sui mattoncini Lego!

    • Marco Sedda ha detto:

      Idem… ..solo che i mattoncini colorati servono a costruire con la fantasia, ad immaginare, a sognare!

      Questo è un feticcio! Ed è fatto proprio per la generazione che sui lego si è formata.

  2. Giorgio Streuli ha detto:

    ah….come avete ragione!
    Non capisco proprio come possano avvenire certe cose dal momento che le nostre facoltà di architettura, ci hanno insegnato a fare i plastici così bene.
    eh si!, mi ricordo corsi e corsi si facevano, con professori all’altezza, pronti a rispondere a qualsiasi domanda di questione tecnica. Come tagliare la balsa, come dipingerla, come sfruttare al meglio il materiale che si voleva utilizzare. Un intero corpo insegnanti pronto ad insegnarci!
    Per non parlare poi delle sale plastici a nostra disposizione, con i macchinari dell’ultima generazione, i seghetti, le tagliatrici a filo caldo, trapani trapanucci e trapanoni….. si si lì c’era tutto il necessario….proprio tutto….
    l’unico problema era trovare l’aula….dov’era esattamente….?!..non riesco a ricordare….
    ha proprio ragione professore, come sono cattivi i danesi della Lego….ma proprio cattivi….come si permettono mi domando io….

    e noi….quanto siamo scaltri noi…..ma proprio bravi…

    per favore…..

    Giorgio Streuli

  3. Giovanni Pernazza ha detto:

    le Lego…il pericolo numero uno della buona architettura…

  4. sergio43 ha detto:

    Sai come sarà più facile costruire con i mattoncini il Cubo di Foligno, opera di uno dei migliori prodotti della Scuola Romana di Architettura! Temo però che i Danesi della Lego, del cui tasso di cultura non ho riscontri precisi, ritengano sufficiente un solo cubetto che esce dalla loro linea di produzione per rappresentare l’odierna Architettura Italiana.

  5. Giorgio Streuli ha detto:

    essere architetti perchè si giocava coi lego???

    ugh

    adesso capisco molte cose…

  6. Saverio Silli ha detto:

    dimentico sempre che il lettore medio di questo blog da piccolo leggeva l’Alberti, mica poteva uniformarsi alla massa, tzè

  7. sergio43 ha detto:

    Ho sempre pensato (Beh! Veramente lo hanno sempre detto i pedagoghi!) che il giuoco sia attività fondamentale del piccolo uomo per la ricerca del proprio futuro. Spesso lo ho anche sperimentato con i miei amichetti. Chi era appassionato del “Piccolo Chimico” é poi diventato lo scopritore di tanti veleni che riempiono la nostra vita, “ma anche” lo scopritore di molecole che proteggono la nostra salute, chi era appassionato del “Piccolo Falegname” poi a tutto ha pensato meno che ad aprire un laboratorio perché spostare una tavola di legno stanca ed allora é meglio pretendere un lavoro al Ministero, chi ha ricevuto uno stetoscopio per auscultare il cuore dell’orso di peluche adesso fa il Primario, chi giocava con il “Meccano” sta lavorando alla progettazione ed esecuzione interminabile della Linea C della Metropolitana di Roma, chi giocava con i legnetti rossi, gialli e blu nel dopoguerra, chi con i mattoncini Lego nell’Era della Plastica, forse ha coltivato la stessa passione e adesso sta pestando su questa tastiera. Forse il nipotino che riceverà sotto l’Albero un piccolo computer saprà già sviluppare dei rendering per cui, aiutato da Autocad, invece di disegnare la casetta con il camino che fuma, calcando la punta della matita su un foglio di carta stringendo la lingua tra le labbra per lo sforzo dell’impegno, potrà competere con O. Gehry oppure riterrà più redditizio diventare da grande un altro Assange. Come un Buon Babbo Natale che, checchè ne dicano in Francia, esiste e lotta insieme a noi perchè i sogni non scompaiano, auguro a bambine e bambini di darci, realizzando i loro progetti, un mondo…(esagero?)…più bello e più (sic!) migliore che pria! Bravo! Grazie! Bra..! Grazie! Brav..zie!…Bravo! Lo vedi? Er popolo, quando s’abitua a di’ che sei bravo, pure se nun fai gnente, sei sempre bravo! (Ogni riferimento ai tempi presenti è puramente casuale)

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