da Isabella Guarini: …
“Le immagini si commentano da sè: la debolezza della riproduzione meccanica dei modelli tipilogici sta nella mancanza di relazioni con il contesto. Costruire un ambiente simile a quello tramandatoci dalla storia è impossibile, ma possiamo provarci, solo se tentiamo di scopprirne il segreto, fuochino, fuochino…..”
-
Avviso
La biblioteca e l’archivio sono aperti al pubblico su prenotazione in osservanza delle norme anticovid.
Contatti:
E-mail: centrostudigm@gmail.com
Tel: +39 347 1095386
Indirizzo: via Tevere, 20 – 00198 Roma
Orari: lun – ven dalle 09.00 – 15.00Classifica Articoli e Pagine
- “a Mosca, a Mosca!!” ...
- Archivio
- Pariando e papariando … del più e del meno …
- "Non demordono, ma ancora mordono" ...
- I magnifici sette e la moretta di Alemanno ...
- SOGNARE ... DISEGNARE ... COMPORRE ... PROGETTARE ...
- Sarzana ... che botta ...
- VIA DELLA CONSOLAZIONE ... ERA LA STRADA PIU' BELLA DEL MONDO ...
- Case popolari ad Arezzo ...
- MATTEO IEVA E CARMINE ROBBE A CANOSA DI PUGLIA …
Commenti recenti
- Lazio su AUGURI DARIO!
- Mauro Risi su AUTOBIOGRAFIE SCIENTIFICHE. Marco Petreschi “L’arpa Birmana”. 22 giugno 2023.
- Franco ansrlmuvvi su Un ricordo per Paolo Portoghesi di Franco Purini
- Claudio De Santis -architetto su Un ricordo per Paolo Portoghesi di Franco Purini
-
Articoli recenti
- FRANZ PRATI CI HA LASCIATI
- UNA GIORNATA DI STUDI su “INNOCENZO SABBATINI” al Centro Studi GM. Venerdì 23 maggio.
- Venerdì 23 maggio vi aspettiamo per UNA GIORNATA DI STUDI su “INNOCENZO SABBATINI” al Centro Studi GM.
- “ARCHITETTURA ITALIANA FRA LE DUE GUERRE”, (commento a ) un documentario della RAI, sulla mostra della Biennale di Venezia 1976, curata da Silvia Danesi e Luciano Patetta, con testi di Franco Purini. 27 marzo 2025
- Foto dell’incontro: “ARCHITETTURA ITALIANA FRA LE DUE GUERRE”, un documentario della RAI, sulla mostra della XXXVIII Biennale di Venezia 1976, curata da Silvia Danesi e Luciano Patetta, con testi di Franco Purini”.
Archivi





Grande Isabella! Grande e tempista, “strega” avrebbe detto mia mamma (per lei era un grande complimento).
Arezzo, area industriale dismessa ex Lebole (ricordate il Carosello:”Ho un debole per l’uomo in Lebole”?).
Grande dibattito sul riutilizzo.
Idee poche ma cattive. Guerra tra centri commerciali….. qui ci vuole un grande progetto… battaglia sulle “funzioni”…. non uno (comune compreso) che abbia pensato a fare un piano urbanistico che pensasse a recuperare l’area alla città.
Adesso Isabella, proprio l’indomani dell’approvazione in Consiglio Comunale di un bando per una manifestazione d’interesse (di chi non si sa, dato che la proprietà dell’area è unica!!), eccoti Isabella che propone, giustamente, un’idea urbanistica!
Risposta? A voce non è facile, ma la prima cosa da fare è riconettere la parte sud, quella con il Karl Marx Hof e quell’edilizia minuta e semispontanea anni 50 a destra con la grande area, bypassando la ferrovia.
Senza fare questo il resto è tempo perso.
Brava Isabella (poi mi dici il segreto della stregoneria)
Ciao
Pietro
È un segreto!
Chiamiamo il Gruppo Salìngaros! (battutaccia, vabbè, dai, non si può più nemmeno scherzare :-))
ciao
c
ctonia, la battuta non è affatto pellegrina e non è certamente offensiva, dato che il nostro lavoro è, appunto, un lavoro e non un hobby della domenica, anche se a leggere molti commenti, non tuoi, sembra che qui ci siano molte anime candide e che l’architetto sia una sorta di missionario della carità e della giustizia.
Il vero problema sai qual’è? Il più semplice, elementare, basilare che assilla il nostro lavoro in questo momento e ne costituisce buona parte della storia: la mancanza di soldi, di mercato, di iniziative concrete.
Iniziative, una al giorno, ma solo per contrastare quelle degli altri.Progetti quanti ne vuoi, ma solo e rigorosamente cartacei. Ma iniziative e progetti senza denari e quindi senza realizzazioni non solo non fanno architettura ma non fanno neanche campare.
Di architettura interrotta sono piene le riviste e anche gli studi.
Ciao
Pietro
Dal sito del Gruppo Salingaros, circa l’attività dell’arch Pietro: “ha progettato oltre 1300 edifici abitativi e 100 costruzioni industriali. Ha partecipato alla realizzazione di 17 Piani Integrati e a 3 Piani Regolatori”.
Pietro, si accontenti.
Ora mi dirà: è legittimo è bravura, è capacità, è politica, per la verità ne ho fatti di più di costruzioni industriali o latro etc etc.
Verissimo, ma si accontenti, lasci spazio agli altri del Gruppo…
Saluti
FdM
Concordo con te, questa è la nostra triste realtà architettonica-edilizia-urbanistica italiana. Anche per questo ho scritto qui sul blog che i paragoni col Karl Marx Hof facevano ridere: quello è un altro mondo, e quasi mai è stato il nostro mondo, cioè una committenza di livello eccellente (politica,dove sei?), maestranze altrettanto eccellenti (scuole di architettura italiane, dove siete?), e forse anche una “classe operaia” diversa, ma qui non mi spingo oltre per non andare troppo fuori tema.
Vieterei “l’urbanistica” domani stesso! Imporrei il disegno urbano, parte per parte, con commissari tedeschi e un colonnello della finanza svizzera a gestire i soldi pubblici. A noi italiani al massimo farei fare il ruolo di progettisti, quello lo sappiamo ancora fare. Ma non di più.
ciao
c
Concordo con te in questo caso è riferito a Pietro.
aahahahahahahaah Sono sicuro che del cv di Pagliardini se ne occuperà prima o poi Voyager… anzi Cazzenger (Crozza)…
Caro Out, divertente, tutto sommato, nonostante tu non lo sia affatto! Mi piacerebbe essere assimilato al Fuffas di Crozza, magari il fratello minore ancora più sfigato. In fondo sarebbe segno di successo.
Ma dormi sonni tranquilli, non potrà mai accadere.
Piuttosto devo controllare: se c’è scritto PRG è un errore (un refuso immagino), perché non ho mai fatto PRG. A Cesare quel che è di Cesare.
Il resto, mi ri-dispiace per te, ma ri-confermo.
Pietro
Non vedo di cosa devi ri-dispiacerti… non ho mai voluto fare il palazzinaro… quindi dei numeri me ne infischio; tra l’altro conosco geometri che ti danno “‘na pista” come si dice a Roma… a sto punto …. ;)
Ma poi sempre con questo bisogno di puntualizzare/polemizzare… era comunque una battuta…
Tu Outsaider non ami la puntualizzazione, non ti piace polemizzare, quindi non hai capito che, nel nostro mestiere, conta solo quante palazzine hai fatto, quanti centri commerciali ti hanno fatto fare (e poi hai fatto, diversamente con la cippa che ti metti a progettare una coop o esselunga se non sei dei loro), quante opere pubbliche l’amministrazione di turno ti “concede”, in base a quanto riscontro elettorale garantisci etc etc. Conta il numero; quasi mai le capacità. Tutto qui. Per mostrare quanto si è capaci? Conosci un assessore, inizia a lavorare e se fai schifo e le tue capacità fanno ancora peggio, chi se ne importa, tanto conta il numero….
Ma tu non ami puntualizzare…….
Il resto….è dossieraggio e ne parleremo a porta a porta…….
FdM