CLEVELAND CLINIC LOU RUVO CENTER FOR BRAIN HEALTH
Da Cristiano Cossu: …
“Franco Gherry costruisce il suo solito edificio pazzerello ma questa volta il divertimento è che… è proprio una casa per i “matti”!
So che le malattie mentali sono una cosa seria, ma non sono riuscito a trattenere un sorriso pensando a come potrebbe reagire l’afflitto da problemi psichici quando capirà che questo scherzo architettonico è la sua casa di cura :-)
Grande Franco!
Buon fine settimana!”
cristiano
………….
Tra la creatività e il rimbambimento, talvolta, il passo è assai breve …
che sia il caso di rinchiudercelo? … tanto Basaglia … a Las Vegas …





Architettura specchio dell’animo… e della mente!
E chi ci dice che “matti” non lo siano diventati nelle tanto celebrate scatole quadrate?
Vedrete che qualcuno avrà il coraggio di definirlo rivoluzionario! Roba da matti!
E’ la stessa problematica dei nuovi musei.Come reagiscono le opere d’arte in musei “estroversi”?Come reagiscono i malati di mente in cliniche”scarmigliate”?
Frank, perdonali perchè non sanno quello che dicono…
(:
Hai proprio ragione Gianni perché come cura certamente funziona, dato che il “matto” quando vede quell’aggeggio certamente si rincuora pensando che c’è chi sta molto peggio di lui.
Pietro
Accidenti che battuta! Bravo
Cristiano allora lo fai apposta, vuoi aprire il derby tra milanisti-“costruttivisti” e interisti-decostruttivisti…tipo a me piace Gehry, a me non piace Gehry…..io tifo Lazio e tu Roma…
Perchè non mi spiegate dov’è lo spessore storico-cultutale del decostruttivismo? Tra l’altro il calcio manco mi piace, dev’essere il caldo…
Saluti
mauro
Ah già ora Gehry è decostruttivista…. OMMIODDIO! Quanta ignoranza !!!!
Vi prego limitatevi a parlare di Gardella, Ridolfi & Co. Almeno lo fate con cognizione di causa!
Outsider, avresti inventato l’architettura on demand: metti la scheda Architettura Premium Base e, zac, Gardella ma, se non ho comprato la scheda con il programma Full, vietato parlare di Ghery.
L’architettura a compartimenti stagni.
Sei chirurgo? taglia. Sei nefrologo? metti in dialisi. Già, ma a me fa male lo stomaco e ho pure l’artrite e chi decide come curarmi?
L’architettura è una specializzazione solo all’interno degli addetti ai lavori ma nella realtà è una sola, è la costruzione del nostro ambiente, della nostra città, della nostra comunità per cui hanno diritto di decidere su di essa addirittura i cittadini, che per definizione non sono specialisti. Di conseguenza gli architetti devono valutare tutta l’architettura nel suo complesso, per quella che è realmente, non per quello che interessa a piccoli gruppi. In base a questo ti dico, con assoluta serenità, che Ghery fa progetti che non sono architettura, anche perché spesso “fanno acqua” da un punto di vista “costruttivo” (è quindi de-costruttivista non solo in senso filosofico ma in senso tecnico-operativo), ma sculture, a volte mostruose, a volte un po’ meno, su cui qualcuno è pure costretto a vivere.
Questo progetto è una pura follia, figlio di una società consumista che specula anche sui malati di mente, anche se quell’immagine assurda serve, probabilmente, a fare pubblicità e a raccogliere fondi per la ricerca.
Ma è lecito per gli architetti continuare ad alimentare questo sistema?
Saluti
Pietro
Outsider, mi riferivo alla mostra del MOMA 1988 Decostruttivismo
http://xoomer.virgilio.it/a.dellaserra/pagina1/pagina4/4a.htm
La miglior risposta è quella di Pagliardini; per quanto mi riguarda non sopporto chi dà dell’ignorante; comunque, lo ammetto, la mia libreria ha molti più testi di Ridolfi e Terragni o Kahn che di Frank Gehry. Attendo che colmi la mia ignoranza.
Grazie.
Mauro
Mannò Mauro, si fa per scherzare via…! Poi io essendo svizzero di origine tifo Cermania uber alles :-)
ciao!
c
Arch. Pagliardini, sono perfettamente d’accordo con lei su Gehry e i suoi “prodotti” (che seguono le leggi del marketing più che quelle dell’architettura);
Forse mi ha frainteso, il mio disappunto era sul reputare Gehry (o almeno il gehry degli ultimi 30 anni) decostruttivista, perchè vorrebbe dire non conoscere l’architettura e la sua evoluzione negli ultimi 40 anni.
Voglio precisare che il decostruttivismo è stato teorizzato in ambito filosofico-linguistico-letterale alla fine degli anni 60 inizio 70. Pensare che non abbia uno “spessore storico-culturale” credo sia sbagliato. Magari potrebbe essere discutibile la contaminazione decostruttivista in architettura, ma è un episodio iniziato e concluso tra i ’70 e ’80… parlarne ora mi pare anacronistico.
ps. la battuta su gardella era provocatoria… ma non se po’ dì ‘nca**o qui :)