La vittoria … al candeggio …

Da Andrea Bentivegna: …

“caro professore
le scrivo questa mail perchè tornando a Roma dopo qualche mesi mi sono imbattuto in qualche novità che mi ha un pochino sconcertato..

ad esempio in soli tre mesi ho trovato un Altare della Patria nuovo di zecca, di un candore da fare invidia alla più recente opera del buon Richard Maier, un trasformazione sorprendente al punto che mi sono scomodato a domandare a chi da Roma non si è mai mosso in questi mesi, mi è stato riferito che non si tratta di ripulitura quanto una vera a e propria verniciatura.
Naturalmente queste affermazioni le prendo con le molle, non voglio crederci.. per quanto personalmente trovo questo monumento tra i peggiori presenti in città.. credo che meriti il rispetto dovuto e questa “nuova veste grafica” mi sembra davvero irrispettosa degli anni

continuando le mie peregrinazioni poi mi sono trovato a piazza Cavour dove da mesi si sta costruendo l’ennesimo parcheggio interrato..ebbene per far posto a questa importante opera sono state rimosse e fatte sparire le storiche pensiline e la vecchia edicola che peraltro erano recentemente state restaurate,o per meglio dire ristrutturate.

purtroppo non posso allegare alcuna fotografia a questa mia mail
ma le chiedo se lei è in possesso di informazioni più dettagliate a riguardo

i miei saluti
A. B.

…………..

Caro Bentivegna non so se la storia della “verniciatura” del Vittoriano sia vera o se si tratti soltanto delle ottime prestazioni meccanico-cromatiche del Botticino, … comunque, non ci sarebbe da meravigliarsi date le personalità che, non da oggi, dirigono le sovrintendenze romane, …

L’allarmante caso dell’ascensore appiccicato sullo stesso monumento (monumento che, al contrario di lei, considero di capitale valore per la città), è stato un precedente abbastanza significativo e gestito peraltro dagli stessi figuri che hanno provveduto alla recente candeggiatura …

Per quanto riguarda Piazza Cavour … rimpiango anch’io le “vecchie” pensiline moderne e … “razionaliste” … dell’Atac, … ma poteva andare anche peggio … intorno ai Settanta … per far posto a un parcheggio-pioniere … qualcuno, peraltro molto ascoltato in quegli anni, prevedeva di abbattere, addirittura, l’intero Palazzaccio …

Vede, … da un certo punto di vista siamo anche stati fortunati … (anche se posso presumere che l’opera del grande Calderini lei non la ami un gran ché) …

Comunque, quando qualcuno farà piazza pulita nelle sovrintendenze romane, … non sarà mai troppo tardi …

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3 Responses to La vittoria … al candeggio …

  1. isabella guarini ha detto:

    Almeno si potrebbe insistere per far smontare l’ascensore-impalcatura dell’Altare della Patria, prima che l’assuefazione lo renda inamovibile a futura memoria!!

  2. Manuela Marchesi ha detto:

    L’ascensore “delendo est” eccome! E’ vero, Isabella!
    E vado a segnalare uno degli ultimi “restauri-riqualificazioni” fatti con il criterio della “cacca di cicogna”.
    “Cacca di cicogna” è quel colore biancastro e onnipresente con cui qui a Roma si ritinteggiano gli edifici e i monumenti storici.
    Ultimo dei tanti, il Nicchione che conclude via San Sebastianello (Piazza di Spagna; fondale di via della Croce, visibile già da via del Corso) dipinto tutto di una tonalità appunto come sopra detto. So che sono stati fatti accurati studi analitici su quelli che erano i colori originari, molti e anche sostenuti, si capirono le differenziazioni cromatiche dei vari elementi architettonici che lo compongono. So anche che quello studio storico venne accantonato per ragioni di “urgenza” del restauro, restauro che poi si è protratto per assai più lungo tempo con dispendio di danaro e mancanza di rispetto per la corretta lettura del monumento.
    Ecco, Cacca di Cicogna su Roma, la stessa che si è posata da qualche anno sulla chiesa di Trinità dei Monti, su Villa Medici, su altri palazzi storici della città. Cinecittà, oramai, come anni fa scrisse sul “manifesto” Marco d’Eramo in un memorabile articolo: “Città d’arte come Disneyworld”.
    Ma che schifo! E quante Cricche!

    • waferboards ha detto:

      tempo fa capitò di imbattermi su internet in un appello con il quale ci si opponeva alla proposta del commissario Cecchi di affidare il restauro del Colosseo a delle imprese di costruzione.
      Ammetto che non ne sapevo nulla,è vero alla luce delle inchieste il pericolo di concessioni poco chiare a una delle ditte del sistema gelatinoso(Bertolaso l’immancabile fu anche commissario a Roma) mi pare evidente,ma giudicavo Cecchi,con il quale ho seguito un corso e fatto un esame,un ottimo professore..questi esempi mi fanno pensare che ho sbagliato e di grosso

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