Disorientati rispetto a tutto …

Da Pietro Pagliardini su … ORTINUOVI …

10/06/2010 at 16:29 | In reply to Rosa.

“Rosa ha ragione, occorre essere costruttivi e rimanere nel merito. Intanto, G.Galassi è già entrato nel merito del progetto e io rischierò, perché non conosco il posto, ad entrare più nel dettaglio. Dimentico il rendering e guardo la planimetria a sinistra, nell’orientamento del post (cliccandovi sopra, ruota).
Prima osservazione generale: l’intervento è totalmente disorientato rispetto a tutto. Ha forma volutamente chiusa in sé, nettamente perimetrata e sembra calata dall’alto, con la precisa volontà di “imporsi” su ciò che esiste. Effetto voluto per dare ordine, si dirà, in realtà, come osserva Galassi, non ordina niente, anzi confonde, perché l’ordine è solo visibile a livello grafico o “a distanza di aeromobile”, ma crea reale disordine a causa della mancanza assoluta di connessioni.
Le connessioni: la strada principale (a sinistra) che collega i due abitati esistenti e su cui si appoggia “graficamente” il progetto non istituisce nessuna relazione tra vecchio e nuovo perché confina con un…parco e si collega al progetto solo ai bordi. Quella strada è solo automobilistica ed è estranea al nuovo insediamento. Potrebbe essere stata la scelta di creare una gerarchia stradale per tenere lontano il traffico dal nuovo intervento? Potrebbe, certo, ma se guardiamo come si connette il nuovo al vecchio vediamo che c’è una stradina paralella in basso,assolutamente secondaria che per trovarla in auto ci vuole il GPS dato che si innesta su nessun nodo, la quale timidamente, quasi a vergognarsene, si insinua dentro la nuova area. Per il resto è tutto un negare qualsiasi relazione diretta: tutte strade tangenti o a spigolo vivo senza che mai ve ne sia una che connetta in maniera chiara, leggibile e diretta ciò che esiste con ciò che sarà. L’unica che ha un senso è quella di bordo in basso ma è, appunto, di bordo e anche a questa, per non rovinare la “geometria astratta” del disegno, è stato aggiunto un angolo (in basso a destra). Puro formalismo grafico.
Insomma questa è un’astronave non solo nella grafica, a colpo d’occhio, ma nella sostanza, disegnata su un foglio bianco e poi infilata a forza nel tessuto esistente.
Evidentemente appariva troppo scontato, troppo poco da architetto, troppo poco gestuale, riammagliare le strade esistenti e su questo fare un progetto che non avesse i difetti di ciò che esiste, con ciò migliorando nella sostanza anche quello.
Provate a immaginare di voler andare (con l’auto, con il bus, con la bici) dall’insediamento a sud a quello ad est in alto e poi ditemi se non ci vuole il GPS. Non esiste nessun collegamento diretto tra nuovo e vecchio, a rappresentare l’unicità dell’opera creatrice dell’architetto. il progetto è assolutamente impermeabile al resto e in più è un tappo che interrompe connessioni che prima c’erano e che sono chiaramente interrotte (vedi al diagonale ad est in alto).
Io sono anche d’accordo sul fatto che all’università, semel in anno, ci si possa sbizzarrire nella “ricerca”, o si ragioni in termini di “città ideale”, ma con la consapevolezza che di questo si tratta e che siamo nel campo dell’eccezione e non della regola. Invece i progetti come questo sono la regola, non solo all’università ma anche dopo, nella realtà, tanto che i giovani, volenterosi ed entusiasti studenti immaginano che tutte queste storie che abbiamo fatto siano punitive nei loro confronti. Non è così, ovviamente, è solo la vostra percezione deformata da una scuola che insegna quel tipo di progetto, quell’approccio al progetto e alla città.
Nell’ambito di questo metodo il vostro progetto è probabilmente anche migliore di molti che si vedono in giro. Solo che è il principio di fondo ad essere sbagliato.
Saluti”

Pietro

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2 Responses to Disorientati rispetto a tutto …

  1. Cristiano Cossu ha detto:

    La lettura di Pietro mi sembra sostanzialmente condivisibile.
    saluti
    c

  2. motherboard ha detto:

    sembra una scheda madre di un pc

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