“Solo sculture volanti …”

Luigi Ontani su La Repubblica di venerdì 28 maggio …

“se penso al Maxxi, la prima cosa che mi viene da dire è che in quel museo non c’è spazio. Ho dovuto assistere al montaggio della mia opera Le24ore, le ho messe in alto, come un fregio, sospese. Eppure le ho esposte altrove senza difficoltà, alla Galleria L’Attico, alMarnBo. Allora dico, se gli stessi generosi padroni che hanno finanziato quel museo, mi aiutassero a realizzare sculture volanti come giocattoli o uccelli – nidi quelli che girano nelle piazze italiane, ecco questo genere di cose li potrebbe essere esposto adeguatamente.

Sia chiaro: non è che io sia ostile all’architettura contemporanea: ma trovo che quel volume non tenga conto di ma condizione ergonomica, Zaha Hadid non ha considerato la necessità che gli artisti hanno dello spazio. Ho apprezzato molto, ad esempio, il Centre Pompidou di Metz, questa specie di pagoda-cupola a croce, dove c’è uno spazio libero internamente. Al Maxxi, soprattutto ho trovato folle quella cosa che le signore chiamano «la bella vista» cioè la «brutta vista», la sala in cima con affaccio a vetrata sui palazzi romani. Io dico: ma la Hadid per quale motivo non ha orientato il museo dall’altra parte, aprendo in direzione del Tevere, delle colline romane, dei platani? L’ha ritenuta forse una prospettiva troppo edulcorata?

Non capisco chi ha voluto paragonare il Maxxi al Guggenheim di New York dove pure ho esposto ma dove hanno gli strumenti per consentire l’allestimento e poi quella spirale è armonia pura. Il Maxxi era più interessante visto dall’alto, con quella serie di fettuccine in corsa, diciamo per ricondurlo a una condizione indigena ma ora che è realizzato è piuttosto l’esibizione di qualcosa di delirante, una contorsione architettonica dove l’architetta non ha tenuto conto dello spazio per esporre. Eppure, noi artisti siamo abituati ad esporre ovunque.  …”

L.O.

Questa voce è stata pubblicata in Architettura. Contrassegna il permalink.

4 Responses to “Solo sculture volanti …”

  1. Cristiano Cossu ha detto:

    Musica per le mie orecchie!
    Manca lo spazio, fine del discorso architettonico, entrate se volete in quello degli oggetti di design a scala “umana”: sarchiaponi, serpentoni, meduse spiaccicate, fettucce e fettuccine, lombrichi, schegge di ghiaccio, peni e contropeni, banane, baracche e burattini, uccelli padùli…
    Scusate, ogni tanto lo sfogo è fisiologicamente necessario.
    saluti
    c

  2. emanuele arteniesi ha detto:

    … La visione del Merda!…In Petrolio… pellegrinaggio agli incroci di Via di Torpignattara, presso tabernacoli simulacri viventi, luminescenti, quasi canditi umani cangianti… Un’opera d’arte che Ontani potrebbe concretizzare. Qui il Merda e la sua ragazza deambulanti abbracciati è la stessa architettura. Ontani sarebbe i simulacri colorati…

  3. Riccardo del Plato ha detto:

    “Spazio” ah parola sostituita impunemente dalla parola “volume”.

    Una mia considerazione sulla “vista sui palazzi”:
    non è il museo che “vede il panorama”, ma sono i palazzi che “vedono” il museo.
    È narcisismo puro, oltre poi ad accontentare le tante signore romane che potranno vantarsi di avere una “spettacolare vista sul museo”.

  4. SOS SIGNIFICATO ARCHITETTURA ha detto:

    Scusate la mia ignoranza….ma chi ha paragonato il MAXXI a Il Solomon R. Guggenheim Museum di New York???
    Vorrei saperlo per poterlo incontrare e scambiare delle semplici opinioni…

    Nel frattempo a costui vorrei ricordare alcune “cose” del Guggenheim Museum di New York:

    “Inizialmente denominato Museo della pittura non-oggettiva (Museum of Non-Objective Painting), il Guggenheim fu costruito per esporre le avanguardie artistiche che si andavano sempre più imponendo, come Vasilij Kandinskij e Piet Mondrian.
    Il caratteristico edificio, ultimo grande lavoro di Wright, catturò subito l’attenzione dei critici architettonici, ed è ancora mondialmente riconosciuto come uno dei capolavori dell’architettura contemporanea. Dalla strada, l’edificio assomiglia a un nastro bianco che si avvolge attorno a un cilindro più ampio in cima che alla base. Il suo aspetto è in forte contrasto con i più caratteristici grattacieli di Manhattan che lo circondano, fatto molto gradito a Wright, che dichiarò che il suo museo avrebbe fatto sembrare il vicino Metropolitan Museum of Art “simile a una baracca Protestante”.
    All’interno, la galleria espositiva forma una dolce spirale che sale dal piano terra fino alla cima dell’edificio. I dipinti sono esposti lungo i muri della spirale e in alcune stanze che si trovano lungo il percorso.”

    Personalmente non sono una grande “fan” (PER DEFINIRMI CON TERMINI ATTUALI) di Wright e dell’architettura organica, ma avendo visitato credo circa il 90% degli edifici costruiti da Wright negli Stati Uniti, avendo passato del tempo nel guardarli, osservarli e in piccola misura a studiarli, posso dire, in qualità di persona, studiosa e architetto, con non si meritano di essere paragonati a edifici contemporanei!
    Figuriamoci poi, se il MAXXI può essere paragonato al Guggenheim Museum di New York!!
    Il maxxi non gli fa neanche le scarpe!!!!

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.