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Piazza Vittorio … paura dell’antico … e del moderno …
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Lo sapevo! Lo sapevo che finiva così! Meglio i piemontesi che questi sub-palazzinari! Me la ricordo la rapidità avida con cui buttarono giù questo palazzo d’angolo! Che c…, pardon!, che fortuna per gli speculatori poter approfittare delle crepe causate dalla malaccorta Linea A della metropolitana che dopo aver tracciato una decennale e oscena trincea a cielo aperto lungo la via Tuscolana, grattò le fondamenta dei palazzi sulla direttrice via Appia Nuova-via Emanuele Filiberto! Addio disegno unitario della nostra modesta Plaza Mayor! Modesta e popolare! Chissà quanto costeranno adesso al metro quadrato questi loft! Come é simile questa operazione speculativa con quella firmata Renzo Piano all’EUR! Stessa tabula rasa! Sapete che vi dico, dio mi perdoni? Stufo di sentire anche stasera i piagnistei degli aquilani sulle macerie, sul vicinato perduto, sul perduto rito dell’aperitivo e delle pastarelle domenicali, tutte cose che sembrano essere state mandate loro per un dispetto, io mi auguro che si faccia piazza pulita con degli enormi caterpillar di tutti i loro edifici collassati e poi si ricostruisca l’Aquila con lo stesso criterio messo qui in posa: nessuna ricostruzione filologica ma nuda, cruda e bruta ricostruzione senza storia e senza passato! Poi vedremo se saranno capaci di riconoscere la loro città tanto e giustamente agognata ( quando spunta questa parola, “agognata”, mi sembra di risentire ancora la voce di Renato Rascel:…la cognata…non c’era! Ma sì facciamoci una risata e suoniamo il violino come sulla tolda del Titanic!… Aspetta! Sta arrivando qualcuno al soccorso….No! Non é il Carpathia ma una nave di pirati pronti a distruggere e depredare tutto ciò che é rimasto in loco con un Progetto ben preciso che la consorteria ha chiamato Millennium!
Il problema sta nel manico…l’avesse progettato Rafael Moneo, avremmo avuto, almeno, un bell’esempio di speculazione…ma non ci è dovuto neanche il minimo sindacale della qualità diffusa. Un castello di carte.
Davvero fa paura la “modernizzazione dell’antico o l’antichizzazione del moderno”! Ha ragione Sergio 43 i lai dei terremotati dell’Aquila per la loro terra perduta non commuovono più, se non per le 308 vittime che hanno avuto a sfortuna di abitare in case assassine. Nel giorno dell’anniversario del terremoto dell’Aquila ho pensato alla Casa dello Studente e mi è parso davvero assurdo che gli esponenti dell’Università non si siano accorti del precarietà statica dell’edificio, a prescindere dalle competenze statali. E il Sindaco dell’Aquila continua a chiedere l’imposizione della tassa di scopo pro Aquila, ma non ci dice quanto abusivismo esistesse prima del terremoto e quanto abbia influito sui crolli.