Fiorentina alla Isozaki …

“Nella splendida cornice del centro storico fiorentino siamo lieti di invitarvi

al “Ristorante Vecchi Uffizi di Isozaki e F.lli”


Grigliate all’aperto, cuoco internazionale.”


saluti prof!
Marco Sedda

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10 risposte a Fiorentina alla Isozaki …

  1. Nikos Salingaros ha detto:

    Bravo Marco Sedda!

    Purtroppo, alcuni ristoranti spezializzate nelle grigliate, nonostante popolari con il gruppo di elite radical chic, sono malsane (scaraffaggi e topi nella cuccina, ecc.) e lo stato dovrebbe chiuderli per protteggere un pubblico ignorante.

    Cordiali saluti,
    Nikos

    • Gentile signor Nikos,
      sarei curioso di sapere chi è il ‘pubblico ignorante’.
      Tralascio i contenuti di questo commento da bar dello sport anzi da bar archiwatch.
      Nel dirlo, eviti le tautologie o come diceva Bruno Zevi: «Qual è il difetto caratteristico della trattazione dell’architettura nelle correnti storie dell’arte? È stato detto ripetutamente: esso consiste nel fatto che gli edifici sono giudicati come fossero delle sculture e delle pitture, cioè esternamente e superficialmente, come pure fenomeni plastici» (in Saper vedere l’architettura).
      E soprattutto eviti le parole ombrello come ‘archistar’, ‘pattern’, ‘nichilismo’, ‘frattale’ se vuole parli di architettura ma non contro qualcuno e se ci riesce eviti di parlare di se stesso.
      L’architettura, per fortuna, è molto più complessa di una teoria amata da quattro amici al bar ‘Archiwatch’.
      Saluti,
      Salvatore D’Agostino

      P.S.: Marco invece di giocare al bla, bla, bla architettonico studia.

      • Marco Sedda ha detto:

        Gentile signor D’agostino,

        Le sfugge che qui tra anti-archi-star i commenti sono da Osteria e non da “bar sport”…

        A me invece sfugge il significato del suo commento, cosa voleva comunicarci esattamente, evitando le tautologie?

        Che le griglie fuori scala nei centri storici italiani scarseggiano?
        Che la pensilina è strutturalmente emozionante e assolverà al suo compito?
        Che la pensilina è brutta e fuori scala, greve nel vuoto bianco calatravesco?
        Che se tagliano le zampe e aggiungono un lampione di 50mt possono almeno sperare di vincere l’America’s cup?

        Davvero non si evince un suo giudizio sul progetto in oggetto.

        Saluti,
        Marco Sedda

        P.S:
        Oppure voleva semplicemente dire zitto e studia?

        In tal caso, invece di commentare il bla bla bla con il bu bu bu, le consiglio Piero Ciampi…

  2. Pier ha detto:

    Io credo invece che quello di Isozaki sia davvero un progetto adeguato al contesto di Piazza Castellani. Semmai avrei qualche dubbio sulla ristrutturazione dell’ex cinema Capitol (di fronte), fatto non so da chi, forse Walt Disney…

  3. isabella guarini ha detto:

    Orsù, diciamocela tutta. Questa pensilina, o meglio pensilona davanti agli Ufizi, è inutilmente fuori scala. Non è nemmeno possibile correggerla!

  4. Pietro Pagliardini ha detto:

    …ma per fortuna la fiorentina alla Isozaki non la mangeremo!
    Non conosco il cinema Capitol ristrutturato ma presto a andrò a Firenze a vederlo; tuttavia, non è che una bruttura può giustificarne un’altra.
    Tanto più che gli Uffizi sono gli Uffizi e sono patrimonio dello Stato, il quale dovrebbe dare un buon esempio di progettazione.
    Se lo Stato produce schifezze passandole per capolavori come potrebbero i privati fare di meglio?
    Saluti
    Pietro

  5. salvatore digennaro ha detto:

    Questo è uno degli esempi che legittima il movimento “no-archistar”.
    Se oltre alle forme, aggiungiamo i costi di realizzazione e le parcelle autoreferenziali…
    siamo alla frutta, anzi alla bistecca.

    La gradirei ben cotta!

  6. sergio43 ha detto:

    Io invece ne torno da poco (prima esperienza con la Frecciarossa. Favoloso! Un’ora e mezza da Roma a Firenze! Al ritorno invece un ritardo di quasi quaranta minuti! Fortunatamente il tempo é trascorso rivisitando la sinfonia della Stazione Santa Maria Novella di Michelucci). Dopo un ripasso canonico della città mi sono ritrovato alle spalle degli Uffizi, davanti al cantiere. Non conoscevo il contesto del retro del Museo e non sapevo in quale situazione di confusione fosse lo slargo prospiciente. Sembrava quasi frutto di un diradamento mussoliniano! Forse Isozaki ha deciso per un segno forte (sic!) che “riconnettesse” il tutto. Ma forse io avrei preferito affidare il progetto a Francesco Venezia per un trattamento storiografico che “ricucisse” il tutto! Chissà se anche Giancarlo Galassi, di cui ho letto l’ottimo intervento di qualche giorno fa a proposito del Nostro, sarebbe d’accordo!

    • Pietro Pagliardini ha detto:

      sergio43, sono assolutamente d’accordo con te. E’ visitando il posto che ci si rende conto che l’unico progetto possibile è la ricostruzione, se interpretata o mimetica si può discutere, di ciò che c’era e, chiaramente manca.
      Il resto è veramente fuffa, perdita di tempo, fiato sprecato. Basta andare sul posto, vedere che c’è già un vuoto di un loggiato davanti e quello degli Uffizi deve essere riempito. A prescindere dalla pochezza di quella pensilina. Che l’autore ha scritto riprendere le proporzioni della Loggia dei Lanzi. Roba da matti!
      Però una commissione ha giudicato, ha assegnato un premio, ha rischiato di farla costruire quella roba, ha fatto perdere anni di tempo. Non sarà certo Isozaki il responsabile di questo danno!
      Saluti
      Pietro

  7. antonio tudini ha detto:

    aaaah!!!…ecco dove l’avevo visto quel accrocco….
    grande marco!

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