Pisa … rischio demolizione per l’astronave piranesiana …

pellepisa

“Il Comune di Pisa, con una modifica al regolamento urbanistico, ha deciso di demolire le scuole di Luigi Pellegrin per costruirvi delle residenze …”

“Il Complesso Marchesi è un edificio scolastico situato tra via E. Betti e largo C. Marchesi a Pisa …”

“Alla fine degli anni sessanta la Provincia di Pisa indice un concorso nazionale per la realizzazione di un grande complesso scolastico dotato di attrezzature sportive e capace di soddisfare i bisogni della cresciuta popolazione giovanile. A presiedere la commissione è chiamato Bruno Zevi il quale decide di premiare, non senza forti polemiche … il progetto di Luigi Pellegrin non solo e non tanto per le soluzioni architettoniche quanto per l’idea fortemente innovativa di scuola, e conseguentemente di società, che esso propone …”

Forse … basterebbe cambiarne … la destinazione d’uso …

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7 risposte a Pisa … rischio demolizione per l’astronave piranesiana …

  1. maurizio gabrielli ha detto:

    Illustre Prof. non conosco l’edificio ma sarebbe proprio il caso di indirizzare un suggerimento all’ Ente promulgatore di una simile bestemmia urbanistica,affinchè receda da simili intenzioni !

  2. pierpaolo valori ha detto:

    Basterebbe certo, ma così facendo non sarebbe “esecizio di rendita “che visto che a Pisa siamo dovrà prendere il nome di housing sociale perbacco!

  3. memmo54 ha detto:

    Dopo averlo subito per 40 anni finalmente Pisa se ne libera !
    L’architetto …uno dei peggiori: inarrestabile esploratore degli spazi sprecati attraversati da inutili passerelle ed affaticati da pretestuosi percorsi in trincea ; doppie e triple altezze a piene mani, chilometri quadrati di vetri da pulire; stacchetti, cimature inutili ; trasparenze e tagli sconclusionati, piani appartenenti a sistemi diversi bizzarramente intersecanti : il trionfatore dello spazio che non serve a niente, fluido, indefinibile ed indefinito, inarradabile ed inarredato (… anche pericoloso alla fine.):
    Il repertorio completo dell’architetto moderno compresente in questo fulgido esempio di “sperimentazione” in corpore vili..
    Bene l’esperimento non è andato a buon fine e di pellegrinate ce ne sono a iosa …passiamo ad altro .
    Troppo tempo si è aspettato.

  4. pierpaolo valori ha detto:

    il punto, caro memmo 54, è: tutto questo repertorio di ” spazi che non servono a niente ” non potrebbe essere recuperato come residenze? perchè demolire e ricostruire anonime palazzine? qualche bravo architetto ci potrebbe anche riuscire .

  5. alfredo ha detto:

    ricordavo che nel mio paesotto l’arch. pellegrin fine anni ’50 aveva lavorato per un quartiere di edilizia popolare , poi per esserne sicuro ho trovato questo :http://www.sangiorgioinsieme.it/Luigi_Pellegrin_opere/index.html
    solo che qui sono rappresentati gli edifici più alti, mentre meritevoli di menzione sono a mio parere gli edifici a due piani cd edilizia intensiva a bassa densità.
    edifici ancora esistenti e seppur lordati in più punti da superfetazioni casuali e insensate, conservano intatti tutta la loro bellezza e carica innovativa.
    l’edilizia economica e popolare recente che ammorba la periferia cittadina, non è meritevole neanche del benchè minimo confronto con quella pellegriniana, perderebbe su tutti i fronti.
    un saluto dal salento

  6. chandra editrice ha detto:

    “Curiose decisioni della Provincia di Pisa per la scuola Marchesi: ristrutturazione e demolizione in contemporanea” – Chandra Editrice
    Di Redazione

    Se i numeri e le date non sono opinioni c’è da rilevare che la Provincia di Pisa ha in corso un appalto del valore di circa 1.500.000 di euro per ristrutturare e consolidare il complesso scolastico Marchesi, opera dell’architetto Luigi Pellegrin, e , al tempo stesso, il suo presidente si dice favorevole a realizzare, sulla stessa area, case e negozi. Su questa ultima ipotesi c’è il favore anche del Consiglio Comunale di Pisa. Peccato che per costruire un nuovo complesso scolastico delle dimensioni del Marchesi occorrano oggi 40.000.000 di euro. Chi dovrà stanziarli? Non sappiamo cosa pensino i cittadini di tutto ciò. Per il momento possiamo riportare l’opinione di uno di loro che abbiamo trovato su Pisanotizie.it “ 2009/03/23 07- Andrea Monticelli: sempre la solita storia, buttano giù il vecchio, ci fanno case e negozi e mangiano nuovi spazi.. Oltretutto allontanano ancora di più la scuola dal centro di Pisa.”
    Si riportano di seguito i dati dell’appalto in oggetto, reperibili sul sito della Provincia.

    Titolo
    Palestre Concetto marchesi

    Oggetto bando
    Procedura aperta per lavori relativi a: Complesso scolastico Concetto Marchesi di Pisa . Ristrutturazione, consolidamento statico, adeguamento impiantistico palestre – 1° lotto.

  7. gianfranco volpicelli architetto ha detto:

    Illustre Professore,
    resto allibito per i commenti apparsi sul suo Blog riguardo all’opera architettonica del Prof. Luigi Pellegrin a Pisa.
    Quella scuola non è un guazzabuglio di sistemi intersecantisi e via discorrendo, è un’opera di architettura innovativa.
    Forse ciò che il Comune di Pisa vuole ottenere demolendola è solo terreno per costruire nuove residenze sociali!
    un modo vecchio come il mondo per avere voti …………………
    E poi… ed ancora…………….
    alcuni di quelli che hanno scritto mostrano un livore nei confronti di Pellegrin che francamente non è spiegabile, e giustificabile.
    A mio modesto parere di architetto L,uigi Pellegrin è stato uno dei pochi grandi Architetti Italiani, innovativi, conosciuti nel mondo per opere di valore indiscutibile. Basta documentarsi e visitare le opere.
    Ma come si fa in questa Italia martoriata ed individualista a far capire che anche l’architettura con la A maiuscola va rispettata, e non trattata come ciarpame.
    Però bisogna anche aggiungere che ..
    Pisa forse demolisce la scuola di Pellegrin , ed in Italia proliferano edifici che la scimmiottano, ma non sono scuole ma centri Commerciali.
    A Roma l’ultimo grande centro commerciale ( il più grande d’Europa!) recupera il taglio inclinato ma non l’uso del tetto (troppo innovativo), utilizzando strutture in C.A. tradizionale(perchè forse il sistema prefabbricato di Pellegrin era troppo sofisticato), con inserimenti di cupole e marmi o porfidi funerari che devono indurre a comprare il più possibile!
    E’ questa la città che vogliamo? fatta di housing sociale e centri commerciali sparsi lugo le cinte sub-urbane delle città?
    La qualità architettonica degli anni 50-70 non dovrebbe essere messa in discussione, perchè c’era e per fortuna ancora esiste.
    Oggi che cosa abbiamo? Gli edifici strambi dei decostruttivisti nostrani, ed il nulla del mondo culturale?
    E’ questo il mondo che vogliamo?
    Io non voglio questo!
    Gianfranco Volpicelli

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