Giù le mani …

giulemani

… via cravatta …

via il giacchetto …

ecco pronto …

… l’Architetto …

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6 Responses to Giù le mani …

  1. sergio 1943 ha detto:

    Finalmente! Dopo quarant’anni! L’Architetto-Condotto esiste e lotta insieme a noi! (vedi: martedì 13 maggio 2008)

  2. manuela marchesi ha detto:

    Ho il vezzo di guardare le mani delle persone, come sono e come si muovono.
    Queste mani mi parlano di sprezzo per ogno cosa o persona che non sia come loro, sprezzanti, ignoranti, mistificatrici, agitate per fregola interna e irrefrenabile, se non patologica, abilmente travestita da urgenza di fare…
    Disgusto e paura!

  3. sergio 1943 ha detto:

    Dai, Manuela! Però la bocca é ben disegnata, il naso dritto, lo sguardo intenso, il capello folto e anche la mise é la stessa che indossava Ives Montand nei suoi concerti all’Olimpià! Nonchalance e understatement!

  4. massimo vallotto ha detto:

    La stessa mise di Fuksas in tutte le sue apparizioni pubbliche (non so se quando va a letto usa pigiami simili) o di Nouvel nella pubblicità di una nota marca di poltrone e divani, di Foster quando va in missioni intellettuali parlando della sostenibilità delle sue opere (sic!) e di una pletora di colleghi replicanti convinti che quell’aria un po’ esistenzialista sia un viatico certo per il successo professionale.

  5. sergio 1943 ha detto:

    Non ne ho sentito parlare finora, se non nella definizione del Piano-Casa. Logicamente e a maggior ragione si dovrà normare che ogni casa, palazzo, ufficio ricostruito nel post-terremoto abruzzese abbia sul tetto, nella maniera meno invasiva ma più efficace, un impianto di energia rinnovabile.

  6. sergio 1943 ha detto:

    Ho visto cose che voi umani…….Ho assistito a un epoca, massimo villotto, in cui i giovani architetti, almeno quelli già inseriti nel sistema e quelli che anelavano entrarci, si sentivano in dovere di indossare una cravatta a farfallino, altrimenti che architetti erano? E la pipa? Vogliamo dimenticare la pipa, usata come una matita per seguire il disegno cianografico? E gli occhiali tondi con la montatura nera? Il 68 servì almeno a spazzar via tutto quel ciarpame ma il conformismo se esce dalla porta rientra dalla finestra. Eh, si! L’abito fà il monaco, ogni sempre!

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