Titoli e Concorsi …

Note a margine dell’ennesima riforma …

Finalmente, … un’altra riforma … per l’università …

e, naturalmente, di conseguenza, la definizione dei nuovi criteri per la valutazione obiettiva dei titoli nei concorsi, …
era ora che qualcuno si mettesse seriamente a pensare a cotanto problema …
ora come ora … non si può certo andare avanti così … è una Babele …
non ci si raccapezza più … e ci vorrà pure un criterio … “scientifico” …
per giudicare in maniera, finalmente, equa, senza trucco e senza inganno, chi ha “veramente” le carte in regola …
chi ha scritto qualche cosa che vale e chi ha riempito pagine e pagine di emerite minchiate …
e allora … come fare?
Ci si rivolge all’estero … si vede quante volte i testi e i candidati sottoposti a giudizio sono stati citati sulla stampa specializzata internazionale … e il gioco è fatto … automatico … meglio di così non esiste … avremo finalmente un’università al passo coi tempi … disintossicata … disinfettata … liberata dagli zozzoni di ogni risma …
Sembra facile, ma gli accademici non sono mica tali per nulla … e cominciano le grandi manovre di primavera … commissioni … gruppi di lavoro … incontri … seminari … conferenze … documenti a non finire per delineare l’obiettivo … precisarne i termini … metterne a fuoco la metodologia …
sembra facile dire che chi ha più titoli a livello internazionale è giusto che prevalga nei concorsi … anzi sarebbe fin troppo banale e basterebbe consultare i cataloghi delle biblioteche del RIBA o del Congresso per rendersene conto, … ma poi che cosa significa titolo … pubblicazione … valore scientifico? … magari uno è un genio e non ha mai pubblicato un cazzo … e anche questo ha un senso e magari esiste qualche logorroico poliglotta che ciancia in tutte le lingue e vai a capire se è veramente meritevole del premio accademico …
e poi tutte quelle belle rivistine patinate che fanno la gioia del pollaio dipartimentale e che mettono in crisi la foresta amazzonica e alimentano il buco nell’ozono … mica le dovremo buttare tutte nel cesso …
non sono forse state pagate con i soldi dei contribuenti … coi finanziamenti della ricerca e perciò stesso sono, … o almeno dovrebbero essere, di per se stesse, … “automaticamente” … tautologicamente … quanto di meglio si possa immaginare sul piano della ricerca scientifica?
Altrimenti, perché quei finanziamenti … perché quelle pubblicazioni … perché quelle redazioni? …
Ma sappiamo anche tutti quanti che nel novanta per cento dei casi quella è pura monnezza … ma allora? …
Bisogna evidenziare gli editori che “valgono” …
questa è bella, … ma quali sono? …
Quelli importanti, ovviamente, quelli che selezionano in base alla qualità le loro scelte editoriali, naturalmente, … in pratica, … quelli che hanno le tariffe più alte … perché, e lo sanno tutti, ma proprio tutti … che la carta stampata va a peso … tanto al chilo … come i salumi … i formaggi … il cemento … la spazzatura …
Non sarà certo quindi il peso di un editore “importante” a poter dettar legge nei nuovi concorsi … ché magari uno sconosciuto editorello “di periferia” è cento volte più serio e selettivo di una multinazionale della sòla patinata, dal nome roboante e dagli augusti natali costati fior di euro … che salva i bilanci con le sponsorizzazioni bancarie, … bòne quelle, … e con gli allegati-monnezza ai quotidiani più gettonati … e che offre a qualsiasi professionistaccio, foraggiato dal palazzinaro di turno, copertine cartonate … cofanetti personalizzati … servizi fotografici dedicati … presentazioni prestigiose e “tanto al chilo” … strafirmate dagli accademici più disinvolti e famelici e che poi saranno magari proprio gli stessi a dover giudicare i ronzini zoppi delle loro miserande scuderie …
La qualità non si ottiene certo per decreto … e l’università non si salva con i punti qualità … con i regolamenti … con le messe a norma … con l’ennesima, inutile, riforma, …
al fondo, …
una legge vale l’altra e ci sarà sempre qualche furbo che avrà scovato il trucco prima degli altri e riuscirà a far fessi quelli che hanno i veri “titoli” e che meriterebbero di svolgere un lavoro serio, delicato e soprattutto onesto come dovrebbe essere quello di insegnare …

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2 risposte a Titoli e Concorsi …

  1. Cristiano Cossu ha detto:

    Non avrei saputo trovare parole più efficaci, grazie Professore.
    saluti
    cristiano

  2. isabella guarini ha detto:

    La ricerca non va bene perché si cerca quello che già si conosce! Nessuno ama rischiare in ambiti a rischio d’insuccesso. Ma bisogna distinguere tra la ricerca scientifica che richiede l’ impiego di tecnologie sistemi logistici complessi e ricerca che richiede più che altro predisposizione mentale e intuito. Gli aneddoti, che potrebbero gettare le basi per future ricerche su basi scientifiche, come la mela di Newton o il cerchio di Giotto, non sono altro che la rapppresentazione sintetica di quanto sia proficua la libertà di osservare e agire nella ricerca. Così capitava a Vincenzo Tiberio che, mentre ancora studiava medicina all’Università di Napoli, mise in relazione i disturbi intestinali di cui soffrivano i suoi vicini di casa ad Arzano con la periodica disinfezione del pozzo da cui attingevano l’acqua da bere. Fu così che iniziò a studiare le muffe e intraprese degli esperimenti che lo portarono a scoprire il loro potere battericida. Nel 1895 il giovane medico scrisse il resoconto delle proprie scoperte, dal titolo Sugli estratti di alcune muffe. Ma solo Alexander Fleming è ufficialmente riconosciuto come scopritore della penicillina che applicò nel campo medico nel 1928. Tanto per fare un esempio..

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