Alla cortese attenzione … della sòra Lina …

Riceviamo da Danilo Nuccetelli …
“Alla cortese attenzione di
Lina Sotis
lsotis@corriere.it

Cara Sig.ra Sotis,
nella sua rubrichina “ Qui Lina” sul Corriere della Sera del 6 settembre, per redigere la quale immagino è pagata, se la prende con Adriano Celentano e indirettamente con quanti sono contrari alla realizzazione di un garage sotto il colle del Pincio, accusandolo di “ essere un molleggiato senza gambe che non è mai andato all’estero e non sa che sotto tutte le più antiche piazze europee c’è un parcheggio”. A lui e agli improvvidi privi dei mezzi e della perspicacia per vedere e capire come vanno le cose del mondo come Salvatore Settis, Massimiliano Fuksas, Carlo Ripa di Meana, Alberto Asor Rosa, Giorgio Muratore e tanti altri consiglia di “affittare un autobus e fare un giro, signori, così sapete di che parlate”.
Sono nativo di Scurcola Marsicana e ho passato la più parte della mia vita tra i vaccari della Valsavarenche, finchè ci sono stati; per questo da anni la seguo con grande attenzione, affamato come sono di ogni suggerimento utile ad acquisire modi urbani. Ho tratto grande giovamento dalla sua opera letteraria così come dai modi felpati del segretario del partito in cui ho militato per un decennio ho imparato a scegliere cravatte ton sur ton e fidanzate eleganti,ad avere orrore del plebeismo e ad arrotare la erre. Per questo mi permetto di dirle sommessamente che il linguaggio che lei usa nel suo contra Adrianum è una versione flautata di quello dei tassinari del buco di via Giolitti che, come riporta qualche pagina avanti lo stesso numero del suo giornale,alla ingenua domanda di una giornalista sul perché non vanno ad attendere i clienti negli spazi ufficiali rispondono garbatamente: “Ma de ché stai a parlà, ma perché nun fate le inchieste sui fr. travestiti?”
È probabile che, come dice lei che ha girato, le più antiche piazze europee siano diventate il coperchio di comodi garages ma per quale provinciale bisogno di emulazione si dovrebbe fare lo stesso a Roma?
Seguirò comunque il suo consiglio e a costo di farlo a piedi andrò a documentarmi ma quando risalita la Nerudova arriverò a Hradcanske namesti , quando mi riposerò nei giardini di Place des Vosges o quando berrò una cioccolata calda alla Grande Place non mi dimenticherò di ringraziare il cielo per averle fin quì protette e di levargli una preghiera perché siano risparmiati altri scempi al vecchio, caro Continente.
Cordiali saluti
Danilo Nuccetelli, forse e per caso il primo oppositore del parcheggio del Pincio
Roma 10/09/08″
Dalla Scurcola Marsicana a Place de Vosges … per un parcheggio … mica male …

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17 Responses to Alla cortese attenzione … della sòra Lina …

  1. manuela marchesi ha detto:

    Stavolta Sotis, che è sempre ben pungente e garbata, ha fatto una cosa che non le somiglia affatto. Anche io mi sono accorta del suo scivolone. Fuori posto e forsì anche suggerito: non è da lei.

  2. sergio 1943 ha detto:

    Proprio così, Danilo! Sabato scorso stavo al mare di Ostia e lottavo, sdraiato sul lettino, con il vento che mi scompaginava il nostro Corrierone. Il vento maligno mi ha costretto ad una mossa di karatè e sono riuscito a sdraiare il giornale proprio nella pagina dove il solito gentile sorriso di Lina era diventato insolitamente astioso, come anche da te notato. E allora mi é diventato palese quello che avevo sempre sospettato. Un gruppo di potere, sicuro di sè e delle proprie protezioni che, posto di fronte ad un possibile crollo di troppo comode posizioni, si é dato a un forsennato tam tam tribale. “Primum vivere, deinde philosophari!” Diceva l’affannoso messaggio! Ho espresso con foga la mia indignazione a mia moglie che si godeva a occhi chiusi l’ancora caldo sole di settembre. “Sergio! – mi ha risposto annoiata – ma sempre a questo stai a pensare! E goditi questa giornata!” Ho appallottolato il giornale, l’ho buttato nel cestino e mi sono risdraiato immusonito, invidiandole la capacità, tutta femminile, di distinguere il futile e l’inutile.

  3. isabella guarini ha detto:

    Non so proprio perché dovremmo accogliere l’invito della signora Lina Sotis ad andare in pellegrinaggio per visitare parcheggi sotterranei. Di che bn tòn si tratta? I parcheggi sotterranei già esistono a Roma come in altre città italiane e non vedo la differenza. Che siano quelli sotto le piazze storiche più costosi di quelli in zone anonime, come l’intimo sotto l’abito griffato. Quache giorno fa ho ascoltato una signora intervistata nell’ auto mentre accompagnava la figlioletta a scuola. A proposito del parcheggio sotto il Pincio esprimeva un parere positivo, perchè avrebbe potuto parcheggiare e fare la spesa al super mercato più facilmente. Signori, abbiate pietà! Il liquidare il Pincio per la comodità dell’acquisto di nutella e connessi, il trasformare un insieme monumentale-geo-architettonico in una pentola a pressione per cuocere le auto, è un abbassamento di bon tòn che poco si addice alla Sotis, nota maestra di buone maniere per vivere meglio. Vorrei, qui, ricordare una volta tanto, il caso del Piano Paesistico di Posillipo-Napoli, che vincola anche lo sperone tufaceo che caratterizza la zona per cui è vietato scavare nella roccia e, quindi, realizzare parcheggi sotterranei, se non sotto edifici esistenti. Quando si dice Napoli!

  4. RondoneR ha detto:

    Prof ce l’abbiamo fatta…davvero?

  5. Cristiano Cossu ha detto:

    pare di si, ma non diciamolo a nessuno, pacatamente… :-)

  6. Pasquino Pasquinelli ha detto:

    Gentile Prof. Muratore,
    (La chiamo così anche se, PURTROPPO, Lei non è stato mio Prof., nel mio percorso nella Facoltà d’Architettura..) se oggi noi – ed i nostri figli in futuro – possiamo godere del PREZIOSISSIMO bene storico, culturale, archeologico, architettonico, sociale denominato “Pincio”, dobbiamo RINGRAZIARE (anche) Lei!
    Personalmente, adempio al mio DOVERE con queste righe.
    Ancora GRAZIE,
    Pasquino.

  7. Pietro Pagliardini ha detto:

    Ma non è, per caso, che sopravvalutate un pò troppo il parere della Sotis?
    Anche lei, se deve dispensare buoni consigli ogni giorno, bisogna che qualcosa si inventi!
    E’ vero che non sono un lettore assiduo del Corriere ma, giuro, non ho mai letto, prima di esservi spinto da questo post, un articolo della signora.
    Si vede che non sono molto raffinato!
    Pietro

  8. manuela marchesi ha detto:

    Ho letto i giornali di oggi…e non dico nulla… e ancora incrocio le dita.
    Un saluto dalla sorella di San Tommaso…

  9. Cristiano Cossu ha detto:

    Massì, meglio la Sora Lella, quella che ti fa i carciofi alla giudìa e la carbonara, altro che zafferano :-)
    ciao
    c

  10. federico ha detto:

    Caro Professore,
    sembra che questa volta ce l’abbiamo fatta a fermare l’orrendo urbano. Ognuno con il suo ruolo, dalla sua trincea mi verrebbe da dire…perché di una guerra sotterranea si è trattato. Lo scontro esterno era solo il pallido bagliore degli schieramenti e delle meschine motivazioni che hanno spinto autorevoli esponenti di partiti, trasversalmente uniti, nel fare affari, lobby, e distruggere Roma in nome di una presunta modernizzazione. Vede Professore, fin da quando bocciammo il progetto del Pincio, in commissione urbanistica del centro storico, non ho mai dubitato di potercela fare a difendere, non il passato, ma il futuro di Roma. L’ho fatto perché lo ritenevo giusto e perché credo che Roma debba cambiare davvero. Ma l’ho fatto soprattutto per Arianna e Leonardo di 11 e 3 anni. I miei bambini. L’ho fatto per poterli portare a fare una passeggiata sulla terrazza del Pincio, che, comunque, deve essere riqualificato. Interesse privato in atti d’ufficio? Forse. Ma molto meno di qualcun altro che io e lei conosciamo bene e che sta sia a destra che a sinistra. E che questa volta ha perso.

    Un saluto

  11. Valerio Ricciardi ha detto:

    Sembrerebbe che le cose si stiano sbloccando.

    Magari fosse.

    In questo caso, parte del merito è anche del prof. Muratore che ha saputo avere il buon gusto intellettuale di non trincerarsi dietro un comodissimo “si condizionato” completo di doppio airbag e di uscita di sicurezza con scivolo gonfiabile se le cose buttano male (tipo “ma sia chiaro io non ne sono stato mai un entusiasta, solo la mia onestà intellettuale e la comprensione che ho per le esigenze di vivibilità della città mi impedivano una opposizione aprioristica”).

    Quanto alla signora Sotis, mi ero perso il suo intervento appena “fuori tema” rispetto alle sue abituali dichiarate competenze… e allora, beh, lo farò anch’io.

    Uscirò dai miei abituali campi di competenza e scriverò due righe alla titolare di una normalmente arguta rubrica di bòn tòn. Curiosa una caduta di stile in una persona che di solito rimarca con tagliente ironia quelle altrui. Chissà dov’era casa sua rispetto all’abortito progetto Pinciano…

  12. pecoraro ha detto:

    il parcheggio del pincio sarebbe un errore urbanistico fatale, soprattutto per il destino di piazza del popolo che siamo riusciti a pedonalizzare quasi integralmente solo attorno all’anno Duemila.
    ma anche per l’intero complesso delle rampe, eccetera.
    dei resti archeologici poco mi cale, ma settecento automobili che vanno e vengono da quel buco che si vede nel video, su e giù per la rampa del pincio, quelle sì che sono preoccupanti.
    se la campagna di opposizione ha avuto successo è grazie anche (soprattutto?)a giorgio.
    quello che accade in questi anni mi fa pensare che la battaglia per i centri storici, che sembrava vinta, non lo è affatto: c’è bisogno di nuova teoria e nuova prassi.

  13. il non andrea (andrei) ha detto:

    Roma Anno 2008.
    Dal parcheggio al porcheggio, oppure dal porcheggio al parcheggio??!!

    Da un ricottaro… all’altro…

  14. manuela marchesi ha detto:

    Evvivaddio il danno è stato scongiurato grazie alla solidità morale e intellettuale di chi si è battuto contro un progetto disgraziato. Mille vere grazie ai sani di mente e onestà, grazie Professore!
    Adesso ci sarà il problema della pedonalizzazione del famoso Tridente, e qui arriva il nodo della matassa…perché, residenti a parte e messi da parte, i veicoli che frequentano il Centro storico appartengono alle più varie categorie.
    Volendo anche escludere le macchine di chi al centro viene a lavorare, con regolare permesso di ingresso ma non residenti (per i quali verrebbe comodo il Galoppatoio una volta resi più efficienti i percorsi e gli ausilii per chi vi lascia la macchina), rimangono comunque in circolo i carico-scarico-merci, che sono una parte consistente del movimento della zona, visti i tanti negozi e “mangifici” che sono allocati qui. Lascio fuori dal gioco i camion che servono gli antiquari perché almeno testimoniano che una qual vita del commercio di qualità esiste ancora.
    Invece che ci facciamo con le auto NCC (Noleggio con conducente) che sono tante e sono a servizio dei tanti alberghi della zona e non solo? Basta vedere la sfilata di superauto davanti all’Hotel de Russie e al suo dirimpettaio al Babuino per rendersene conto. Come pure a via Condotti davanti a Gucci, Bulgari, Armani spesso trovo auto in sosta (vetri neri, autisti al limite delle guardie del corpo, carrozzerie uscite di fabbrica…) in mezzo alla massa umana che fa struscio davanti alle vetrine e si fa fotografare, appunto, di fronte alle Grandi Firme…
    Per queste macchine funzionali al PIL della città cosa è previsto di fare, dato che sono veramente tante e che possono andare per loro statuto dove a loro pare e piace?
    Benissimo pedonalizzare, ottima idea sterilizare e “riqualificare” il Gioiello di Roma, ma i problemi che ho appena esposto sono problemi che toccano i soldi pesanti della città. E allora come se ne esce?
    Per essere sincera fino in fondo io, come residente, sono seccata di essere considerata quasi un impiccio al commercio.
    Tra le altre cose la giunta Marrazzo ha di fatto chiuso l’ospedale di San Giacomo, presidio di punta della sanità in centro, aggiungendo una futura altra speculazione edilizia di extralusso nei locali storici del nosocomio più antico di Roma insieme al Santo Spirito. Notare che la chiesa del San Giacomo su via Ripetta, Santa Maria Porta Paradisi, è di Antonio da Sangallo in Giovane, e che sul portale c’è una Madonna col Bambino di Andrea Sansovino. Notare che la chiesa di San Giacomo in Augusta su via del Corso è corpo unico con l’ospedale. Nelle intenzioni la sua abside sarà la meravigliosa vista per persone molto danarose.
    Ma perché non vanno in galera coloro i quali hanno fatto della sanità pubblica un commercio privato?
    (Stavolta ho sconfinato con l’argomento, e chiedo scusa)

  15. Valerio Ricciardi ha detto:

    Caro “Pecoraro”, Le confesso che a me dei resti archeologici cale eccome, almeno finché non avrò contezza della lora entità e rilevanza.

    Scrissi il commento a «La Regina… del Pincio…» perché temevo che l’eventualmente appurata non determinante importanza di quanto emerso potesse costituire definitivo alibi per un “placet” al parcheggio pinciano che invece, a mio avviso (come vedo con piacere, anche Lei condivide) ***comunque*** era operazione in generale assai poco sensata e finalizzabile, a meno di non sentirsi paghi solo di una logica del tipo «l’importante s’è ca ghe gireno tanti sghei e semo tutti più felici».
    E’ una logica interventista senza progetto complessivo che mi disturba.
    Fermo restando, che anche quei tratti di muri smozzicati in opus testaceum o opus reticulatum che saltavano, saltano e salteranno fuori ad ogni pié sospinto sono pur sempre fra le poche cose che i cinesi …NON potrebbero mettersi a fare con una tecnologia più avanzata e a un quarto del prezzo.

    L’identità è la tensione dinamica fra delle radici e un progetto.
    Qui è un progetto degno di questo nome che mi par difettare; poche idee, ma confuse!
    Nel mentre, cerchiamo di non recidere a vuoto nemmeno le radici, però.
    L’album delle foto del nonno in Cirenaica si può buttarlo via UNA volta sola. Poi non ce n’è più.

  16. isabella guarini ha detto:

    Non speravo che l’operazione Pincio si fermasse. Giorgio Muratore ha avuto un bel coraggio partecipando alla commissione correndo il rischio dei se e dei ma. Ora c’è un precedente e non bisogna abbassare la guardia contro il ritorno del rito infernale dei parcheggi sotto le piazze storiche. Pensate che, mentre a Roma si combatte per fermare lo scempio del Pincio, a Napoli l’Ansaldo chiede di scavare di nuovo il buco nella Piazza del Plebiscito, quell’ignobile pertuso che fu rapidamente chiuso per il G7 del 1996 dopo anni di inutile presenza nella piazza. Riaprire il buco per farne un altro a pochi metri, vista la complessità geologica della collina su cui è posta la Piazza Santa Maria degli Angeli a Monte di Dio, dove già sono stati abbattuti tutti i pini secolari per la resalizzazione di una stazione a forma di pertugio cilindrico profondo quaranta metri, senza considerare che la Piazza é già collegata alla sottostante Via Chiaia con un ascensore pubblico. Ma non basta! Già qualcuno manda messaggi subliminali per fare sotto la Piazza del Plebiscito anche i parcheggi sotterraneii. Così il luogo della Montagna dii sale, prima installazione artistica natalizia di Mimmo Palladino, scalata da cavalli di razza, simbolo della rinascità di Napoli, si trasfigura nell’antico trucco del Cavallo di Troia per espugnare il centro storico.

  17. eduardo Alamaro ha detto:

    Isolabella ha ragione. Leccate le ferite ritorneranno, come a Napoli. Ci ritenteranno, ne son certo. In modo più raffinato e penetrante. Soft, loft, da impatto ambientale quasizero. Da Nottola al chiaro di luna. Per Muratore e muratorini sarà più difficile vincere “la battaglia del Pincio”.
    Esaurito il suolo, il grande affare infatti sta nel sottosuolo per tutti. Democratico, ad alta velocità. La banda del buco (destra o sinistra, siamo lì uniti al centro, siamo tutti antifascisti), omologherà l’Italia al format europeo. Lo stivale sarà bucherellato come un formaggio svizzero. Che è buono, pulito e fa gola.
    E poi quel formaggio svizzero a forma di stivale è design. Col buco del Pincio sotto la suola bucata di Roma. E così saremo (parcheggiati) più vicini all’Europa. Felici e contenti. Saluti, Eldorado

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