Gran giorno per il Pincio, oggi …
Questa sera al Collegio Romano si riunisce il vertice dei Beni Culturali, il Consiglio Superiore presieduto da Salvatore Settis …
Speriamo che Dio li illumini e che il minacciato mostro pinciano venga definitivamente scacciato …
Ultimi fuochi, quindi, anche sulla stampa che, se sul fronte del No, può registrare nientemeno che l’intera terza del prestigiosissimo “Le Monde” che titola, a tutta pagina: “Le parking du Pincio divise Rome” dove in un articolo molto equilibrato Philippe Ridet spiega le diverse ragioni propendendo, logicamente, per l’intangibilità dei colli romani … e ironizzando sui vezzi della Gauche bétonneuse capitolina …
d’altro canto, su quello del Sì, registra, sul Corriere, l’ultima raffica dei talebani del cemento dando voce ad Andrea Carandini, già noto per le sue pontificali esternazioni favorevoli al parcheggione …
Il ragionamento di Carandini, questa volta, prende però l’avvio da alcune considerazioni di ordine metodologico che non possiamo non condividere sui rapporti tra tecnici, istituzioni e politica …
dice, infatti, Carandini:
“Se gli organi tecnici cambiano a seconda delle richieste dei politici, allora sbaracchiamo pure il ministero dei beni culturali. A che serve? Si chiede ora di capovolgere con un parere ostativo quanto era stato in precdenza ammesso. Sulla base di che cosa? Archeologicamente non c’è nulla di ostativo. E allora? Si punta a un vincolo paesaggistico? Ma che cosa è emerso di paesaggistico per consentirlo? …
I tecnici devono dire: ci siamo sbagliati: ma così i tecnici diventano lacchè del principe …
Così il ministero diventa Pulcinella …
Gli organi si inventeranno qualcosa. Magari con gli architetti, più inclini a cambiare parere …”
A parte il giudizio sugli “architetti” … sul quale non c’è neanche motivo di replicare per quanto è volgare, generico e offensivo …
Solo un’osservazione: se è senz’altro sacrosanto e più che giusto rivendicare l’autonomia culturale e scientifica dei tecnici e le garanzie dello stato di diritto, visto il paventato andazzo, chi ci conforta e ci persuade che i permessi dati, a suo tempo, non siano stati frutto delle pressioni politiche di precedenti governanti?
In questo senso qualche perplessità la conserviamo …
Se il ragionamento è quindi giusto, per oggi …
dovrebbe esserlo anche, per ieri …
e, per domani …
come si vede … il teatrino del Pincio … è sempre in piedi …
P.S.
per gli amanti dell’horror …
su Repubblica … il progetto “ultima chance” … di valorizzazione archeologica del parcheggione con annesso museo e antichità “illuminate dalle vetrate” …
e per chi ha uno stomaco a prova di bomba …
il video “in esclusiva” su “roma.repubblica.it” …
provare … per credere …




Da quel poco che so di archeologia (i miei amici archeologi erano proprio allievi di Carandini), non ha senso bloccare il cantiere perché ci sono dei ritrovamenti archeologici: ci sono reperti in tutto il sottosuolo di Roma, mica solo al Pincio.
Io credo che la storia dei reperti sia stata strumentalizzata ad arte per tirare l’opinione pubblica da una parte o dall’altra…
L’unico vero argomento è il vincolo paesaggistico. E in effetti i tecnici possono solo dire “ci siamo sbagliati”.
bravo gabriele
il punto è questo. non l’archeologia, la bellezza è in discussione.
ma si…cosa vuoi che sia un parcheggione!
…c’è chi sottoterra ricerca il bosone…
Anche le campagne elettorali sponsorizzate dai Signori del Cemento hanno il loro peso nel gioco…
Un poco di onestà sarebbe la cura per una certa sinistra che si è cercata la sconfitta elettorale facendo del Comune una “cosa propria” e operando poi secondo sua convenienza.
Quanto mi duole dire tutto ciò!
Alla fine sembra che l’abbiamo scampata… grazie anche a te, Giorgio.
I veri romani (quelli che amano la loro città, non quelli del “partito della pagnotta”) saranno eternamente grati a chi si è profuso per salvaguardare la dignità di questa maltrattata città…