I corvi de Nerone e l’oracolo de Capalbio: … “dove sta il problema”? …

Anche una persona sicuramente intelligente e avvertita come Corrado Augias … sofisticato conoscitore di Roma e del Mondo … gran navigatore nei media … accorre, dai lidi più remoti, in soccorso agli amici Warter e Chicco e da par suo, … fine letterato qual è, … la butta sul culturale …
e ieri su Repubblica sotto il titolo: “La guerra del Pincio”  prende la questione un po’ alla larga e inizia parlando di corvi jettatori … …

“ … Poi, ai piedi del colle, sorse una cappelletta in seguito trasformata nell’ attuale basilica di santa Maria del Popolo. Fu papa Pasquale II (1099-1118) a volerla. Uomo superstizioso, vedeva con preoccupazione il volo di certi corvi su di un noce piantato vicino alla tomba dei Domizi. Il povero papa era convinto che quegli uccellaci neri fossero demoni in attesa della resurrezione di Nerone, identificato con l’ anticristo …

Poi venne il geniale Giuseppe Valadier (1762-1839) che fondendo miracolosamente il suo prediletto stile neoclassico alla spazialità barocca fece della piazza e della collina del Pincio uno degli scenari urbani più affascinanti d’ Europa, il vero salotto di Roma.
Pochi cenni sommari per ricordare in che luoghi e con quale carico di memorie, il parcheggio che divide la capitale dovrebbe essere costruito.
Si possono dunque capire i dubbi, perfino le ostilità, anche se manifestate a volte con una certa sguaiataggine …
(signora mia … si vedono certi tipacci in giro … n.d.r.) …

Bisogna però aggiungere che, a lavori ultimati, tutto tornerà come prima salvo i due fornici di entrata e di uscita all’ altezza della prima curva sulla rampa di destra della collina …
(ma l’hai visto il progetto? n.d.r.) …

Che sotto il piazzale del Pincio ci fossero dei resti, e di quale natura, si sapeva prima di cominciare gli scavi.
La sorpresa semmai è stata di trovarli più consistenti di quanto si supponesse. Come insegna il precedente dell’ Auditorium, non sono quei resti a creare imbarazzo, le soluzioni essendo solo due.
O si ricopre tutto lasciando ai posteri la decisione; o li si ingloba nel progetto rendendo visitabile ciò che per secoli ha riposato nelle viscere della terra.
Davvero non si vede dove sia il problema …”

Davvero? … e allora che stamo a discute …
Ma a questo punto viene anche spontanea una domanda …

e non resta che chiederci, sommessamente e con massimo rispetto:

“A’ Corà … ce fai … o ce sei?”

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3 Responses to I corvi de Nerone e l’oracolo de Capalbio: … “dove sta il problema”? …

  1. sergio bonanni ha detto:

    Ma che fa’? ancora legge Repubblica….

  2. armando roma ha detto:

    Leggo questa mattina sul messaggero commenti di Chicco Testa, Veltroni, Di Carlo.
    Per tutti loro il parcheggio del Pincio è assolutamente necessario. Dicono che c’è stato un attento piano redatto anni fa in cui si faceva del parcheggio il fulcro necessario per una pedonalizzazione del centro storico.
    Che senza questo benedetto parcheggio tutto il piano di pedonalizzazione fallirà. Che anni ed anni di studi, progetti, energie spese verranno annullate se non si farà questo benedetto parcheggio….
    Che senza questo parcheggio tutto il centro storico si autodistruggerà in pochi secondi!!!

    Professore!!! Ma lei che forse ne sa più di noi… ci può dire le reali ragioni che portano questi signori e pure i nuovi venuti a difendere fino alla morte questo scempio? Sicuramente le ragioni saranno economiche! Qualche campagna elettorale finanziata con i soldi dell’impresa? o cosa? Magari scopriremo che dentro il parcheggio nella realtà si vuole costruire il nuovo quartier generale della S.p.e.c.t.r.e. e che i signori sopra nominati sono degli affiliati? Oppure nella realtà si vuole creare un bunker con testate missilistiche contro eventuali sbarchi nemici a coccia di morto?
    Insomma… questi stanno spendendo fiumi e fiumi di energia e parole, manco si parlasse di lod Alfano… ma cosa c’è dietro? Qualche suggerimento ce lo può dare?

  3. sergio 1943 ha detto:

    Leggo su “la Repubblica- roma.it” che, da un sondaggio fatto tra i commercianti del centro, risulta una risposta plebiscitaria: SI’ al parcheggio al Pincio!
    Adesso capisco perchè Gesù prese a frustate i Mercanti di Gerusalemme. Non perchè, svolgendo un lodevole servizio a favore dei fedeli, vendevano capretti e colombe per i sacrifici nè perchè cambiavano in sheqel le offerte dei pellegrini provenienti dalla Siria e dalla Mesopotamia, ma perchè, pur lavorando all’ombra dello splendore e della sacralità del Tempio, non ne avevano alcun rispetto se non come luogo, il più favorevole, per i loro affari. Così i nostri Mercanti romani, pur avendo il privilegio di lavorare in uno dei luoghi più densi di significati artistici al mondo, lo valutano, sfruttandone una bellezza che appartiene a tutti, soltanto per quello che può rendere loro. Sarà molto umano tutto ciò ma così facendo dimostrano di non avere alcun titolo a dire alcunchè in merito.

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