Isabella Guarini che conosce Napoli fin nelle sue più riposte viscere …
ci scrive a proposito di alcuni aspetti determinanti nella progettazione “artistica” della nuova rete metropolitana …
“Ho in più occasioni scritto della costruenda rete metropolitana di Napoli, rilevando l’eccessiva spesa per le numerosissme stazioni rispetto al percorso, tradendo l’obiettivo funzionale che è quello della mobilità rispetto alla sosta. Si ha l’impressione, infatti, che si stia privilegiando lo stare fermi, il tempo perso dell’attesa, l’immobilismo delle stazioni. In quasi tutte le città europee le uscite dalla sotterranea impegnano il quantum sufficit con semplici strutture che possono essere caratterizzate architettonicamente solo in alcuni luoghi importanti. Invece, a Napoli, tutte le stazioni sono un museo, un tempio per Fuksas, un antico natante per Siza, e altro ancora. Vero è che una delle linee metropolitane attraversa la città di antico impianto , ma è anche vero che si sarebbe potuto semplificare l’uscita, come si deve aver fatto per lo scavo del percorso, da una stazione all’altra , di cui non si conosce nulla. Mi spiego: per andare dalla Piazza Ferrovia a Piazza Nicola Amore, sotto il Rettifilo, si è dovuto scavare parecchio. Allora mi chiedo perché i reperti archeologici sono stati messi in evidenza solo nel punto della stazione? Così per la stazione Municipio. Perché si è scavata tutta la piazza, quando era possibile un’uscita soft nel fossato del Maschio Angioino? Perché per le stazioni della Riviera di Chiaia non si sono utilizzati gli edifici marginali della Villa Comunale contigui alla linea tranviaria, la Casa delle Belle Arti e un Tempietto sempre chiuso, vespasiano classico , evitando così d’impegnare la strada di scorrimento con un vasto cantiere. Perché si scava nella Piazza Santa Maria degli Angeli, quando a pochi passi era già scavata la stazione in Piazza Carolina, nei pressi della Prefettura e Piazza Plebiscito? Sono tutti interrogativi che bisogna porsi, perché qui non si contesta l’opportunità delle linee metropolitane, ma il metodo faraonico di usare la loro costruzione per rivoltare le città come un calzino. Il governo e l’unione europea devono prendere atto che non ne possiamo più dei disagi che dobbiamo sopportare, oltre ai rifiuti e alla sporcizia. Lasciamo qualcosa da fare anche alle generazioni future.”
I.G.
e adesso abbiamo anche un Super-Sovrintendente … alle metropolitane …
Roma e Napoli unite in un inesorabile destino sotterraneo …
si salvi chi può …




Condivido i dubbi sulla linea 6,in particolare sul progetto di Piazza Santa Maria degli Angeli, ma per il resto mi sembra un discorso molto superficiale!
E’ ingenuo pensare che più piccola è la struttura esterna delle stazioni e minore è lo scavo sottostante: rimanendo a Napoli faccio l’esempio di piazza Dante e piazza Cavour,le dimensioni dello scavo sono state le stesse anche per una questione di praticità-economicità ma poi esternamente le scelte architettoniche sono state molto diverse.
Per quanto riguarda il discorso dei reperti nel tratto Municipio-Garibaldi, questi sono venuti alla luce solo in corrispondenza delle stazioni perchè è solo lì che si opera lo scavo attraverso tutti gli strati del sottosuolo appunto in corrispondenza dello stanzone/vascone (non ricordo il termine tecnico,scusate) le cui dimensioni sono uguali per tutte le stazioni,mentre le gallerie per i binari sono state scavate con una talpa alla profondità di 35m sotto la falda.
Aggiungo,da pendolare,che spesso si passa più tempo nelle stazioni che sul treno quindi onore al merito a chi ha pensato di fare delle stazioni così piacevoli!
Mi sembra che le linee sotterranee si fanno proprio per aumentare la velocità di percorrenza da un punto all’altro della metropoli. Se poi si deve trascorrere il tempo nelle stazioni sotterranee, direi che si è escogitato un trucco per costruire edifici nel centro storico. Comunque, è questione di gusti. Il mio è davvero un discorso molto superficiale, visto che preferisco stare in superficie per aspettare l’autobus all’aria aperta, magari a Mergellina, e di lì percorrere la Via Caracciolo da cui si può vedere il panorama più bello del mondo! Inoltre, riporto la dichiarazione di Fuksas che, in una intervista, ha riferito, a titolo esemplificativo, del trasferimento dei reperti del tempio corinzio ritrovato in profondità a livello della stazione Nicola Amore.