E’ sempre Nottola …

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Eduardo Alamaro così commenta il testo di Vilma Torsello …
“Meritevole e condivisibile.
Bello, perfino poetico, questo scritto fresco di Wilma Torsello. Una boccata di poesia a prima mattina, ad inizio settimana calda. L’architettura come un giallo, la città come luogo del delitto o come una jungla di cemento, Totò-Tarzan. L’architetto come eroico cacciatore di tracce sociali. Acuto investigatore di abitudini ed usi condivisi che il suo progetto recepisce e potenzia. Portandolo a livelli superiori di sintesi. Il progetto come strumento liberatorio e in progress. Dinamico, invece che d’oppressione Immobiliare ed immobilista. Immodificabile. In effetti, a ben guardare, sarebbe questo uno spostamento sul Sociale di quella attenzione per la permanenza dei segni della Storia che ogni buona analisi contiene in sé. Dovrebbe contenere in sé. E quell’analisi del luogo, del luogo sociale, è già progetto.
Per far questo ci vuole però Tempo. E qui, nella nostra Italia incatenata nel mondo global, non c’è tempo locale partecipativo. Non ci sono le precondizioni per fare la qualità che tanti muratorini invocano. Per far partecipazione (e giurie popolari, oltre il “microfono aperto” alla Funari) ci vogliono procedure e culture che non abbiamo (ahinoi) costruito nel tempo della modernità: Che è stata tutta ideologica e militante. Sempre legati, gli architetti, al Principe di turno. O al sol dell’avvenir. Ladri e poliziotti insieme. Metà Totò, metà Tartan ….
Qui, ora e subito, non c’è tempo e volontà, in Italia. Non per fare la base, l’invocata formazione pubblica al progetto, ma nemmeno per fare una giusta e civile informazione pubblica. Anche quando si tratta di interventi epocali che sconvolgono l’assetto di una intera città. Della sua Storia sepolta. Altro che partecipazione al progetto!
Faccio un rapido esempio pratico, pecché già ho scritto troppo: la costruenda Metropolitana di Napoli, quella dell’arte. Impegnata ora sul tratto più difficile, quello che attraversa e scava problematicamente nel corpo della Napoli millenaria. Ed emergono i suoi imbarazzanti reperti. Qui la contraddizione è tra il “Fate presto” e il tempo necessario per analizzare (per adeguato progetto) i segni sociali del tempo che fu. … Non ho tempo e spazio per dire delle procedure adottate, delle spettacolari assegnazione della stazioni alle archistar, e tutto quanto sarebbe giusto (altro che Velodromo di Roma!!, questo è un metròdromo continuo).
Vado al punto, al Torsello progettuale, al morso della mela urbana di Wilma. In un recente convegno su “centro storico e metropolitana dell’arte”, alle obiezioni lamentose e corpose, mosse con dovizia di immagini probanti da Pasquale Belfiore, Massimo Pica Ciamarra, Aldo Loris Rossi, Sergio Stenti e altri meritevoli, un autorevole ingegnere della Metronapoli ha candidamente dichiarato, a fine dibattito, che tutto quanto si era discusso era assolutamente inutile.
Quei progetti mostrati e criticati (progetti pubblicizzati, pubblicati, mostrati e premiati nelle sedi competenti ed incompetenti), “erano superati del tutto o in parte”. Loro, Lormetronapoli, avevano già recepito le critiche e stavano facevano altro, altre cose. Cose loro. Tutto superato, le nostre erano solo chiacchiere da muratorini disinformati (e molto firmati nel Tempo)….
E la città? La comunità, l’informazione, l’opinione pubblica? che ne sa di questo “altro” di metronapoli? Nessuno, partecipazione zero, pubblicità zero, progetti a sorpresa, … mani sul metrò. Qui è sempre Nottola, altro che giurie popolari!!! Menomale che c’è ancora il Muratore di buona volontà!!!
Saluti, buona settimana. Andiamocene a mare ch’è meglio!!”

Eldorado

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2 risposte a E’ sempre Nottola …

  1. luca ha detto:

    Scusate l’intervento fuori tema,…..

    a questo indirizzo:

    potete vedere i tre video di presentazione dei tre progetti finalisti per il nuovo Hermitage-Guggenheim Vilnius Museum.
    Fuksas, Libeskind e l’onnipresente Hadid si sono dati battaglia per aggiudicarsi questo concorso vinto ancora una volta dalla Hadid con la sua ennesima nave spaziale calata dal cielo, ma la cosa che mi ha maggiormente colpito è la presentazione del progetto di Fuksas, il quale ha fatto palesemente il furbo.
    Non avendo molto tempo da dedicare alla realizzazione del suo video ha pensato bene di presentare se stesso dedicando più tempo alla sua faccia e alla torsione delle sue manone piuttosto che al progetto,…..guardare per credere.

  2. manuela marchesi ha detto:

    Rispondo a Luca Fuoritema…
    Ho visto la presentazione di Zaha Hadid per Vilnius, e ho ritrovato le spianate accecanti-gelido-bollenti che segnano il carattere di certa architettura. Il progetto, per quanto se ne capisce, è meno dispersivo del Fuksas, ma è calato come un’astronave nel deserto.
    Fuksas: mi ricorda certe concrezioni “coralline” (non so spiegarmi meglio) che si ritrovano sulla spiaggia dopo le mareggiate, e che fanno anche un pò impressione, con quei piccoli calici vuoti… e poi la mania delle altezze infinite che servono a giustificare la vastità delle aperture. Non mi piace.
    Libeskind è il solo che pensa alla vegetazione e a percorsi esterni meno choccanti, salvo rifarsi con le protuberanze metalliche, così almeno paiono, per dare un segno forte. Gli interni mi piacciono perché mi ricordano la vecchia sistemazione della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, che ho ritrovato nel Klee Museum di Berna di Renzo Piano, che a me piace.
    E adesso fuori tema ci vado io per dire che il nuovo assetto della GNAM di Roma lo trovo davvero tremendo, soprattutto nella sezione ‘800, a causa di un’esposizione scriteriata che spesso mette lassù sulle pareti quadri che andrebbero visti un pò più da vicino…senza contare le luci che brillano sulle pitture e creano difficoltà a chi guarda. Ma il colpo d’occhio delle sale è “di grande impatto”, e se si fa fatica a vedere i quadri, beh, pazienza!

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