Così fan tutti … evidentemente …

cosa non si farebbe … per la qualità dell’architettura …

cfr. …
http://firenze.repubblica.it/dettaglio/Inchiesta-Castello-interrogato-Casamonti/1561333

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15 risposte a Così fan tutti … evidentemente …

  1. Gavino Menaché ha detto:

    Ritratto di famigli in un interno:

    «La gara la dovrebbe vincere Pietro, perché poi la facciamo assieme io e Pietro, ma io non posso vincerla perché in questo Comune ho fatto troppi lavori»
    (…)
    Tutti accettano: «Ma figurati, lo abbiamo già fatto altre volte per te». Casamonti ringrazia: «A buon rendere». Pellegrini vince e Casamonti commenta: «Pietro, ci mancava che non vincevi il concorso, eh, Dio Buono, scusa, era tutto telecomandato, ci mancava che non vincevi Terranuova».
    (…)
    «I fatti storici sono quelli – hanno spiegato gli avvocati al termine dell´interrogatorio – ma l´architetto li ha inquadrati in un contesto di interessi culturali più che economici. L´obiettivo era creare opere ben fatte. Per gli ex Macelli aveva fatto un bel progetto, non voleva che venisse stravolto»
    (…)
    «Il giudice ha compreso che è una persona perbene».

    Amen.

  2. Vittorio Corvi ha detto:

    Uno dei più significativi, per me, copio e incollo dai commenti all’articolo:

    >>>Ho avuto un colloquio presso lo studio archea di genova qualche anno fa; mi proposero uno stipendio 400euro per i rimi 2mesi!!poi dopo 600 al mese..senza limiti d’orario e sacrificando i weeckend; di fronte al mio prevedibile sconcerto fecero intendere che quello era il “prezzo” da pagare per avere nel mio curriculum un nome di un certo rilievo…li ho mandati a quel paese…bella roba, avessi detto si, oggi avrei dovuto cancellare la voce archea sul mio c.v., per la vergnogna. Mi spiace per i tanti ragazzi che lavorano lì..un consiglio: andatevene

    Per quelli che si dispiacciono di essere “fuori dal giro buono”…

  3. armando roma ha detto:

    L’articolo spiega che l’arch. Casamonti ha ammesso le sue responsabilità…
    e adesso? A parte il procedimento penale in corso…

    Verrà sospeso dall’ordine degli architetti? Voi che ne pensate?

  4. Pietro Pagliardini ha detto:

    Cosa farà l’Ordine, si domanda armando roma! Credo che abbia l’obbligo di iniziare un provvedimento disciplinare,sui cui esiti finali non saprei.
    Ma la vera domanda è: cosa ha fatto fino ad ora l’Ordine? E non mi riferisco solo al caso Casamonti ma agli altri numerosi casi di cui in ogni città, in genere, tutti sanno, e l’Ordine, in genere (ma non sempre) fa finta di non sapere e va a rimorchio della magistratura.
    Invece l’Ordine, per sua natura, dovrebbe intervenire appena sente puzza di bruciato perchè non necessita di prove, intercettazioni e quant’altro, al pari di un padre che deve riprendere il figlio se si accorge che sta sbagliando.

    La norma deontologica è norma etica, non di legge ordinaria, e se un Ordine rinuncia a questo ruolo di guida e prevenzione, intervenendo, come atto dovuto, ma un pò vile e burocratico, solo dopo che l’evento è manifesto, mi domando cosa ci stia a fare (l’Ordine intendo).
    Saluti
    Pietro

  5. carlo alberto ha detto:

    per Gavino Menachè

    Si . PRENDEREI LE 10 RIGHE DELLE INTERCETTAZIONI E LE STAMPEREI A CARATTERI CUBITALI SULLE RIVISTE DI ARCHITETTURA ITALIANA.

    SULLA PRIMA PAGINA DI DOMUS.

    SONO PERFETTA TESTIMONIANZA DELL’ARROGANZA DI CHI SI SENTIVA TALMENTE POTENTE D A POTER DIRE TUTTO AL TELEFONO…………..

    CON LO STESSO SISTEMA AVRA’ VINTO……..????????

    CORNIGLIANO
    RENDE DI COSENZA
    MILANO TORRE DELLE ARTI CON UN PROGETTO RICICLATO PER TIRANA
    TIRANA
    SAVONA PIAZZALE MIGHELANGELO

    ABITARE A MILANO
    ROMA

    MI FERMO.
    AMEN

  6. pi ha detto:

    Esiste lo “schema Ponzi”, di grande attualità oggi. D’ora in poi il diffuso sistema italiano di assegnazione degli incarichi pubblici di progettazione, che emerge nei suoi risvolti criminali in una percentuale minima di casi, potrà essere comodamente chiamato lo “schema Casamonti”.

  7. Pietro Pagliardini ha detto:

    L’episodio di Terranova mi ricorda quello del Pio Albergo Trivulzio (solo per i non più giovani), uno dei tanti scandali che sembrava individuale e che poi cambiò le sorti dell’Italia (in meglio, in peggio, boh?).
    Da questi due articoli di Repubblica (ma ce ne sono altri)

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/12/19/il-rettore-sospende-architetto-dello-scandalo.html
    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/12/13/li-comanda-il-consorzio-etruria-qua-vedo.html

    si “scopre” adesso l’esistenza di un sistema consolidato tra politica, imprese, università, architetti (e anche qualche rivista) finora mai troppo approfondito.

    Se qualcuno avesse mai pensato che l’egemonia culturale si afferma solo grazie alla “superiorità culturale” e a quella antropologica, oggi rimarrà deluso.

    Ovviamente l’architettura ne è alquanto coinvolta, visto che è qui che si muovono denari.
    Questo improvviso proliferare, ad esempio, della cultura del grattacielo (Savona, Ostia, Milano, Roma,Torino, ecc.) ovviamente sostenibile, ovviamente elemento simbolico (e qui si richiama sempre la Torre Eiffel, chissà perché), addirittura, nel caso di Savona, preferito come alternativa alla cementificazione lineare della costa (quella seguirà dopo) mi sembra inconsistente sotto il profilo culturale, ma molto robusto sotto il profilo economico.

    E la nostra cultura e critica ufficiale giù con lodi sperticate, contro l’immobilismo di questo paese (che c’è, ma mica è detto che il movimento debba essere in verticale), contro il conservatorismo, l’antichismo, il contrattacco della reazione e tutto il repertorio di scemenze simili. Adesso sta nascendo anche il nuovo filone dello stadio-etico, tipo città-viola che, in nome delle magnifiche sorti e progressive della squadra di calcio, che consentirà l’educazione dei giovani alla tolleranza, permette operazioni murative di notevole consistenza.

    Non sarà l’ora di smettere di farsi prendere in giro e pensare che gli scempi edilizi di questo paese non sono solo quelli abusivi ma anche, e forse soprattutto, quelli autorizzati, decantati nelle riviste e fiori all’occhiello di amministrazioni di ogni colore politico, compresi, come si può osservare, quelli che dell’egemonia culturale hanno fatto un sistema?
    Saluti
    Pietro

  8. franco di monaco ha detto:

    Come già scritto in precedenza, ci accorgiamo adesso di quanto sta succedendo? Ci svegliamo adesso a urlare alla “questione morale” nel mondo degli appalti e dei lavori pubblici? Gli architetti (o gli ingegneri) perchè non denunciano il sistema? Perchè ne FANNO PARTE (sempre in senso generale, s’intende…come categoria). Quale sistema?…Quello della legge che prevede gli appalti di servizio, tanto per fare un esempio: si prevede che l’unico (o quasi) criterio per l’aggiudicazione di una gara sia l’offerta più vantaggiosa, con il ribasso più consistente…e la legge favorisce il giochetto. Ovvia, non mi dica che non ha capito?. Per l’aggiudicazione di un bel appalto pubblico partecipano cinque Dittte o studi di progettazione che, prima, si accordano sulle cifre da offrire e su chi farà l’offerta con il ribasso più conveniente; poi (che fantasia, ci vuole tanto…ma gli architetti/ingegneri, si sa, ne hanno tanta e spesso sono amici, molto amici, degli assessori…), un attimo dopo le quattro ditte o studi di architetti/ingegneri si spartiscono (per non scontentare nessuno) l’ammontare dell’incarico. La volta dopo, tocca alla ditta che è arrivata seconda…tutto qui. ecco perchè l’assessore consiglia o impone poi un proprio architetto “di fiducia”, per gestire il sistema.
    Gli ORDINI PROFESSIONALI DEGLI ARCHITETTI servono quiasi esclusivamente al “controllo” del mercato; la loro presenza NON è assolutamente in grado di garantire trasparenza ed ETICA DELLA PROFESSIONE senza la commistione tra la politica che controlla e gestisce gli appalti e la loro assegnazione agli Architetti legati e questo o quell’assesore da tessere e spartizione di consenso attraverso favoritismi e voti (“voto di scambio” per essere chiari, in cambio d’incarichi pubblici…). Gli ordini servoni a questo: garantire e a “tenere assieme” il sistema. Gli ORDINI NON DENUNCIANO QUESTO PERCHE’ SIGNIFICHEREBBE PERDERE IL LORO RUOLO, tutto qui……
    Questo è quanto la nostra classe di amministratori e di poilitici ha lasciato a coloro che pensano di poter lavorare da architetti fuori da questo maledetto sistema. LAVORARE FUORI DA QUESTO SISTEMA E’ L’ETICA DEGLI ARCHITETTI.
    Fdm

  9. carlo alberto ha detto:

    «La gara dovrebbe vincerla Pietro, perché poi la facciamo assieme io e Pietro»; «Era tutto telecomandato, ci mancava che non vincevi»; «Io ho fatto in modo che tu potessi vincere la gara». Nelle intercettazioni delle conversazioni di Marco Casamonti, architetto, professore alla Facoltà di Architettura di Genova (ora sospeso dopo l’arresto deciso dal gip di Firenze), c’è un piccolo spaccato dell’Italia di oggi e non solo di oggi. Appalti con offerte di favori, giri di telefonate per pilotare la vittoria, promesse di future collaborazioni.
    Ne è convinto anche il Gip Rosario Lupo, che lo scorso 11 dicembre ha fatto arrestare il professionista per turbativa d’asta. Commenta il giudice: «Le telefonate non necessitano di alcun commento e denotano un’abitudine degli architetti a spartirsi le gare». Due giorni dopo l’interrogatorio di garanzia e Casamonti (che è anche direttore della rivista internazionale specializzata Area e fondatore dello studio Archea con sedi a Firenze, Genova, Roma e Pechino) è finito ai domiciliari.
    Tutto questo vorticoso giro di colloqui non mira a un colpo grosso, all’appalto dei record. Qui siamo a Terranuova Bracciolini, piccolo Comune di 12 mila abitanti in provincia di Arezzo, riva destra dell’Arno. E nemmeno la cifra in ballo è da primato: per gli oneri di progettazione la base d’asta era di 98 mila euro. Eppure anche questa somma tutto sommato modesta scatena, nell’Italia della crisi e della nuova Tangentopoli, molti appetiti.
    Qual è il progetto da affidare? È lo stesso Casamonti a spiegarlo agli interlocutori: «Sì, c’è un edificio da restaurare… poi la zona dei macelli… lì ci viene un piccolo negozio della Coop e un po’ di appartamenti… è un progettino che non è male». Poi la promessa: «Dopo, se va avanti, si decide di fare un po’ di cose, ci si divide il lavoro, ci si organizza».
    Casamonti è indagato anche in un’altra vicenda: i favoritismi (ipotizzati dai pm) nei confronti del Gruppo Ligresti per un intervento edilizio nell’area di Castello, a Firenze. È la vicenda che ha fatto barcollare la giunta del sindaco Leonardo Domenici. Le conversazioni telefoniche di Casamonti vengono spiate e salta fuori la vicenda di Terranuova.
    Secondo i magistrati di Firenze «Casamonti risulta autore di una serie di gravi indebite interferenze nell’attività di svariate pubbliche amministrazioni, portando a compimento talora turbative d’asta e talaltra corruzioni vere e proprie». Anche a Terranuova, scrive il gip Lupo, «ha le mani in pasta e si muove a suo piacimento».
    Sono cinque gli invitati alla gara per la ristrutturazione del Macelli del paesino toscano. Casamonti, il 5 settembre, chiama un collega genovese. È Alfonso Femia dello studio 5+1 di via Interiano. Gli propone: «Dici alla segretaria che prima di mandare via i documenti ci sentiamo? In modo che voi fate l’offerta economica un po’ più alta? Eh, vi scoccia?». Femia risponde sicuro: «Ma figurati, lo abbiamo già fatto altre volte per te, glielo dico subito». Casamonti: «Il candidato dei cinque a vincere è Pietro, capito? Ho fatto io l’elenco delle persone da invitare in maniera che filasse tutto giusto». Il Secolo XIX ha contattato Alfonso Femia, titolare dell’agenzia 5+1 insieme a Gianluca Peluffo (a sua volta ricercatore alla Facoltà di Architettura di Genova). «Sono convinto – spiega Femia – che riusciremo a spiegare la correttezza del nostro operato. In questa inchiesta sono persona informata dei fatti e non vorrei aggiungere altro, almeno fino al momento in cui non sarò sentito dai magistrati. Mi sembra un gesto di correttezza». I pm, però, spiegano di aver bisogno di operare «indagini presso gli studi professionali» con cui Casamonti aveva contatti. Qualcuno ha bussato alla vostra porta? «Non vorrei parlare di un’inchiesta mentre è in corso».
    Dopo Femia, Casamonti si rimette in moto. Chiama un’altra collega di Venezia: «Ho fatto invitare cinque amici, il lavoro lo deve prendere Pietro. Ho messo voi perché serve una persona di cui mi potevo fidare. Mi chiami, io ti dico la cifra da mettere dentro, cosi da metterla un po’ più alta e Pietro vince».
    “Pietro” è l’architetto lucchese Pietro Pellegrini, che chiama Casamonti. il professore genovese gli spiega: «Ok, te metti il 2 per cento di ribasso, ora chiamo tutti e gli dico di mettere zero di ribasso, o di mettere uno, tu metti due».Il 3 ottobre Pellegrini manda un sms a Casamonti: «Vinto Terranuova, Bracciolini». Il giorno dopo i due si sentono e Casamonti spiega: «Era tutto telecomandato, ci mancava che non vincevi Terranuova». Poi pianifica anche le successive fasi: «Questo è un preliminare finalizzato a fare la gara di project. Tu non potrai partecipare, perché tu sei quello che ha fatto il preliminare. Allora la mia idea quale era? Che una volta tu facevi il preliminare, una volta lo faccio io e poi si fa insieme. Partecipo io e si porta avanti il lavoro». In una successiva telefonata c’è anche una descrizione inquietante della suddivisione in “zone” degli appalti: «Io mi informo perché Firenze è un po’ divisa a seconda delle zone dove ci sono delle imprese… allora cerco di capire se la gara è “libera” e se non perdiamo del tempo».
    L’architetto Casamonti ha una base operativa a Genova, nella sede di Archea. E ha lavorato anche in Liguria. Nel dicembre 2005 la giunta di Giuseppe Pericu bandisce un concorso di idee per la riqualificazione di Cornigliano dopo la dismissione dell’altoforno: il primo premio va proprio al progetto firmato da Casamonti, che si aggiudica 25 mila euro con uno studio centrato sulla creazione di un parco pubblico. Sempre nel 2005 l’architetto inizia la redazione di un Piano urbanistico comunale a Finale Ligure.
    Il Secolo XIX ha sentito il suo difensore, l’avvocato Fiorentino Giuseppe Taddeucci Sassolini, che se la prende con «il clima di improvvisazione giustizialista che ci avvolge». E spiega: «Il professor Casamonti aveva preso a cuore la ristrutturazione di un edificio storico in un piccolo Comune e gratuitamente ha steso un progetto. Non sono girati soldi. Per l’entità della cifra si poteva anche fare una procedura semplificata, il Comune ha preferito una gara». Che però è stata alterata… «Casamonti preferiva collaborare con una persona fidata, ma solo perché non voleva che il suo progetto fosse sciupato. E poi si sta parlando di una gara da meno di 100 mila euro. Si può finire in galera per un appalto da 98 mila euro?».

    CORSIVO MIO IN RISPOSTA ALL’AVVOCATO TADDEUCCI SASSOLINI……..: EVIDENTEMENTE CARO AVVOCATO LE COSE IN PALIO E AL FUOCO SONO BEN ALTRE, ROBA DA FAR TREMARE I POLSI SE UNO VIENE CARICATO SU UN CELLULARE COME UN MAFIOSO QUALSIASI, E MANDATO IN MANETTE IN GALERA.
    I COLLEGHI ILLUSTRI DEL SUO ASSISTITO SONO : POGGIOLINI, CUSANI, PACINI BATTAGLIA, GELLI, EVANGELISTI…….

  10. Michele Granata ha detto:

    DAGLI ANNI SESSANTA, COME VEDO NULLA Ê’ CAMBIATO’, (QUANDO LAVORAVO A ROMA)
    CHE PECCATO (E FA PURE RIMA)!

  11. marco archini ha detto:

    http://europaconcorsi.com/results/68752-Nuovo-Museo-degli-Innocenti-Firenze/rankings

    ma questo pietro pellegrini? caspitonzola! ha vinto il concorso degli Innocenti per preliminare! bravo! e le fasi successive?
    no, non fate quella faccia, cosa avete in mente?
    i concorsi in Italia sono una cosa seria…

  12. Gianni Solo ha detto:

    Ma davvero pensate che andranno avanti? Mah. Io ci credo poco. Se interrogano quelli coinvolti il cerchio si allargherebbe molto. D’altra parte il 5+1 dice “lo abbiamo fatto altre volte…”; dovrebbe dirle le altre volte o no? con chi, dove; e quelli che stavano nel giro stretto, i prescelti da Marco quelli che unavoltaperuno. Se ci fosse un Consiglio nazionale degli architetti dovrebbe prendersi a cuore la cosa e costituirsi parte civile contro i truffatori del progetto, altro che archistar delle nostre scarpe. Così questi fanno danno a tutti i professionisti per bene.

  13. armando roma ha detto:

    La cosa triste è che fior fiore di professionisti (almeno 3 dei 5 – chi sono gli altri 2?- che hanno partecipato alla gara – Archea, 5+1, Pellegrini – hanno rinomanza nazionale ed oltreconfine) si mettono d’accordo per truccare una gara da 98.000 Euro…
    Studi con diverse sedi in italia ed all’estero, i cosiddetti giovani “archistars” che realizzano masterplan per grosse società immobiliari, il nuovo palazzo del cinema, torri a milano ed in mezza italia, proprietari di riviste, direttori di riviste etc… si sputtanano per una gara che in un paese normale farebbe gola a qualche studio regionale…
    Si vede proprio che ormai gli architetti, a tutti i livelli, sono arrivati alla canna del gas… che pena…

  14. Lapo Guidi Laini ha detto:

    armando, il problema vero è che non si tratta solo di una gara da 98.000 euro! cito:

    “Femia risponde sicuro: «Ma figurati, lo abbiamo già fatto altre volte per te, glielo dico subito».”

    questa è prassi. tutti i concorsi sono truccati. o pilotati. oggi vinco io domani tu, io il definitivo, tu la sicurezza ecc.. questa è una piccola cupola di furbetti. che si spartiscono 98.000 euro di qua 200 di la, ci si campa bene…!
    il dramma è che a casamonti qualcuno gli affida pure gli incarichi, perchè è bravo: vince i concorsi…

  15. carlo alberto ha detto:

    vi dirotto tutti sul blog di abitare.
    Per darvi uno spaccato di vita architettonica italiana.

    Lapo: anagramma di FEMIA………TI AIUTO?

    Non credo ci sia bisogno……

    concorso nuova sede iuav
    Concorso anas
    Concorso per venezia
    Concorso per Cornigliano

    oh ….per dire le prime che mi vengon in mente…..

    vado avanti ?

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