Le recenti vicende politiche nazionali e le impreviste ricadute a livello capitolino stanno attivando le nuove forze di governo locale anche sul piano “culturale” …
L’inizio fanfullesco del minacciato “spostamento” dell’Ara non è certo stato l’esordio migliore … le più caute e ragionevoli considerazioni sul MACRO (anche cambiargli il nome potrebbe essere una iniziativa non del tutto disprezzabile … quel “Macro” suona, da sempre, assai male e pare non promettere niente di buono …) sembrano meglio indirizzate …
Ma l’attivismo attorno ai temi dell’architettura (sostanzialmente gestito, fin qui, da quella arcana e misteriosa creatura che è il CESAR …) ci tocca da vicino e appare essere, almeno per ora, … il vero asse portante del “rinnovamento” alemanniano in questo settore così delicato …
Sotto l’ala benedicente del più neoclassico dei Krier … viene quindi invitato a Roma nientepopodimenoché Nikos Angelos Salingaros già allievo e collaboratore di Alexander … prolifico artista-scienziato-matematico-teorico-stocastico del frattale e delle sue propaggini … che si propone sulla piazza romana con una sua allocuzione dal titolo alquanto saccente e ratzingeriano: …
“Ritorno al Bello, ovvero, la fine dell’architettura nichilista” …
(lunedì 9 giugno ore 18:00 Sala della Piccola Protomoteca, Piazza del Campidoglio) …
abbiamo sempre diffidato di personaggi del genere e del fascino che, di volta in volta, esercitano sugli architetti e sugli urbanisti in crisi di identità …
sotto l’aura della creatività para-scientifica, molto spesso, si veicolano baggianate da Bar dello Sport o poco più …
e poi è curioso che per combattere le fregnacce poetico-algebrico-musicali di Zazà, di Daniel e di tanti altri cloni e clonini locali … venga riproposto proprio un personaggio del genere … apparentemente opposto, … ma al fondo analogo … come questo visitor australian-texano di ultima generazione …
a .. Alemà … nun fatte infinocchià puro te …
che c’azzeccano li frattali … coi problemi de Roma? …
questo è n‘antro che spaccia carciofi … e allora … stamo sempre da piedi …
“la fine dell’architettura nichilista”? …
ma che cazzo vanno dicendo? …
comunque … staremo a véde …
e capiremo perché a ‘sti fasci …
co’ l’hobbit de l’architettura …
je piace puro lo stocastico …




Domani sera vado a sentirlo, tiene una conferenza a Orsanmichele qui a Firenze… Insieme a lui ci saranno Adolfo Natalini, Paolo Zermani, l’assessore Biagi e altri…
Intanto, sto scrivendo un “pezzo” sulle sue teorie. Chi vivrà vedrà :-)
saluti
cristiano
A Cristiano.
Allora ci vedremo dal fregnone, come dice il prof.
Però non sbagliare orario perchè a Orsanmichele c’è dopodomani mentre domani sera dopo cena è alla Libreria Editrice Fiorentina.
Dopo che l’abbiamo sentito ci potremmo impegnare tutti e due a relazionare allo scettico Muratore che però, oggi pomeriggio credo che sarà in Campidoglio ad assaggiarlo di persona.
saluti
Pietro
Grazie Pietro, si in effetti a Orsanmichele è mercoledì dal pomeriggio…
Per i pomodori ci pensi tu? (Si scherza eh…)
saluti
cristiano
Condivido e adesso cominciamo a parlare di architettura?
O dobbiamo parlare: grattacieli-si/no, Ara Pacis-si/no, Fuksas-si/no?
Come se per la politica si parlasse: TG4 satellite-si/no, ponte sullo stretto-si/no, intercettazioni-si/no?
Il carcinoma palazzinaro-politico-cementizio è all’ultimo stadio e noi chiacchieriamo dei rumors architettonici?
Non conoscendo il personaggio in questione, ho fatto una ricerca sulla magica rete e leggendo quà e là, mi sono fatto una piccola idea (tipica del web) non solo della posizione del teorico Salingaros, ma aprendo le pagine web come scatole cinesi si scopre che il dibattito sull’architettura contemporanea è molto sentito anche al di fuori delle mura del “nostro” blog: praticamente se ne parla dappertutto.Una pagina a caso, http://www.architettiroma.it/dettagli.asp?id=10205.
Si parla della terza via, degli architetti del brutto, dei maledetti architetti, dei non luoghi, dei neocon, della Chiesa ecc., mi è venuta un pò d’ansia.
Ora tornando in me
1) mi piacerebbe avere qualche esempio di architettura dal sig. Salingaros per meglio capire di cosa si parla;
2) non sò se un eventuale ritorno all’ordine classico, rassicurante (magari in vetroresina stile Valentino), spesso apprezzata dalla gente, sia un effetto collaterale della critica o dell’atteggiamento disinvolto delle archistar,
tanto da far parlare di architettura nichilista.
Chissà chissà…
E vada per i pomodori. Agli americani piacciono sempre gli spaghetti italiani. A proposito, Cristiano, tanto per riconoscerci, io sono alto, magro, capelli quasi a zero, viso consumato dalle sigarette, occhiali e sguardo da matto…antichista. Non porto però nè ghette nè panciotto.
Difficile vedere un progetto di Salingaros perchè non è un architetto ma un matematico e un teorico dell’urbanistica; sì, esistono anche di queste strane figure al mondo.
E’ decisamente un tipo singolare ma, guarda caso, la sua teoria delle reti porta alle stesse conclusioni di quelle dei muratoriani: strade diverse, stesso punto di arrivo.
E’ singolare ma scrive libri con quell’altro tipo singolare che è Christopher Alexander, sì, proprio quello di “Note sulla sintesi della forma”, un altro matto su cui si sono formate però generazioni di architetti e ingegneri. Incredibile ma è ancora vivo e ha, tra l’altro, dato un contributo fondamentale alla programmazione ad oggetti (software).
Che tipi questi americani! Sono curioso, verrà con la camicia hawaiana e i bermuda? Mah!
Se poi qualcuno volesse leggere un realtivamente breve ma significativo saggio di un muratoriano italiano, aretino, l’arch. Danilo Grifoni, questo è il link:
http://www.stefanoborselli.elios.net/news/archivio/00000452.html
(Fuori da ogni scherzo, lo consiglio vivamente).
Achtung! prima di questo testo ce ne è uno di Salingaros e si consiglia di evitarlo.
Saluti alla compagnia
Pietro
—capelli quasi a zero—
…anch’io uso spesso questo simpatico eufemismo :-)
ciao Pietro!
stasera salingaros è alla Edison non alla LEF. giusto per il beneficio d’inventario
I “fasci co l’Hobbit della architettura” merita veramente, dopo la risata, un bell’applauso!
clap clap clap
:-)