Ancora monnezza per Gehry …

Salerno … città-martire dell’architettura contemporanea …

Che il lavoro di Frank Gehry avesse, e non da oggi, una sedimentata consuetudine con la monnezza non è certo una novità, …
ma che i salernitani si dovessero sorbire anche questa ultima trovata dei loro amministratori è notizia che aggiunge mestizia al già lugubre paesaggio mentale che negli ultimi tempi attanaglia la Campania …

ringraziamo perciò Pasquale Cerullo che ci segnala, tra l’altro, a proposito del nuovo Termovalorizzatore di Salerno:
“… oggi il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca è a Los Angeles per avere un incontro diretto nientepopodimenoche con Frank Owen Gehry. È accompagnato da un ingegnere, Domenico Barletta e un geometra, Alberto Di Lorenzo, tecnici sicuramente di supporto per il ‘preparato’ amministratore. Motivo della visita, discutere sulla proposta di progettare il famigerato termovalorizzatore di Salerno, da farsi in una piana desolata della provincia che, a detta del ‘lungimirante’ sindaco, dopo la realizzazione di cotanta opera d’arte, diverrà meta di pellegrinaggio come S. Giovanni Rotondo.” …

non crediamo ai nostri occhi e, cliccando qua e là, troviamo che è questa la notizia del giorno … dai quotidiani … ai siti dell’arte … tutti ad inseguire l’eclatante … “evento” politico-cultural-igienico-mondano del creativo salernitano …

“… La Regione ha firmato … un’intesa con il Comune di Salerno stanziando settantacinque milioni di euro per la realizzazione del termovalorizzatore. L’impianto servirà sia Salerno che la provincia e sorgerà nella Piana di Sardone in cui cantieri potrebbero essere inaugurati il prossimo mese di settembre. Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, si è affrettato a ribadire che il suo ufficio sorgerà nell’area del termovalorizzatore …”

“… Sulla prossima guida turistica di Salerno potrebbe esserci posto per una visita guidata al termovalorizzatore. Anche un impianto che brucia rifiuti puzzolenti può diventare infatti un’opera d’arte. E non certo d’arte «povera», considerato che a progettare il maxiforno distruggimunnezza sarà Frank Gehry, il Maradona dell’architettura moderna. Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, per i suoi cittadini pensa alla grande: «Se costruiremo un termovalorizzatore a disegnarlo sarà Gehry, lo stesso che ha realizzato il museo Guggenheim di Bilbao». Costi quel che costi. Del resto i soldi ci sono …”

Bilbao … effetti collaterali … anche a Roma ne sappiamo qualche cosa …

conclude poi Cerullo nella sua lettera:
“ … Un inceneritore di munnezza, manufatto tecnico-ingegneristico, con macchinari prodotti da ditte specializzate, ha veramente bisogno di un architetto eclatante per essere ideato in un luogo desolato? Cosa diavolo è questa architettura? Spazio vissuto? un approccio ‘critico’ nel contesto? Cosa diavolo è? Monumento del nulla ad autenticare la nuova icona del 21° secolo, i rifiuti? Sicuro che qualcuno dirà che  ‘anche’ questa è architettura. Anzi… ma anche…

probabilmente … non tanto e non solo di architettura si tratta, … ma, soprattutto, di politica … e ormai … non ci si può più meravigliare di nulla …

comunque, … la cosa, a parte la munnezza, puzza un bel po’ …

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43 Responses to Ancora monnezza per Gehry …

  1. Cristiano Cossu ha detto:

    Beh veramente non c’è più limite alla stupidaggine italica… Vien voglia di dare ragione ai catastrofisti che parlano di un paese allo sbando. Capisco che anche un impianto del genere possa essere ben progettato, dal punto di vista che un architetto potrebbe assumere se gli venisse conferito un simile particolarissimo incarico, ma davvero chiamare Gehry sfiora l’ironia tragica e beffarda, per non dire altro.
    Forse ce lo meritiamo.
    saluti
    cristiano

  2. isabella guarini ha detto:

    Ritengo che il Sindaco di Salerno abbia mostrato indubbie doti di saggezza di fronte alla tragedia della monnezza, riuscendo a tutelare i suoi amministrati dal flagello. Tuttavia, penso che esageri nel voler trasformare il termovalorizzatore in un monumento alla monnezza. Il messaggio che ne deriverebbe è diseducativo per gli utenti che non sentirebbero pressante il dovere di non sprecare, di differenziare, di fare tutto quanto è necessario per diminuire la produzione della monnezza, in qualunque modo si decida di smaltirla. Un altro motivo sta nella convinzione che gli impianti industriali di oggi sono sottoposti a rapida obsolescenza per cui si potrebbe ipotizzare una dismissione del termovalorizzatore prima che sia ammortizzata la spesa per costruirlo e per la liquidazione della parcella del più costoso architetto del mondo, che usa il titanio come l’oro delle antiche cupole orientali. La monnezza: dalle discariche a monumento da mille e una notte: esagerato!

  3. PEJA ha detto:

    E’ vero, avete ragione. Dobbiamo fare in modo che l’architettura industriale sia ferraglia e cubi di cemento. Non dobbiamo, dovesse scoppiare una rivoluzione, permettere allo straniero di costruire su suolo italico le sue architetture demoplutocratiche! Se sarà fatta, dovrà essere in travertino e marmo bianco di carrara! Così sia!

  4. salvatore digennaro ha detto:

    è vero, gehry muove i suoi “primi passi” tra i rifiuti, per farne architettura, vedi la sua prima casa, poi man mano, vestito da arlecchino o qualcosa del genere, i suoi materiali diventano sempre più preziosi e le sue forme sempre più zoomorfe e ittiche, in questo caso mi immagino una “grande balena” che divora spazzatura.
    Detto ciò mi sorge un dubbio, non sarà che qualcuno ha creato tutto questo immondezzaio in Campania per spianare una strada senza più ostacoli verso la costruzione di questi mega impianti e stanziare questo mare di denaro pubblico con appalti milionari, “porcelloni”,ecc., credo che bisogna vigilare con attenzione su chi saranno le imprese appaltatrici e sub, sub, sub, sub, ecc.

  5. Frankie-Yu ha detto:

    Povero Gehry… dopo aver ascoltato il sindaco di Salerno penserà di essere finito dentro a quella puntata dei Simpson a lui dedicata… ihih

  6. emanuele arteniesi ha detto:

    Frank mi sa che ti conosco… Cambia canale!!

  7. emanuele arteniesi ha detto:

    Scusa Frank… ti ho scambiato per un altro rapper…
    ossequi

  8. pasquale cerullo ha detto:

    Eh eh, ma Frank Gehry lo sa che nel 2000, De Luca definì così il Guggenheim Museum di Bilbao: “è un obbrobrio”.

  9. paolo ha detto:

    Trovo davvero geniale il sindaco De Luca! La cosa sconcertante è che ci sia gente che nella tragedia della Campania faccia persino ironia sul fatto che ci sia un posto, cioè Salerno, dove la monnezza non è arrivata, dove non si trova una carta per terra, dove c’è un amministratore che va a parlare con una star dell’architettura mondiale (e ci sta anche qualcuno che ironizza non solo sulla monnezza che non c’è a Salerno, ma anche sul fatto che Ghery sia un grande architetto – forse avrebbe preferito l’architetto “comunitario” di Corviale). Insomma Salerno è pulita, Salerno è ben amministrata, i cittadini di Salerno condividono l’opera di De Luca e lo e plebiscitano e a Salerno sono venuti grandi architetti. Ma evidentemente i fatti sono troppo indigeribili per alcuni di questo blog. Mi dispiace tanto per voi, amici miei. Un consiglio: trasferitevi a Napoli o a Caserta lì si che ci sono i facitori del progresso , che si formano le sorti radiose e progressive. Buona permanenza!

  10. Cristiano Cossu ha detto:

    A me dispiace che in Italia qualche pubblico amministratore veda in un mediocre scultore pop come Gehry la soluzione per problemi decisivi dello spazio pubblico del suo comune. Naturalmente, viva Salerno e i salernitani, per carità!
    Un consiglio: si trasferisca lei a Napoli, Gehry (purtroppo) lo troverà dappertutto.
    saluti
    cristiano

  11. pi ha detto:

    Sono pienamente d’accordo con Paolo: Ghery, piaccia o no, è un grande architetto, e come tutte le figure di rilievo in questo mestiere suscita sconcerto, dibattiti e avversioni, la storia dell’architettura è piena di esempi del genere. Ha fatto molto bene il sindaco di Salerno a mirare in alto per costruire l’inceneritore della città, non è il primo e non sarà l’ultimo amministratore che, per aver osato andare un po’ oltre la tranquilla routine, si tira addosso attacchi e ironie. Intanto Salerno, a quanto pare, è una città pulita ed efficiente.

  12. gp ha detto:

    ma qui state da-fuori!

    in campania c’è la monnezza si, ma solo in alcune strade della provincia di napoli e caserta.
    per il resto tutto va -relativamente- bene.
    c’è da fare tanto, è chiaro, ma qui si parla d’altro.

    l’incenerimento dei rifiuti è una pratica obsoleta e nociva per la salute.
    perciò deluca si è visto costretto a travestire una sua gigantesca trovata politica con i panni di una presunta arte.

    mi sa che siete una massa di ignoranti
    tutti quanti
    povera italia!

  13. pi ha detto:

    “mi sa che siete una massa di ignoranti
    tutti quanti
    povera italia!”
    …Povera Italia siamo d’accordo, ma in quanto ad inceneritori come mai tutta l’Europa ce l’ha? Sono tutti poveri ignoranti? Siamo solo noi i soliti furbissimi che vedono sempre più lontano di tutti? Naturalmente nel resto d’Europa fanno una efficientissima selezione, ma poi bruciano e come! (certo le mafie lì non ci sono).

  14. ero ha detto:

    Ma…mi spiegate, per favore, per quale motivo, come e perchè l’architettura di Gehry è monnezza? Davvero,…ammetto che sono un po’ lento a capire le cose, ma anche voi su Gehry dovreste essere più chiari. Proprio non ci riuscite a dire una cosa del tipo >? Illuminatemi e cercate di essere efficaci

  15. Cristiano Cossu ha detto:

    Lo ha detto più volte lui stesso, mica io. Ne ha fatto un’estetica, l’estetica del bidet (diceva Longanesi).
    Qualche volta, però, anche il nostro monnezzaro preferito ha deciso di giocare a fare l’architetto, e con risultati forse non inintelligenti: DG Bank Building in Pariser Platz a Berlino; Dancing House a Praga, Der Neue Zollhof a Dusseldorf…

    saluti
    cristiano

  16. sgmnd.frd ha detto:

    Ero,
    provo a dare una spiegazione. Anche io ho notato che in questo peraltro utile, interessante e divertente blog, ormai Gehry è identificato come quello della spazzatura, Renzo Piano, quando sono buoni, lo chiamano San Renzo, Fuksas (indubbiamente da un po’ di tempo troppo presente in TV) è considerato una specie di impostore della cultura architettonica, la Hadid la chiamano Zazà, insomma dei personaggi che si sono imposti in questo mestiere nel mondo intero, e non solo nel loro orto di appartenenza grazie a manovre, conoscenze e trucchetti vari non si salva pressoché nessuno. Io credo che in linea di massima, con la rara eccezione di alcune prese di posizione meditate e serie, il fenomeno sia riconducibile a quel complesso che è stato chiamato “invidia del pene”.

  17. isabella guarini ha detto:

    Caro sgmnd frd, tratrattandosi di architetti maschietti l’invidia riferita alla connotazione anatomica ptrebbe anche essere, ma non credo che tale freudiana patologia possa applicarsi anche alle donne. Orsù, non banalizziamo le critiche sempre con la solita citazione freudiana, evocata contro chi non fa parte della lobby dei critici di maggioranza. governativa e delle tendenze architettoniche in atto. Te’ piace ‘ a monnezza? No! E perché? Perché no!

  18. Cristiano Cossu ha detto:

    Ci mancava solo Sigmund Freud.
    saluti
    Zorro

  19. sgmnd.frd ha detto:

    Gentile Guarini,
    è un errore banalizzare le critiche, Lei ha ragione. Non Le sembra che dipingere Gehry come un costruttore di immondizia, pur riconoscendogli di aver fatto “forse alcune cose non inintelligenti” (splendida la doppia negazione che sottolinea una estrema cautela piena di dubbi), sia un po’ una banalizzazione semplicistica? E l'”invidia del pene” non la deve intendere in modo letterale, la prego. E quale sarebbe poi la lobby dei critici di maggioranza?

  20. Cristiano Cossu ha detto:

    Caro Sigmund, cosa pretende un saggio critico di 100 pagine dentro un blog?
    Le molte teorie raffinatissime secondo le quali l’architettura del buon Gehry è architettura, presenti nei molti libri apparsi anche in italiano, se vuole le può leggere da solo, anzi suppongo che lo abbia già fatto da tempo.
    In secundis, è difficile prendere sul serio uno che si firma come lei. Che dobbiamo fare, un dibattito approfondito sulle “dimensioni” di Gehry con sgmrddfrtt? Almeno si trovi uno pseudonimo all’altezza delle pretese!
    saluti
    cristiano
    ps: senza dimenticare che un blog è solo un blog, e questo è pure abbastanza allegro, per fortuna!

  21. sgmnd.frd ha detto:

    Gentile Cossu,
    vedo che l’ha presa veramente male. Ma io non volevo essere preso sul serio da Lei, avevo solo cercato di dare una risposta alla domanda di Ero. Tutto qui. Lei la vede diversamente? Nessun problema, ci sono cose ben peggiori.
    La saluto

  22. isabella guarini ha detto:

    Se si dice immondizia, è chiaro il riferimento alla produzione di rifiuti immondi da cui esce solo fetore e inquinamento. Per intendere l’architettura di Gehry, è necessario riscoprire l’antica ‘monnezza, alla napoletana, di quella materia prima che veniva continuamente recuperata e trasformata per molti usi . Ora affermare che l’architettura di Gehry, sul piano formale, sia un cartoccio abitabile, non mi sembra un’offesa, bensì il riconoscimento del virtuosismo a cui si può pervenire con la progettazione computerizzata, della sfida all’equilibrio classico in uno con l’alta tecnologia. In sintesi, si tratta di un’animazione reale della ‘monnnezza che prima era possibile solo con i cartoon.

  23. sgmnd.frd ha detto:

    Adesso finalmente è tutto chiaro.

  24. Cristiano Cossu ha detto:

    Mannò, che male, l’ho presa bene: le ho risposto, come giustamente lei chiedeva.
    ciao Sig.

  25. Siffolone ha detto:

    Diciamo 3 cose fondamentali:

    1) I termovalorizzatori non sono nocivi, o almeno lo sono molto meno delle consuete fabbriche. Andate a controllare i valori massimi delle emissioni stabilite per legge e vedrete che le emissioni dei termovalorizzatori devono essere (per legge) molto minori di quelle delle fabbriche. E vi aggiungo che la legge italiana ha un limite per le emissioni addirittura più basso di quella europea.
    2) Frank Gehry può piacere e non piacere. De gustibus non est disputandum. Ma una cosa è oggettiva: a Bilbao da quando c’è quel coso, ogni anno arrivano un milione di turisti, e quindi l’economia della città è cresciuta notevolmente.
    3) Legare il nome di Gehry a Salerno sarebbe un trampolino di lancio per la città campana. Oltre al turismo di riflesso per la costiera amalfitana e la costiera cilentana e per Paestum, Salerno potrebbe avere una propria forte attrattiva. Ciò aumenterebbe il turismo a Salerno e in tutta la sua provincia.

    Comunque, il termovalorizzatore a Salerno NON sarà più progettato da Ghery. L’architetto canadese a chiesto tempi di progettazione di circa 3 anni.
    Ma l’emergenza rifiuti non può attendere tempi così lunghi perchè significherebbe avere l’impianto pronto tra circa 5 anni.
    Per questo motivo l’idea di farlo progettare da Gehry è stata purtroppo accantonata dal Comune.

  26. Pietro ha detto:

    Questa del termovalorizzatore progettato da Gehry l’ho scoperta qui e, lo ammetto, mi sembra una grande idea. Non faccio ironia, lo dico sul serio. Ragioniamo: un termovalorizzatore dovrebbe sorgere in un luogo non particolarmente ameno, mica lo vorranno mettere in fondo al lungomare! Quindi il luogo, suppongo, non sarà alquanto nascosto. Se costruito normalmente, cioè come progetto di tipo meccanico, come una grossa macchina che brucia immondizia, non è che comunque migliora il paesaggio.
    Quel furbone di sindaco con Gehry (se gli avessero affidato il progetto) avrebbe fatto doppio bingo: l’effetto Bilbao che porta turisti a vedere la spazzatura che brucia, col pagare, e poi si spostano a Salerno; le riviste di tutto il mondo che parlano di Salerno, la virtuosa contro Napoli, la discarica.
    Avrebbe poi avuto un merito grandissimo per l’architettura: avrebbe fatto capire che tra il Museo di Bilbao e il termovalorizzatore non c’è praticamente differenza e Gehry sarebbe passato alla storia come il progettista dell’immondizia.
    Mi sa però che l’ha capito anche lui e ha declinato la proposta …allungando un pò i tempi.
    Pietro

  27. isabella guarini ha detto:

    Non condivido l’idea che un termovalorizzatore a Salerno, progettato da F. Gehry, possa servire da lancio della Costiera Amalfitana e Paestum. Grazie a Dio , dobbiamo dirlo, i luoghi citati non hanno bisogno della trash architecture per attrarre turisti. Se ne deve essere accorto anche il Sindaco di Salerno, se sui quotidiani di oggi viene riportata la rampogna di Gehry di essere stato strumentalizzato solo per ottenere i finanziamenti. Poverino! Comunque, non condivido nemmeno il confronto con Bilbao che, non avendo le bellezze della Costiera Amalfitana, ha tratto nuova identità dagli interventi post-industriali per la trasformazione delle aree dismesse. Non vedo quale analogia ci sia con le nostre coste già note in tutto il mondo sin dall’antichità per la loro naturale bellezza.

  28. sergio1943 ha detto:

    Giusto, isabella! Vade retro anche a Niemeyer, sfacciato manipolatore di Ravello!Iatevenne tutti e lasciatece chiaggnere ‘n pace! Nuie c’avimmo a bellezza e pure a munnezza, ringrazianne a DDio!

  29. isabella guarini ha detto:

    Come ho scritto in altre occasioni, la questione dell’auditorium di Ravello è stata gestita maldestramente. Non condivido l’intervento del nuovo auditorium, in quanto non lo trovo compatibile con il contesto paesaggistico. Ciò non significa che non si possa fare a Ravello, o sulla costiera, un edificio “moderno”, ma bisognerebbe far riferimento a un modello più efficace. Penso alla lezione di Le Corbusier per Venezia, in quanto indica un principio insediativo evocato dalla natura stessa della città. A parer mio il bianco guscio extradossato sui crinali di Ravello è una forzatura che potrebbe essere risolta con una doppia struttura, una esterna a giardino pensile, l’altra interna a guscio, come l’Orecchio di Dioniso. Il Mattino ha pubblicato questa mia idea. Apriti cielo e terra! Ho ricevuto persino insulti da un fantomatico comitato di cittadini, di quei Ravellesi che, senza meriti, rappresentano il più alto reddito pro capite nella Campania dei rifiuti e dei morti ammazzati. Così commentavo su http://www.antithesi. info del 9/4/2007. Dopo un anno non se ne sa più nulla e i concerti a Ravello continuano a farsi, per fortuna, all’aperto di fronte allo spettacolare paesaggio, dono immeritato, della natura, mentre a Napoli e dintorni lo Stato è impegnato nella lotta alla monnezza. Ma nu’ schiare juorne!

  30. paolo di caterina ha detto:

    bh!, forse l’auditorium di ravello non è un bell’edificio (uno standard di niemeyer!), ma non è nenche incompatibile con il contesto ambientale……. ; un oggetto piccolisssimo, incastrato, sia planimetricamente che volumetricamente, in una ansa della rampa, che non interferisce affatto nè col paesaggio nè con le ineffabili vedute della costiera ………., lasciamo che si realizzi!

  31. isabella guarini ha detto:

    Caro Paolo, il problema è l’esempio. Infatti molti altri piccolissimi oggetti vorranno andare a incastrarsi nelle anse della costiera. Allora non potremo dire di no. Sai come sono gli architetti.

  32. paolo di caterina ha detto:

    ci pensavo ora……….. una terrazza pensile sopra, si potrà sempre aggiungere…hehehheheeh,

  33. isabella guarini ha detto:

    Tetto giardino, meglio. Il che significa applicare l’antico concetto della diversa funzione dell’intradosso ed extradosso. Solo a Brunelleschi è riuscito di fare una cupola a tuttotondo con la coincidenza della forma concavo-convessa. Ma questi discorsi appartengono alla didattica scolastica, nella realtà ognuno formula opportunismi teorici. Tanto Pantalone paga!

  34. pi ha detto:

    Sappiamo come sono gli architetti, ma Oscar Niemeyer è uno dei grandissimi, quindi primo: non è fine correggergli il compito; secondo: a lui una amministrazione lungimirante dovrebbe permettergli di costruire sulla costiera, che il progetto piaccia molto oppure solo un po’.

  35. alfredo ha detto:

    ho visitato alcuni anni fa la piccola ravello, e, in tutta sincerità, non vedo assolutamente di buon grado l’oggetto progettato dal vecchio niemeyer (ha raggiunto i 100 anni, non sarebbe ora che lasciasse spazio ai giovani arch.?), abbiamo già una splendida “cozza” in quel di s. giovanni rotondo, ci tocca proprio un’altra in salsa carioca?

  36. isabella guarini ha detto:

    pi! Qui non si tratta di finezza o di galateo. La costiera è un bene al di sopra delle singole convinzioni estetiche, per cui dovrebbe essere consentito un raffronto tra più punti di vista, come è avvenuto nel passato per opere molto rappresentative e a nessun tribuno moderno si dovrebbe lasciare l’alea d’ imporre il proprio punto di vista. Discettare tra architetti su varie ipotesi possibili, non mi sembra poco fine, anzi varrebbe il contrario

  37. pi ha detto:

    Volevo solo dire che non è proprio il caso di suggerire correzioni al progetto di Niemeyer, per un semplice motivo di buon senso e di rispetto per il personaggio, anche perché sulla costiera, “bene al di sopra delle singole convinzioni estetiche”, ogni anno vengono realizzati innumerevoli obbrobrietti, più o meno piccoli (qualche volta per la verità molto grandi), ad opera di geometri, architetti e ingegneri, che singolarmente possono sembrare piccole cose senza conseguenze, ma la cui somma alla fine risulta molesta e dannosa, senza che si sollevi l’indignazione di alcuno. Sulla costiera come nel resto d’Italia, dove più, dove meno.

  38. isabella guarini ha detto:

    pi, permettimi di essere pedante. Suggerire alternative ai progetti di opere pubbliche è un dovere di tutti i cittadini e un diritto acquisito per il fatto che sono opere finanziate con il pubblico danaro. Non c’è scortesia nei riguardi di chi opera da lontano e forse è stato mal consigliato da furbe volpi locali.

  39. paolo di caterina ha detto:

    nn esageriamo pi! …
    1) niemeyer nn è affatto uno dei grandisimi!
    2) a nessuno, sia esso grande o piccolo, dovrebbe essere permesso di fare cio che crede e dove crede,
    3) quell’attività che tu chiami “di corregere il compito”, nn è nè rozza nè fine, ma è fondamentale ed è precipua degli organi di controllo (soprintendenze , ecc.): senza, saremmo, come dice isabella, nelle mani ……..degli archtetti!

    buona giornata, che si annuncia, come al solito, ….torrida!

  40. pi ha detto:

    Rispondo a Di Caterina:
    Credo che Niemeyer sia un grande architetto, ovviamente è un’opinione. Credo quindi che di fronte alla rara occasione di dover autorizzare o meno un’opera fuori dell’ordinario in un sito particolarmente delicato ci siano solo due strade: approvare o negare. Lasciamo perdere l’operato degli “organi di controllo”, tutta l’Italia è edificata in ottemperanza a quanto deciso dagli organi di controllo, i risultati li vediamo. Insomma io sono dell’avviso che il Masieri Memorial sul Canal Grande doveva essere approvato, senza se e senza ma. E lo stesso mi sento di dire per la piccola opera a Ravello. Ma tutti tranquilli, così come a Venezia oltre 60 anni fa, l'”oltraggio” rimarrà sulla carta.

  41. paolo di caterina ha detto:

    caro pi, no no! il cantiere è aperto, ed i lavori sono già molto avanti………… quella piccola opera,, un po bruttina, e cmq insignificate, si farà!

  42. daniele della rocca ha detto:

    Chi pensava che la situazione dei rifiuti abbandonati per le strade di Napoli era grave non sapeva ancora quello che sarebbe successo a Salerno, perchè oggi, per decreto, il sindaco Vincenzo De Luca con la scusa di una raccolta differenziata velleitaria e propagandistica obbliga i cittadini a tenere la monnezza nelle case, consentendo loro di smaltirla a piccolissime dosi,un giorno si e uno no.
    In realtà, a Salerno si faceva raccolta differenziata da oltre dieci anni. Ciò che non è mai esistito (e non esiste tuttora) è un programma mirato di smaltimento dei rifiuti attraverso strutture adeguate a questo scopo: non ci sono inceneritori, non si sa se e quando se ne farà concretamente uno, le discariche sono insufficienti. Ma la colpa di questo degrado è di chi ha governato la città negli ultimi 15 anni, non certo della gente comune, che piuttosto si è sempre assoggettata a tutte le novità del momento (anche troppo).
    Volendo usare una metafora, potremmo dire che l’ottimo sindaco ha fatto come quella domestica furbacchiona, che nascondeva la polvere sotto il tappeto, in barba ai suoi datori di lavoro (che in questo caso sono i cittadini): nessuno vede niente, tutto sembra eccellente, e qualche ingenuo ci fa pure i suoi complimenti.
    Senza dubbio un business ben congegnato: un bell’osso da spolpare con molti cani attorno.
    Vincenzo De Luca è tristemente noto per le sue cattedrali nel deserto: costriva fontanelle mentre la rete idrica urbana andava a pezzi, sicchè ora manca spesso l’acqua negli appartamenti; inoltre strombazzava la costruzione di una metropolitana e, nel frattempo, la stazione ferroviaria di Salerno, di fatto, veniva gradualmente tagliata fuori da numerosi collegamenti con Roma e Milano.
    Invito tutti quelli che leggeranno questa notizia a pubblicizzarla il più possibile.
    DANIELE DELLA ROCCA

  43. daniele della rocca ha detto:

    A Salerno, i topi si infilano nei portoni dei condomini, attirati
    dalla puzza dei bidoni per la spazzatura, che, con la scusa della raccolta differenziata,
    il sindaco Vincenzo De Luca obbliga a nascondere per non fare vedere la monnezza. Gli ho pure fatto la fotografia, dopo che un cittadino lo ha finalmente ammazzato:
    mi riferisco al topo, non al sindaco.

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