Giorgio Grassi e la “demolizione” … come “vendetta” politica …

Immagine 2

El Paìs di ieri sotto il titolo:
Apoyo masivo a la reforma del teatro de Sagunto
riportava che:
Un millar de actores, directores, pintores, arquitectos, escritores, periodistas y otros profesionales del mundo de la cultura han firmado un manifiesto en el que se oponen a la demolición de la reforma del teatro romano de Sagunto. A juicio de los firmantes, “el teatro es una joya del patrimonio nacional y su restauración, que estuvo a cargo de los arquitectos Giorgio Grassi y Manuel Portaceli, goza de gran prestigio internacional”. El manifiesto, que se ha hecho público en Madrid, resalta que “el proyecto ha sido víctima de la batalla política entre el PSOE y el PP después de que un diputado autónomico de los populares en Valencia llevara la reforma a los tribunales en 1993”. La rehabilitación fue aprobada cuando el PSOE gobernaba la Generalitat valenciana. El Supremo ha ordenado ahora la demolición en 18 meses.” …

abbiamo rintracciato il testo del “manifesto” sul sito di Fabio Pravettoni e volentieri ve lo sottoponiamo per la rilevanza degli argomenti che comporta …

MANIFESTO CONTRO LA DEMOLIZIONE
LA DEMOLIZIONE COSTITUISCE UN ATTACCO CONTRO L’INDIPENDENZA E LA LIBERTÁ DEL MONDO DELLA CULTURA
Un’opera artistica puó piacere o meno, ma portarla nei tribunali stabilisce un preoccupante precedente rispetto della libertá di cui deve godere la cultura. Il confronto político non puó invadere lo spazio creativo che ad ogni costo deve preservare la propria autonomia. La creazione artistica deve restare al di lá delle battaglie politiche, poiché in caso contrario risulterebbe ferita a morte.
LA DEMOLIZIONE É UNA VENDETTA POLITICA CHE NON HA NULLA A VEDERE CON IL DIBATTITO ARCHITETTONICO
Il restauro del Teatro é stato utilizzato come arma politica e trasformato in fenomeno mediatico creando una falsa polemica al di lá del suo valore architettonico. Ció spiega come sia giunto in tribunale ed abbia protagonizzato tanti titoli sui giornali, anche se gode di un grande prestigio internazionale e sia oggetto di studio in universitá di tutta l’Europa. É stato approvato dal governo regionale valenziano negli 80, quando vi governava il PSPV-PSOE. Il PP valenziano, allora all’opposizione, fece bandiera contro il progetto, cosiccome certi settori della stampa che hanno insistito sulla polemica per piú di venti anni. La contesa giudiziaria fu indetta da un exdeputato regionale del PP nel 1993. Il frutto di una riflessione estética é stato sfortunatamente utilizzato per trarne vantaggi politici.LA DEMOLIZIONE É UNO SPRECO E DANNEGGIA I CITTADINI E LE ARTI SCENICHE
Priva i cittadini, sopratutto quelli di Sagunto, di uno spazio che sta funzionando e che ospita iniziative culturali come il festival Sagunt a scena che arricchiscono la vita culturale ed economica della cittá e la sua societá. Significa che si chiude un’altro spazio scenico. I costi supereranno in molto i sei milioni di euro che pagheranno i cittadini e che non andranno ad altri capitoli molto piú necessari, fra di cui il definitivo compimento di questa stessa consolidata installazione culturale.LA DEMOLIZIONE É UNA DIMOSTRAZIONE DI CODARDIA INTELLETTUALE
Durante secoli le rovine del Teatro hanno subito modifiche di ogni sorta senza alcun rigore scientifico. I diversi interventi, la maggior parte dei quali sono stati ricostruzioni senza alcun criterio, hanno interessato gran parte del Teatro, fin quando non é iniziato questo restauro. Il restauro é stato fatto sulla base di esaustivi studi archeologici ed é stato approvato dalle autoritá competetenti. Ormai figura in molte guide internazionali di architettura ed é stato finalista nei prestigiosi premi europei Mies Van der Rohe. É stata una accurata ricerca dei limiti dell’intervento architettonico su rovine antiche, superando la lettura romantica del monumento.Tenendo conto delle tantissime opere illegali che sopravvivono e che non vengono demolite, si dovrebbe trovare tanto più per un’opera di questo valore una soluzione per impedire la demolizione del teatro e anzitutto AFFERMARE CON MOLTA CHIAREZZA CHE I PROFESSIONISTI DI TUTTO IL MONDO DELLA CULTURA E DELLE ARTI SI OPPONGONO CON TUTTA LA LORO FORZA A QUESTA DEMOLIZIONE.
caro Giorgio … hai tutta la nostra solidarietà …
il tuo teatro è bellissimo …
il tuo progetto di “restauro” resterà, per sempre, come una delle opere più intelligenti del secolo scorso …
imbecilli, burocrati e analfabeti te li ritrovi dappertutto …
tutto il mondo è paese …

Immagine 1

Questa voce è stata pubblicata in Architettura. Contrassegna il permalink.

21 risposte a Giorgio Grassi e la “demolizione” … come “vendetta” politica …

  1. salvatore digennaro ha detto:

    non credo ai miei occhi …facciamo qualcosa …è umiliante per G. Grassi e per l’architettura..
    forse in Spagna e non solo ci si sta abituando alle forme prodotte dai grandi architetti “organici” che secernono forme e “sostanze” organiche degne delle Ka Moto

  2. Cristiano Cossu ha detto:

    Quanto realizzato da Giorgio Grassi a Sagunto è figlio di una concezione del restauro molto rigorosa e attenta, che dovrebbe essere considerata valida anche per le nostre città storiche e per i nostri edifici antichi.
    Spero che la politica spagnola si renda conto che, comunque, il Teatro che si ritroverebbe dopo le demolizioni non sarebbe affatto quello antecedente all’intervento, ma un’altra cosa. Grassi ha romanamente fondato i suoi muri sui muri romani, non si tratta di una pensilina in acciaio; suppongo allora che gli estimatori della rovina dovranno affrontare un nuovo contraddittorio restauro (dopo la demolizione) proprio per ritrovare un (impossibile) stato ante quem del Teatro…
    Comunque, mi vien da dire la stessa cosa che dissi vedendo per la prima volta, da italiano, l’opera: non ci credo, è riuscito a fare una cosa del genere, il sogno di molti architetti! Troppo bello per essere vero. Speriamo di non risvegliarci con le ruspe a Sagunto, o con gli archeologi con la zappetta che tentano di separare mattone romano da mattone grassiano…
    saluti
    cristiano

  3. pasquale cerullo ha detto:

    Sempre rimanendo in ‘zona’, aggiungiamo anche questa .
    Sebbene, questi problemi ‘sotterranei’, qui in Italia, li abbiamo superati da parecchio, Fellini docet, semplicemente non ponendoceli, e non continuando a porcel(l)i (comodi).

  4. Ernesto Dolmen ha detto:

    Penso che se il teatro romano di Sagunto venisse demolito Grassi diverrebbe giustamente ancora più noto e celebre. Magra consolazione? La rabbia che gli ho sentito esprimere riguardo a questa assurda sentenza è dovuta, a mio avviso, al fatto che sparirebbe dalla faccia della terra una delle (poche!) opere che ha realizzato, un capolavoro, come un padre che in vita si vede rapito per sempre uno dei figli prediletti.
    Sarebbe sì un grave delitto contro l’architettura ma indubbiamente il suo coraggiosissimo credo farebbe il giro del mondo, condannato e glorificato allo stesso tempo. Grassi si deve tener pronto a diventare un nuovo Cristo dell’architettura ma certo, almeno io che sono stato suo studente, non glielo auguro affatto!
    e.d.

  5. luigi cisternino ha detto:

    questo è un attentato all’architettura! impediamo la demolizione con ogni mezzo. Mobilitiamoci!
    E’ il tentativo neo-conservazionista di far diventare l’architettura da lingua morta a lingua monca!

  6. stefano salomoni ha detto:

    sincretismi e sincretini a confronto.

  7. Emmanuele Pilia ha detto:

    Sinceramente non credo che l’opera di Grassi sia così geniale come la si sta tingendo, ma sono estremamente daccordo con il sentito bisogno di una forte reazione al tentativo di abbatterla, sia per motivi etici di cui si sta appunto parlando, ma soprattutto per la difficoltà effettiva dell’operazione. La comunità non credo sia felice di accettare una spesa del genere, ma ovviamente questa non è una cosa che si deve sapere troppo in giro…

  8. Luca ha detto:

    Qui da noi qualcuno potrebbe anche considerarlo un monumento, in Spagna – dove si fanno meno chiacchiare e più architettura – è giustamente considerato un bel niente!
    Non vorremo per caso pretendere di avere ancora una qualche risonanza all’astero con i nostri esponenti dell’architettura tipologico-storicistia? Forse ce l’avevamo 20 anni fa, con loro appena usciti dal regime…
    E smettiamola anche con questa sciocchezza dell’architettura lingua morta e mettiamoci a farla questa benedetta architettura e a fare meno chiacchiare che ne fanno già abbastanza la nostra bella classe politica.
    Per quelli che ne parlano come allievi però capisco che sono parole vane perchè il lavaggio della mente grassiano-canelliano ha già operato…

  9. abbeyroad ha detto:

    Vogliono fare la stessa figura che hanno fatto i talebani demolendo i Buddha?
    E sì che pensavo che gli spagnoli fossero diversi da noi sotto questo aspetto…

  10. rosario di rosa ha detto:

    non ho parole per cuanto sta accadendo ad un lavoro di eccellente restauro.
    e’ vergognosa la richiesta, e’ inadeguado il posto per chiedere cio, e’ umiliante per un architetto che usi la sua intelligenza (perche prima uno la deve avere la inteligenza) rispondere alle volgarita del gusto valenciano…..

  11. isabella guarini ha detto:

    Non vorrei avvelenarvi la felice occasione di essere a favore di una qualche architettura dei nostri giorni. Dalle immagini l’opera di Giorgio Grassi sembra anche a me da conservare qualunque sia il giudizio. Tuttavia, ritengo che da essa si debbano trarre due lezioni: una che riguarda il restauro, l’altra che attiene al destino dell’architettura e dell’arte in generale. Secondo me l’opera di Giorgio Grassi per il Teatro di Sagunto non può essere considerata un restauro, ma un progetto architettonico di rifunzionalizzazione e ampliamento del teatro romano. In questo senso permane ed è architettonicamente difendibile. Ma il destino di un’opera architettonica , o d’arte in genere, è determinato dai committenti e dagli utenti. Inesorabilmente!

  12. paolo ha detto:

    consiglierei vivamente a Luca ( messaggio Venerdì, 01 Febbraio 2008 alle 00:10:25 ) di essere meno conformista e banale! Grassi è uno dei pochi architetti italiani noti e rispettati al difuori dello stivale. Ed il suo saggio ” Architettura lingua morta” e quanto di più attuale,intelligente e lungimirante sulla condizione del fare architettura oggi! Probabilmente “Luca” non sà quel che dice!

  13. Davide Cavinato ha detto:

    …architettura tipologico-storicista…in Spagna non vale un bel niente…mah…

    Io credo che sostenere che l’architettura italiana debba smettere di baloccarsi con gli epigoni di Rossi, Grassi e chi più ne ha più ne metta (cosa che io personalmente sostengo da tempo) non necessariamente significhi allo stesso tempo scagliarsi contro ciascuna delle opere dei maestri o addirittura appoggiarne la demolizione. Proprio una delle più belle, tra l’altro…demoliamo piuttosto tutti gli edifici, scimmiottati dai già nominati epigoni senza il minimo spirito critico, che infestano il nostro territorio. Ma le poche “opere” che fanno scuola, teniamocele ragazzi…o vogliamo tutti ridurci a camminare nelle crisalidi che si vedono proprio da questo week-end nel roll-over di europaconcorsi? Sarebbe quella la nuova architettura?

  14. davide ha detto:

    Al di là di certi commenti pietosi letti sopra, credo che la demolizione dell’opera di Grassi comporterebbe la perdita di uno dei pochi esempi di restauro contemporaneo (con quello di Scarpa a Verona) che abbia considerato il luogo del suo intervenire come architettura e non come archeologia, operando, in sostanza, la distinzione fra restauro e conservazione che Tafuri aveva proposto.
    Chi poi confonde Grassi con Canella e non trova dove sia la genialità di Grassi non ha proprio capito nulla : gli esercizi progettuali di Grassi non cercano alcuna genialità (e siccome questo è il fondamento della sua opera, credo sia la prima cosa da capire). Io stesso non amo particolarmente il suo costruito (l’unica opera da me ammirata, ironia della sorte, è proprio l’oggetto del contendere), ma riconosco la validità dei fondamenti su cui basa il suo lavoro.

  15. paolo ha detto:

    finalmente!……si demolisca questa come tutte le opere di grassi ………..

  16. ermes ha detto:

    …. che dire? citando Benigni “Non ci resta che piangere”

  17. Marta ha detto:

    Pienamente in accordo con il commento di Luca, da ex allieva di Giorgio Grassi e da addetta ai lavori nel settore del restauro, mi permetto di dire che non può definirsi restauro l’utilizzo delle antiche fondazioni per impostare le struttura di un nuovo teatro. Perchè di questo si tratta. Trovo comunque amorale spendere ulteriori risorse economiche per demolire quanto è stato realizzato, amorale quanto l’aver permesso una tale realizzazione, che dovrebbe rimanere ai posteri come serio motivo di riflessione e, a questo punto, per essere utilizzata! E la moralità, lo sappiamo, non appartiene alle fazioni politiche, appartiene all’uomo.Diamo spazio ai protagonisti dell’architettura moderna funzionale e compatibile con la vita dell’uomo, non autocelebrativa, informata alle più aggiornate tecnologie in materia di risparmio enegetico e capace di concepire la natura e il paesaggio quali elementi costitutivi dell’architettura. Basta con il verde urbano fatto di cerchietti nel cemento con sparuti alberelli illuminati dal basso come spettri. Perchè l’architetto in realtà non è un artista. Non deve essere capito,ma prima di tutto deve capire e ascoltare. La capacità di ascolto forse ci salverà dall’arroganza.

  18. Davide Cavinato ha detto:

    l’architetto non è un’artista? Ma non era firmitas, utilitas, venustas?
    Poi, l’arroganza è un altro paio di maniche…

  19. Renato ha detto:

    Ricordo anni fa che a Torino, in un suo intervento sul teatro di Sagunto, Grassi stesso commentò tutta la vicenda in maniera lucida, amara e autorironica, citando un murature che contribuì alla costruzione del teatro, il quale disse: “fare e disfare è sempre lavorare”. Loos avvrebbe senz’altro sorriso.

  20. Attilio ha detto:

    G. Grassi è un maestro, uno dei pochi rimasti, tutta la sua ricerca e la sua opera, per quanto limitata, a questo è finalizzata ad insegnarci ancora cosa sia progettare. Purtroppo per lui ma soprattutto per tutti noi, questo nostro tempo non sembra essere adatto a capire il significato di pensare e di fare architettura.
    Il teatro di Sagunto è una delle opere di ricostruzione più belle ed emozionanti che abbia visto, realizzato, sulle antiche rovine, proprio alla maniera degli antichi come solo G.G. sa fare. Così come la storia della città anche quella dell’architettura e dei suoi monumenti è legata intimamente al continuo rinnovarsi, qualcosa si perde e altro si trova, come nella vita di qualsiasi uomo.

  21. Scu' ha detto:

    Non amo grassi, ho sempre trovato le sue architetture abbastanza brutte e assolutamente omologate a se stesse ma se devo dire la verità non mi sono mai fermato a cercare di capirle…
    Stiamo parlando di uno dei pochi interventi che apprezzo di Grassi, mi spiace per Luca che spero non abbia a che fare con l’architettura, ma dopotutto rappresenta l’icona di chi vuole vedere il nuovo e le cose “fighe”, una schiera che ha eletto alcuni pessimi architetti ad archistar…
    Ma devo dire che mi spiace ancora di più per Marta che, da ex studente dovrebbe aver appreso qualcosa da Grassi, ma soprattutto da addetta ai lavori nel campo del restauro, evidentemente dovrebbe riprendere in mano l’opera ed analizzarla da addetta ai lavori confrontandosi con le teorie del restauro e con i problemi della conservazione, con il fatto che l’intervento di Grassi oltre ad essere un intervento di rifunzionalizzazione (spesso l’unica via per poter conservare qualcosa altrimenti destinato al degrado e all’oblio) è stato un intervento di eliminazione di superfetazioni dovute ad interventi di restauro nel vero senso del termine, cioè di parziali completamenti dei resti…
    Una riproposizione della tipologia del teatro romano in cui è evidente il connubio tra i resti e quello che doveva essere, la riproposizione minimale della tipologia in cui nuovo ed esistente si confrontano in un connubio ben bilanciato….

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.