Warter … co’ ‘na “romanella” bbioecologgica ar Testaccio … se copre a sinistra …

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Fiato alle trombe per il Superwarter bbioecologgicodegradabbilenegeticoalternativo …
bio .. bio … architettura …
per il recupero dell’ex Mattatoio di Testaccio …
nuove mandrie al Campo Boario … per l’ennesimo abbraccio dei media …
prove tecniche di Partito Democratico …
strizzatine d’occhio a Rifondazione …
il fantasma di Nicolini …
tutto con un vago sapore di Festival dell’Unità d’antan …
a metà strada tra la San Vincenzo … e i centri sociali … tra la Caritas e la FGC …
reduci di tutti i girotondi … sessantottini ottuagenari e sciroccati di ultima generazione inframezzati da funzionari politici capitolini in arancione e da para-consulenti, portaborse, grisaglie e collettoni post-socialisti … brasseur di tutte le risme … preferibilmente se politicamente corretti, almeno oggi, …
architetti? … quanti ne vòi … ner campo de’ li bovi …
tutti vestiti a festa e soridenti …
là dove il tanfo del letame e le montagne di merda la facevano da padroni …
oggi ce so’ solo loro … ché magari ce scappa ‘na tartina ecologica …
dove dai tempi di Argan e di Petroselli ognuno aveva sognato qualche cosa …
di “alternativo” … eccolo che Superwarter bbioecologgicoenegeticoalternativo ne infila un’altra delle sue … questa volta pe’ coprisse a sinistra …
e, all’ombra de’ li cocci … s’inaugura ‘n’artra “Città” … che manco Benito ne le melme pontine … ne le Paludi zanzarose …
ma ‘sta vorta qui sò tutti bboni equi e solidali … nella Città dell’altra Economia …
3.500 metri quadrati di esposizione, vendita, eventi e incontri nel centro di Roma”
Agricoltura biologica, commercio equo e solidale, energie rinnovabili, riuso e riciclo, turismo responsabile, finanza etica, comunicazione aperta, bioequobar, bioequoristorante” …
e, naturalmente, armeno a chiacchere, …
tanta, tanta … bioarchitettura …

naturalmente, a pochi passi … appena di là dall’Ostiense … l’altra faccia della Città dei Giovani … quella ai Mercati Generali … quella di Koolhaas … della Mills … della Nike … “dietro” … sempre … Risorse per Roma …
tutto si tiene a Weltronia …
di qua … “le iniziative del commercio equo e solidale, della finanza etica, del consumo critico, del turismo responsabile, delle pratiche del riuso e del riciclo dei materiali, delle energie rinnovabili, dei sistemi di scambio non monetario” …

il regno della carta … riciclata …

traversi la strada …

e di là …
le grandi multinazionali del consumo di massa …
The Mills Limited Partnership: … Consorzio Cooperative Costruzioni, Cinecittà Centro Commerciale Spa, Cogeim Spa, Fingen Spa e Lamaro Appalti Spa …
Per il progetto … Koolhaas … Moauro … Arup …
anzi Moarup, tuot court …
spazi culturali, teatro, mediateche, terme ed enogastronomia … 101 mila metri di parcheggi … multisala cinematografico, centro di trasmissione radiofonica, bar e un club musicale … dove … molto spazio sarà lasciato ad attività commerciali” …
quelle inique e globali, … naturalmente, …

il regno della carta … di credito …

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8 risposte a Warter … co’ ‘na “romanella” bbioecologgica ar Testaccio … se copre a sinistra …

  1. Tomcat ha detto:

    Ah ah !
    Bel anzi ber post
    BIO bio ma come diceva Guzzanti cor macellaro che esponove “no mucca pazza” sottutti boni a mettece na scritta!
    Oggi je piace a tutti de mette sto bio davanti a le parole, oppure biologgico appresso.
    Io cio’ un biocompiutere co na bio tastiera e stasera me magno na minestrina biologica dendro a un piatto de bio ceramica fatta a Vietri sur mare.
    A poi c’è stà er riciclo, quello chesse fa dopo che hai magnato!
    E li te ce vole un bio cesso fatto ner rispetto dell’ambiente.
    Poi quanno butti la monnezza la prastica dendro un cassonetto, l’avanzi de cucina dendro n’antro, li cocci dendro n’antro ancora.
    Poi ariveno li bio-cammi a bio-metano che se caricheno li cassonetti e se li porteno alla discarica, esse rimischia tutto.
    E li gabbiani e le tortore se mortipricheno e vengheno a espletare le funzioni biologgiche ( praticamente vengheno a cacà ) soppra Viale Angelico.

    AH aha.

  2. Flavio ha detto:

    Grande post! Da un po’ seguo il blog e… mi piace! Hai un lettore in più.

  3. salvatore digennaro ha detto:

    certo che questo Warter è proprio un “animale” politico, sà il fatto suo, non scontenta proprio nessuno…tranne qualche poveraccio che si diletta ad ululare sui blog e che incide solo 0,00… sul corpo elettorale.. altrimenti qualche incaricuccio per i muratorini ci scappava…

  4. Carlotta ha detto:

    caro professor muratore,
    sono due anni che leggo il suo blog,
    ma sono anche due anni che non vi trovo nessun esempio positivo
    all’interno dell’architettura contemporanea
    cosa debbo pensare?
    che non ci sia nulla all’orizzonte?
    potrebbe darsi che i progetti a roma non siano validi..ma mi aspetto da un uomo del suo livello, avendola conosciuta e sapendo come insegna, di avere una critica per lo meno costruttiva sugli argomenti da lei trattati, per sapere cosa non va fatto…ma sopratutto cosa salvare
    Nel progetto sopra indicato non capisco dove sia il male, nel progetto, nell’equo e solidale, in un recupero dell’esistente non attento al contesto, alla storia del mattatoio…
    non vorrei che si confondesse l’architettura con la propaganda politica, come del resto fa il suo caro walter!

  5. andrea di loreto ha detto:

    le esigenze del mondo operaio e le necessità della classe imprenditoriale…
    il coraggio di ascoltare il debole e la capacità di accontentare il potente…
    trovare la forza per combattere la criminalità e continuare a sognare una società migliore, con tanti detenuti nelle carceri;
    aumentare i servizi sociali e diminuire le tasse…
    … un colpo al cerchio e l’altro alla botte…
    “un cazzoto in faccia a Berlinguer… e un calcio alle pa…e a Gramsci”…

    Scusate dello sfogo, ma non sono miei pensieri, è quello che si capisce dai discorsi di Veltroni…
    Quelli come Walter, “il compagno americano”, che hanno rinnegato il loro passato, oppure quel passato fanno finta di non averlo mai vissuto…
    … e Renato Nicolini, che ormai fa solo i cameo per il cinematografo??!
    … i rifondaroli che da salsicciari del partito, sono diventati radical chic??!
    … il progetto di coalizione socialista che forse non inizierà mai??! O forse sarà una COLAzione socialista?!
    E continueremo ancora a farci del male?

    P.S.: comunque questo è un bel blog, anche per me che non sono architetto.
    Un saluto e grazie.

  6. pasquale cerullo ha detto:

    Ooora ho capito: Walvel = Zelig

  7. sergio 1943 ha detto:

    C’é qualcuno che spara col fuciletto ad acqua! Noi cerchiamo, per quello che é possibile fare al livello dell’ odierno dibattitto, di capire che cosa é capitato alle generazioni, oramai almeno due, che sono seguite ai giganti che vennero contestati da “la meglio gioventù sessantottesca”, di cui facevo sciaguratamente parte anche io (mi ricordo uno scemo che durante una lezione di Storia dell’Architettura di Bruno Zevi, invece di fare tesoro di quello che udiva, si alzò e provocatoriamente gli contestò che, come architetto, aveva costruito nulla. Quello che mi impressionò fu che lo storico, imbarazzato di fronte ad un’aula ostile a prescindere, balbettò che una palazzina in via Tagliamento portava il suo nome….Poi Zevi si dimise!). Quella gioventù, ubriacata di ideologia e a secco, se non per eccezionali capacità individuali, di conoscenze del mestiere, si ritrovò per la maggior parte a insegnare ai ragazzini delle medie, i pochi che erano bravi e fortunati trovarono modo di esprimersi ( di tutta la mia classe, se togliamo Fuksas, uno, italo-canadese, tornato in patria ha aperto un laborioso studio, un altro ha avuto la fortuna di conoscere un’australiana che, portatoselo a Sidney, gli ha permesso di affacciarsi a tutt’altro modo di intendere la professione), altri, ammanicati politicamente, si sono accampati in facoltà (un giorno capitai a Valle Giulia, cercando un amico; entrai in un’aula dove il docente, di cui non faccio il nome perchè una morte prematura se lo é portato via, compagno in tanti cortei e occupazioni, stava maltrattando uno studente buttandogli all’aria gli elaborati. Lo fermai allibito: “A S.. (omissis)! Ma che fai? Mai nessuno dei nostri professori, anche davanti alle nostre più sesquipedali sciocchezze, ci ha mai trattato così! Ma con santa pazienza ci sottolineava l’errore e ci dimostrava, durante il Seminario, con qualche tratto di matita come risolvere una aggrovigliata distribuzione! Mi rispose: “Sapessi che capre mi trovo di fronte!” Pur volendogli bene capii che non aveva la capacità di insegnamento che una volta era essenziale per salire in cattedra mentre di lui conoscevo benissimo i Santi in Paradiso….pardon! nel Partito che gli avevano spianato la strada. Mi chiesi se per questo avevamo lottato contro la Casta dei Baroni, per avere ora la Casta dei Vassalli).
    Mi scuso per le divagazioni e torno al nostro piccolo moschettiere che, invece di farci capire quale é la sua idea sul momento che la nostra Arte, specialmente a Roma, attraversa, la butta sulla più bassa politica elettorale esaltando Warter, splendido “zoon politikon” che, come il pifferaio di Hamelin, vuole accontentare tutti per accaparrarsi ognuno, poco curandosi dei pochi cani rognosi che ululano alla muta Luna e con il loro 0,00 sul corpo elettorale non contano un c….!

  8. salvatore digennaro ha detto:

    forse qualcuno ha frainteso il mio post, o meglio mi sarò espresso male, la mia era ironia sulla “generosità” di Warter, infatti credo di appartenere al popolo dei muratori ululanti…e ironicamente (o disperatamente) dicevo che se fossimo una percentuale più alta ci scappava qualcosa anche a noi…

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