Se la casa crolla … e gli architetti guardano le stelle …

Tra le tante cose interessanti scritte da Ilvo Diamanti su “La Repubblica” di domenica scorsa a proposito del “crollo” dei mutui americani relativi a “persone a basso reddito, a cui istituti bancari, assicurativi e altre agenzie hanno concesso “credito”, per sostenere il mercato immobiliare, divenuto il principale motore del mercato finanziario, dopo la crisi della new-economy … e ha reso evidenti le conseguenze che una globalizzazione senza controlli può avere sulla vita e la sicurezza delle persone “ …

ci piace sottolineare, per quanto riguarda il nostro paese, …

“La questione, ovviamente, vale a maggior ragione per l’Italia: Dove l’importanza della casa assume un ruolo perfino iperbolico.
Idealtipico …
Tuttavia, nessun confine e nessuna barriera può fermare la globalizzazione; può tenere il mondo fuori dalla nostra casa …
Oggi le case le costruiscono solo le grandi imprese immobiliari, sostenute da istituti assicurativi e finanziari. Erigono palazzi, grandi centri residenziali, interi quartieri. A prescindere dalla domanda “effettiva”. Non a caso le nostre città sono divenute irriconoscibili. Il nostro territorio: incomprensibile. Gli immobiliaristi e i grandi costruttori, da parte loro, hanno conquistato non solo ricchezze, ma un potere inimmaginabile fino e pochi anni fa. Li trovi ovunque. Controllano i giornali. Incrociano la politica e la finanza. Il calcio. Condizionano le politiche locali: i piani regolatori e i progetti territoriali. Riempono perfino le cronache rosa. Esibiscono una visibilità sfacciata …

Oggi la crisi, che ha colpito i fondi legati ai mutui immobiliari maggiormente a rischio, marca un passo ulteriore.
Agli occhi delle persone, trasforma definitivamente la “casa” in un’entità fantasmatica. Una “attività finanziaria”, che appartiene alla categoria “subprime”. Ad alto rischio …

E’ un cortocircuito cognitivo, che trasforma un bene “rifugio” (in ogni senso) in un male oscuro, prodotto dalla globalizzazione.
Pericoloso. Perché sgretola una certezza, un’istituzione sociale. La casa come garanzia per il reddito, ma anche per la condizione personale e familiare. Ma soprattutto, la casa come riferimento della stabilità e dell’integrazione sociale. Rischia di crollare.”

E gli “architetti” … che fanno?

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3 Responses to Se la casa crolla … e gli architetti guardano le stelle …

  1. Guss ha detto:

    ma perché servono ancora gli architetti per fare le case?

  2. Mimmmo ha detto:

    La domanda è più intelligente di quel che sembra. Qualcuno sa rispondere?

  3. manuel marchioro ha detto:

    Gli architetti cosa fanno? E’ una domanda retorica, vero professore!
    Gli architetti si mettono in coda dietro ai nuovi potenti immobiliaristi e costruttori, si genuflettono, fanno a gara per avere commesse e guadagni facili… occorreva dirlo?
    Comunque non è affar nostro, che apparteniamo al genere umano. E gli architetti non sono annoverati fra gli esseri umani, casomai fra i superumani, gli immortali.
    E comunque lode a Diamanti, una intelligenza e una voce libera rara di questi tempi…

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