L’Architettura salvata dai geometri … Antonio Pennacchi … in cattedra a Valle Giulia …

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Una splendida, torrenziale lezione quella che Antonio Penacchi ha tenuto giovedì scorso nell’aula magna di Valle Giulia sul tema a lui caro delle città di nuova fondazione …
Un affascinate percorso che ha attraversato insieme il Novecento italiano e le diverse regioni del paese toccandone luoghi e momenti, occasioni e personalità fondamentali per comprenderne la Storia …
Un itinerario che ha rincorso da Arsia a Pergusa, da Trisigallo a Tirrenia, da Tor Viscosa a Segezia, da Cortoghiana ad Arborea, solo per fare qualche nome, il senso di un’esperienza fondamentale della cultura urbana e architettonica contemporanea …
Con la sensibilità del filologo e l’attenzione dell’archeologo Pennacchi ha riproposto così anche la sua autobiografia scientifica, politica e culturale che lo vede oggi tra i più apprezzati “letterati” della penultima generazione …
Sotto lo smalto dello scrittore e dell’intellettuale di successo è poi emersa una specifica vena topografica e descrittiva (Pennachi, tra l’altro, prima di affrontare le Lettere Classiche, si diplomò Geometra …), attraverso la quale, quasi come in un “rilievo” sul campo, è stata fatta emergere la strutturalità di una trama complessa e reale, materiale ed ideale che disegna attraverso il tempo e lo spazio il ritratto complesso e spesso impietoso della nostra società … (e della nostra scuola) …

Una vera, grande Lezione di Storia Contemporanea … per gli aspiranti architetti di Roma … da parte di un geometra di Latina (anzi … di Littoria …)

Per chi non c’era e non li avesse ancora letti, di Pennacchi segnaliamo: Mammut,1994; Palude, 1995; Una nuvola rossa, 1998; Il fasciocomunista e Viaggio per le città del Duce, 2003; L’autobus di Stalin, 2005; Shaw 150. Storie di fabbrica e dintorni, 2006.

Grazie Antonio … alla prossima …

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2 risposte a L’Architettura salvata dai geometri … Antonio Pennacchi … in cattedra a Valle Giulia …

  1. filippo de dominicis ha detto:

    La tesi della “consustanzialità”… noi avremmo fatto esattamente quel che hanno fatto i nostri padri di fronte alle leggi razziali…quella del “continuismo”…col piano INA casa riciclato nel dopoguerra e il parallelismo tra Segre e Mattei…
    trama complessa e materiale fatta di piccoli episodi -scovati e valorizzati- ,e spesso ridotta colpevolmente ai nomi piu noti…fa notare pennacchi,che, parlando di architettura, non solo non dimentica la storia(nè tantomeno la vuole riscrivere,come piacerebbe a molti),ma la racconta come ragione EVIDENTE dei fatti…raccomandando sempre di andare a verificare le fonti…chè potrebbe essere lui il primo “a raccontà fregnacce”.
    Una lezione di realismo, fatta anche -paradossalmente credo- da tutto quando pennacchi ha taciuto durante il suo discorso…: “vabbè annamo avanti và…”.

  2. Fausto Ferrara ha detto:

    Siamo un paese, forse l’unico nel mondo che ha la figura dei Geometri.
    Ma in questi anni siamo stati, e continuiamo, a trasformare le nostre università in fabbriche di esami. Migliaia di nuovi architetti, figure ibride escono dai nostri atenei. E’ se è vero che dobbiamo interrogarci su ciò che i geometri hanno costruito in questi anni, dobbiamo urgentemente chiederci cosa fanno i loro colleghi architetti? Che cosa fanno gli albi? Cosa fanno gli amministratori?
    Quando navigo su europaconcorsi, mi rendo conto che se i nostri architetti fanno qualcosa spesso i loro lavori sono lavori di interni o di recupero, ma quasi mai lavori di nuove architetture. La ricerca è demandata alle Università.- e che ricerca fanno le università? Chi la fa la ricerca? Purini? Thermes? Morabito? Cellini?………Chi? e cosa? Quale ricerca?
    Per non parlare dei giovani architetti, quei pochi bravi che cercano di farla la ricerca ma se non si “plasmano” sono fuori, emarginati dallo scenario istituzionalizzato del mondo italiano dell’architettura.. Che piccolo paese che siamo……..e l’architettura non è altro che lo specchio di ciò che siamo.
    Grazie Purini per Venezia e per il capolavoro di VeMa

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