Croff … Croff … Croff … Ploff … Ploff … Ploff

Con i piedi ancora doloranti per l’inutile chilometrica scarpinata … è difficile dare un giudizio obiettivo su questa ultima Biennale di Architettura veneziana …
Quella che appare, comunque, opinione diffusa e condivisa è che questa edizione 2006 sia, con tutta probabilità, in assoluto, la peggiore di tutta la serie …
Ci siamo già dilungati a lungo sull’argomento … coltivando un pregiudizio che viene da lontano … e che viene più che confermato da una faticosa, quanto inutile, “visita” alla mostra …
Perché quindi infierire … una stronzata è una stronzata … chiudiamola lì … ma il fatto è che ci siamo andati, come sempre, in mesto pellegrinaggio perché si conserva sempre la speranza di esserci sbagliati … di aver lavorato troppo di fantasia … e quindi di aver ingiustamente anticipato un giudizio …
Beh … andateci e guardate anche voi … che senso ha mettere in mostra numeri dati e statistiche come se potessero essere oggetto di contemplazione … ammucchiare sia pur “belle” fotografie di una diffusa e globale catastrofe urbana … senza offrire nessun segno di intelligenza di problemi che siano altro da una stantia sequela di luoghi comuni rintracciabili in qualsiasi manuale di economia, di sociologia o di statistica? … di quelle stesse cose, faccio un nome a caso, aveva già parlato (e con tanta maggiore coscienza e intelligenza delle cose …) magari Giorgio Piccinato anni fa … che ci importa del punto di vista della London School of Economics … e dei suoi “venditori” di New Economy, “porta a porta” … che hanno scambiato le Corderie dell’Arsenale per un qualsiasi salone di un Expo bancario internazionale? … se la Biennale da qualche tempo in qua è diretta da “uomini della finanza” … lo è perché questi signori dovrebbero essere in grado di rendere “economica” la gestione dell’ente e non solo per far pubblicità alle loro “aziende” …
Se questa è un Biennale di Architettura … voremmo sapere che fine ha fatto l’Architettura …

Certo è che, in un contesto come questo, gioco facile avrebbero potuto avere quanti di Architettura avessero appena accennato con un minimo di consapevolezza … ma di questo parleremo più in là …

Picture 2

estetica della statistica …

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2 Responses to Croff … Croff … Croff … Ploff … Ploff … Ploff

  1. adalberto becchetta ha detto:

    Gentile professor Muratore, spero che i suoi piedi, calcando il suolo patrio, trovino finalmente il giusto riposo. La scarpinata veneziana, a guardare i risultati, meriterebbe ( esigerebbe), almeno a mio parere, un sostanzioso risarcimento. Anch’io ero a Venezia . Proprio alla Biennale credo, d’aver scelto d’essere architetto. Nel 1985 –allora avevo 12 anni – accompagnai due miei zii architetti che erano stati “ selezionati” tra i tanti progettisti del ponte dell’Accademia dall’allora commissario Aldo Rossi. Loro che ancora lavorano e campano facendo questo mestiere , allora ( parlo del 1985) mi piacquero molto perché non mi erano sembrati ancorati al loro ponte e a differenza dei tanti loro colleghi presenti si mostravano curiosi verso le altre proposte. Mi sembrò allora che l’architettura fosse- innanzitutto- una sorta di laboratorio delle idee e la Biennale lo spazio pubblico per rappresentarle. Così fui catturato. Poi è venuta per me la Facoltà di Valle Giulia e…. ora eccomi alla Biennale in cui un consiglio di centrodestra ha aperto a persone come Burdett e Purini… e alle nostre speranze…
    Una delusione.
    I miei zii ieri non c’erano e francamente, perchè spesso mi chiedono la mia opinione, non so se spingerli al viaggio.. IL loro lavoro fatto di piccoli e medi interventi sempre molto rigorosi sembra esente dalle mode. Conosce la canzone di Reitano “ costruendo case”? loro dicono che vorrebbero a differenza di quello che dice il grande Rino, non “ sentirsi freddi dentro il cuore”… mi sembrano davero fuori moda…
    A me- a Venezia- Vema è parsa un catalogo di lottizzazione auto proposta ( almeno ho visto che Piano a Milano può contare sul paginone di ®epubblica) alla faccia del territorio come “ bene comune” .. e le analisi eco- geografiche si trovano, sempre per restare sul facile, ogni settimana sui magazine femminili di ®epubblica e ©orriere( gli architetti su Style sempre del ©corriere). Ma davvero qualcuno avrà appreso qualche cosa di nuovo da quei seducenti pannelli? e poi la pietra di D’amato Guerrieri …. Insomma davvero il nostro lavoro dovrà insterelirsi tra superflue e inoffensive ipotesi di città da fondare e città che esplodono tracimando sull’abitare di tutti noi nella reciproca indifferenza di chi , in uno spazio pubblico, è stato chiamato (e pagato) non dico a risolvere,ma almeno a porre modestamente ( eticamente) i termini del problema ?. Con una complicazione che non essendo i termini chiari inevitabile seguirà il dibattito delle archistar e quindi tutto come prima ……
    p.s.
    a Mestre, alla stazione, ho comprato il libro di veltroni che lei qualche tempo fa ci ha consigliato. se gli architetti romani sono come lui li ha rappresentati non mi pare scandaloso che li eviti … speriamo che come è accaduto a questa biennale non si continui ad evitare l’architettura.

  2. pinello berti ha detto:

    CHE PRETENDEVATE DA POSTCRAXISTI E CAIMANI …

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