
ma allora? … perché lamentarsi …
w la ricerca … (della felicità) …
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Ho osservato a lungo la foto di Guttuso che passa davanti ai graffiti sessantottini, per cercare di ricordare gli autori di quei segni che, ormai, dilagano sulle facciate degli edifici e sui monumenti senza che si possa fare nulla per impedirlo. Eppure c’è chi li considera arte.Mi chiedo se si possa considerare arte ciò che distrugge altra arte, che sale sulle facciate monumentali come il fango, dopo il ritrarsi dell’ alluvione, con le orme sui muri di coloro che affollano i corridoi reggendosi con un piede al muro.Penso al battiscopa, tanto odiato dall’architettura moderna, ma necessario specialmente negli edifici pubblici, dove le attese sono spesso lunghe. Nei restauri ho notato battiscopa inadeguati per dimensione e colore. Nel restauro del Palazzo Donnaregina, sede del Madre, museo d’arte contemporanea in Napoli, Alvaro Siza, progettista, durante l’inaugurazione ha rinnegato i battiscopa, di cui, forse, non si era accorto, essendo egli stesso progettista. Del resto erano esposti schizzi del progetto di restauro su biglietti d’aereo!