“Il ricordo della Torino affumicata di Simone e la presunta perdita dei
nodi strutturali di Manuela Marchesi…
E’ tutto molto tenero e così
carino che neanche le Cabine dell’Elba di Aldo Rossi!
Ecco due
esemplari archicefalate che fanno cultura in Italia e non senza una
certa grinta orgogliosa. Proprio per questo la pretesa della Schiatta
dei “Difensori Dei Cittadini” che l’AAArchitettoMaiuscolo diventi un
riferimento addirittura politico ne è la migliore chiosa immaginabile.
Con l’accetta in mano come lo scrittore e insegnante fallito Jack
Torrance in Shining faccio a pezzi la questione (per un approccio un
pochino più serio vedere la rivista linkata da Simone – molto utile
detto fuor di ironia – e di cui lo ringrazio).
La balla che la
plastica decorativa sia significativa se esaltata dal colore è da
professore di storia sì, ma da professore citrullo. La gran fonte
ispiratrice per il volto di Roma moderna è stato, detta in soldoni, il
Colosseo e non mi risulta che ci siano, o che siano sopravvissuti fino
al primo rinascimento, colori strumentali a leggerne l’organismo
architettonico.
Ci sono facciate del XVII secolo a Roma in cui solo un
risalto di appena tre-quattro centimetri, S. Maria sopra Minerva ad
esempio, consentono una lettura dell’organismo intero, cioè interno-
esterno, da restare stupiti per raffinatezza di soluzione. Poi si può
sempre imbelletare quei sottili e eleganti lineamenti con strati di
fard credendo sottolineandoli di conferir loro un qualche carisma
culturale.
Dobbiamo abituarci a una Roma filologica o anche
pseudofilologica se mancano le pezze d’appoggio (il mito del documento
a tutti i costi è un’altra costosa archicefalata visti ormai i tanti
esempi in giro – tutto a sta a studiare all’Università presso
insegnanti che hanno a loro volta studiato e saper discernere a occhio
l’epoca di costruzione e lavori corretti). Insomma, una Roma, quella
contemporanea e futura, fatta di pezze a colori: via del Tritone giallo
Torino, piazza del Quirinale finto travertino o celestino ecc…
Allo
stesso modo dobbiamo abituarci a una Roma sventrata, con dei buchi
freudiani sul suo passato che la cultura archeologica non consentirà
più di risarcire. Facciamocene una ragione. E’Roma, baby, mica
Celebration in Florida. Quindi, se a scala dell’organismo
architettonico un restauro è ancora auspicabile e possibile, un’unità
dell’organismo “centro storico” in tutti i suoi dettagli è andata
perduta per sempre e una mano di tinta uniforme alle superfici la
restituisce solo a occhi superficiali.
Intanto, come in figura, i
danni di un uso sbagliato di una filologia alla “Villa Medici” dilagano
per archicefalicismo, spacciato per cultura, fino alla “periferia
barocchetto anni’20″ di via Salaria.
«WENDY… AMOOREEE… SONO A
CASAAAA!!!»
Allaprossimalorifaccio,”
Giancarlo Galassi














