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ACCECANTI SCOGLIERE …
Isabella Guarini commented on Proposta respinta …
“Caro Ala, nel Golfo di Napoli le onde sono alte tre metri, sembra l’oceano. Ci stiamo adeguando alla globalità oceanica e alle sue manifestazioni sportive. Dunque, la Repubblica Napoli oscura le proposte e i commenti di chi non applaude alla festa delle regate America’s Cup in onore delle quali sono stati violati :
– i vincoli paesaggistici, ambientali e monumentali della Via Caracciolo, per costruire le scogliere con i mustache a protezione dei catamarani da tre o quattro milioni di euro, orribili a vedersi e che oscurano la veduta di Castel dell’Ovo da Lungomare;
– violazione dell’art. 44 delle norme d’attuazione della Variante generale del Prg approvata nel 2004, che tassativamente vieta la realizzazione di scogliere dopo quelle che furono costruite nel 1987, di accecante calcare che sembrano più quelle di Dover che del nostro Golfo;
– per la messa in sicurezza la Cassa Armonica di Enrico Alvino è stata mutilata della corolla di vetri colorati per mancanza di risorse economiche. E ora si vuole realizzare un’isola pedonale perenne in Via Caracciolo, spezzando in due la città e violando ancora una volta il Piano generale del Traffico con annesso Regolamento Viario che classifica la Via Caracciolo come strada primaria di collegamento est-ovest e il Piano di zonizzazione acustica per la riduzione dell’inquinamento acustico. Infatti, in questi giorni in cui si è chiuso quasi tutto il Centro Storico, le zone circostanti sono diventate vere e proprie camere a gas per lo smog e il caos! Ritornano alla ribalta con baldanza ex Ministri e lobby d’affari che presero il volo con la ricostruzione post terremoto dell’ottanta e che, in occasione dell’America’s Cup WS hanno costruito il cerchio magico intorno al nuovo Sindaco, che così è già vecchio!”
http://www.facebook.com/#!/photo.php?fbid=414994075180741&set=a.102402266439925.4090.100000104575503&type=1&theater
Regate annullate …
Il Mattino – 1 ora fa
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ABACO PONTINO …
“CIAO GIORGIO, TI INVIO ALCUNI FILE (A BASSISSIMA RISOLUZIONE) DEL LAVORO
REALIZZATO IN 10 ANNI.
SI TRATTA DI 110 STAMPE (STAMPABILI FINO A 3 METRI PER 2 METRI SENZA
SGRANARE) RIGUARDANTI TUTTI I COMUNI DELLA PROVINCIA DI LATINA.
I LIVELLI DI DETTAGLIO RELATIVI LA PARTE ARCHITETTONICO-ICONOGRAFICA, ARRIVANO
ALLA DEFINIZIONE DEI CAPITELLI.
SE TI VA DI PUBBLICARLI SUL TUO BLOG, A ME FAREBBE PIACERE COINVOLGERE
COLLEGHI ED “AFFINI”.
BUON LAVORO”
LUCA FALZARANO
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Quel pasticciaccio brutto del MAXXI …
Quel pasticciaccio brutto del MAXXI
di Luca Tentellini
E’ uno spettacolare caso di «fallimento di successo». Il 13 aprile, con asciutto comunicato, il Ministero per i Beni Culturali ha avviato le procedure per il commissariamento della Fondazione MAXXI di Roma. La motivazione è: «..per la mancata approvazione del bilancio per l’anno 2012 da parte del consiglio di amministrazione. Il bilancio 2011 ha infatti registrato un forte disavanzo, che rischia di aumentare sensibilmente nel 2012.»
L’omonimo centro di arte contemporanea, costruito a Roma su progetto della architetta anglo-irachena Zaha Hadid, è costato ai contribuenti circa 183 milioni di euro, ed è considerato un’icona chic del decostruttivismo architettonico. Fu inaugurato nel 2009 e ha fruttato alla città Roma un grandioso battage mediatico su scala planetaria.
Al commissariamento, la Fondazione MAXXI reagisce con aspri comunicati e dichiarazioni rancorose. Il Presidente, Pio Baldi, e i suoi collaboratori del Cda si sono arroccati in una autodifesa dai toni tanto aggressivi quanto poco convincenti negli argomenti. Essi si sono rivelati non in grado di presentare il dovuto documento programmatico pluriennale e di approvare un convincente bilancio di previsione 2012. Il Ministero ha agito secondo lo Statuto e, dopo tre mesi, ha comunicato di dover procedere al commissariamento a tutela dell’interesse dell’erario e del patrimonio pubblico in gestione alla Fondazione. Non ci sono più i soldi, per farla breve. Apriti cielo.
Insieme all’altro nuovo e fantascientifico museo d’arte contemporanea, il Macro, si intendeva far divenire la capitale un polo internazionale di attrazione per le avanguardie artistiche e il mercato dell’arte, capace di fare concorrenza alle blasonate piazze di New York e di Londra. Ma la doccia fredda imposta dalla dura realtà dei conti economici ha fatto svanire il sogno di quella vasta area di soggetti che, per anni, ha prosperato grazie al motore dei finanziamenti pubblici alla “cultura”, e che – a quanto pare -si considera intoccabile.
Oggi, se non trovi lo sponsor, non vai avanti. Lo Stato, al massimo, può supportare per il 30% e conferire immobili e opere d’arte. Questa è la logica che ha portato alla istituzione di Fondazioni per gestire e promuovere le attività culturali. E per raccogliere le donazioni dei privati, essenziali per sostenere i costi, servono manager di altissimo profilo internazionale, capaci di relazionarsi con potenziali investitori in tutto il mondo e in grado di promuovere progetti e mostre di un livello tale da attirare grandi numeri di visitatori e di essere vincenti in un contesto di elevata competizione globale.
All’esito, è evidente che Pio Baldi, il vice Roberto Grossi e i membri del Cda e del Comitato scientifico del MAXXI, non si sono rivelati all’altezza di poter superare una tale sfida. Nel pubblico interesse, poiché di patrimonio pubblico si tratta – cioè di tutti noi cittadini – ci si aspetta che tutti i dirigenti della Fondazione, invece di utilizzare il museo per polemiche conferenze stampa, rassegnino le dimissioni per consentire, almeno si spera, di poter salvare il salvabile.
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