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PAOLO MARTELLOTTI. “Sette sono passate e l’ottava sta passando”.
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Oggi ci ha lasciati Pietro Barucci all’età di 100 anni.Il Centro Studi, le figlie Clementina, Valentina, Luisa, tutti i nipoti e i pronipoti, si stringono a lui in un caloroso e forte abbraccio e porteranno per sempre con loro i suoi insegnamenti, la sua grande volontà e voglia di vivere. Grazie nonno ci mancherai molto!!Per tutti coloro che volessero dargli un ultimo saluto, i funerali si terranno lunedì 8 maggio alle ore 16:30 alla Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo.❤️#pietrobarucci

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CONVEGNO SU RENATO NICOLINI, Accademia di San Luca. Mercoledì 3 maggio 2023

Ore 10.00
Saluti
Marco Tirelli Presidente dell’Accademia di San Luca
Orazio Carpenzano Preside della Facoltà di Architettura dell’Universita’ Sapienza di Roma
Introduzione
Claudio Strinati Segretario Generale dell’Accademia di San Luca
Coordinamento
Laura Thermes
Interventi
Paolo Portoghesi Il giovane Renato Nicolini e la rivista Controspazio.
Vittorio Vidotto Renato Nicolini politico.
Clementina Barucci Centro studi Giorgio Muratore Le premesse di una vicenda disciplinare: la cultura architettonica romana dal 1959 al 1980.
Gianni Accasto Gli anni della formazione.
Vanna Fraticelli “Tre Rivoluzionari con la feluca”. Il libro “Roma Capitale”.
Franco Purini Il Meraviglioso Urbano e l’Estate Romana.
Ore 15
Saluti
Miguel Gotor Assessore alla Cultura di Roma del Comune di Roma Capitale
Introduzione
Francesco Cellini Presidente della Classe degli Architetti dell’Accademia di San Luca
Coordinamento
Laura Thermes
Interventi
Dina Nencini Gli studi degli allievi della Facoltà di Architettura di Roma negli anni ’60.
Pasquale Belfiore Napoli. “Angelica Babele”.
Ottavio Amaro L’insegnamento e il Laboratorio Teatrale nella Facoltà di Architettura di Reggio Calabria.
Raimondo Guarino Renato Nicolini e il teatro
Daniele Vitale Cultura romana e cultura milanese.
Alberto Abruzzese Uno, nessuno e centomila.
Conclusioni e ringraziamenti
Laura Thermes

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Convegno “Per una città felice” oggi dalle 15:00 alle 19:00

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Dal 15 al 22 aprile LAURA THERMES ARCHITETTURE 1971-2021

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Oggi sono sei anni che non ci sei. Vogliamo ricordarti con questo video sperando che parte dei tuoi insegnamenti e della tua eredità possano avere una continuità qui al Centro Studi a te dedicato.Con affetto immenso, ciao papà…
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AUTOBIOGRAFIE SCIENTIFICHE. PINO PASQUALI “Dal lavandino alla città”
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PAOLO MARTELLOTTI. “Sette sono passate e l’ottava sta passando”. Giovedì 23 febbraio 2023 ore 18.
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Un pensiero per il professore Giovanni Carbonara di Maria Grazia Turco

Diplomi alla Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio. Foto di Licia Genua (per gentile concessione).
Un pensiero per il professore Giovanni Carbonara
Il giorno 1° febbraio è venuto a mancare Giovanni Carbonara (Roma, 27 novembre 1942 – Roma, 1° febbraio 2023), professore emerito della Facoltà di Architettura di Sapienza Università di Roma, architetto e autore di numerosi saggi, contributi e volumi sulla storia dell’architettura, sulla teoria del restauro e sul restauro architettonico (La reintegrazione dell’immagine, Roma 1976; Avvicinamento al restauro. Teoria, storia, monumenti, Napoli 1997; Trattato di restauro architettonico, 12 voll., Torino 1996-2011; Che cos’è il restauro? Nove studiosi a confronto, Venezia 2005; Architettura d’oggi e restauro. Un confronto antico-nuovo, Torino 2011, Moderno e Antico: l’unità teoretica e pratica del restauro, intervista 2022 e molti altri ancora); una produzione scientifica, quindi, ricca e articolata, che ha segnato la teoria e l’operatività del restauro contemporaneo, a livello nazionale e internazionale.
A tale proposito si vuole ricordare, in questa occasione, anche un suo contributo, forse poco conosciuto, dal titolo Alcune riflessioni sul restauro della chiesa di S. Giorgio in Velabro (Roma, 2002), in cui, insieme con Gaetano Miarelli Mariani e Paolo Marconi, anch’essi esponenti indiscussi del restauro architettonico della seconda metà del Novecento, in un confronto armonico e dialettico, riflettono su “questioni disciplinari”, su aspetti teorici oltre che sui criteri per la ricostruzione del portico di S. Giorgio in Velabro, dopo l’attentato nella notte tra il 27 e il 28 luglio 1993; un atto tragico e vandalico che, in quel momento, secondo le parole di Carbonara, ha “sollevato un difficile problema di restauro, arduo nelle sue implicazioni teoretiche e di metodo relative a come e quanto reintegrare, a come e se rispettare l’autenticità materiale e la distinguibilità di antico e nuovo” (p. 2).
Il professor Carbonara è stato anche Direttore della Scuola di Specializzazione in Beni architettonici e del paesaggio di Sapienza Università di Roma, dal 1995 al 2013, oltre che: continuo riferimento culturale per il Ministero della Cultura (MiC) in qualità di componente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici; Presidente del Comitato tecnico-scientifico per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Ministero della Cultura fino al 2018; commissario del Ministero degli Affari Esteri per la costruzione e il restauro delle ambasciate d’Italia all’estero; e componente del Comitato Scientifico della Soprintendenza Speciale Archeologia, belle arti e paesaggio di Roma; membro del Consiglio Scientifico dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (ISCR).
Nel 2008, inoltre, è stato insignito della Medaglia d’oro ai Benemeriti della Cultura e dell’Arte conferita dal Presidente della Repubblica. Importanti e continui i rapporti internazionali impostati insieme a istituzioni e Atenei stranieri con lezioni presso la Scuola archeologica Italiana di Atene, con contributi presso il Corso Internazionale sulla Conservazione Architettonica del Patrimonio Monumentale e dei Centri Storici (ICCROM-Ministero degli Affari Esteri), presso l’Universitat Politècnica de Catalunya, presso l’Accademia di architettura di Mendrisio-Università della Svizzera italiana, e attraverso continui confronti e dibattiti con l’École de Chaillot-Cité de l’Architecture et du Patrimoine di Parigi. Altrettanto significativa e attenta è stata l’attività di consulente o curatore di numerosi progetti di restauro su edifici e complessi monumentali, tra tanti si ricordano: la Biblioteca Classense di Ravenna; l’Arco di Augusto, le mura romane e la torre medievale di S. Elena in Fano; le mura urbiche dell’Aquila; il complesso dei SS. Quattro Coronati, la chiesa di S. Stefano Rotondo e la cappella di papa Pio IX nella basilica di S. Lorenzo fuori le mura a Roma.
La sua attività accademica e di ricerca, portata avanti con grande passione e dedizione totale, è stata, e sarà, un caposaldo di riferimento per studiosi e ricercatori che intendono approfondire le tematiche del restauro e dell’architettura; il professor Carbonara è stato ininterrottamente disponibile, attento e generoso con gli studenti e i giovani allievi che hanno sempre apprezzato e tratto preziosi insegnamenti dal suo patrimonio di conoscenze, dalle sue intuizioni ma, soprattutto, dalle sue stimolanti e raffinate riflessioni, impostate su discussioni paritetiche e interdisciplinari.
Del resto, la sua gentilezza, la sua sensibilità e la sua esperienza hanno guidato e formato, in oltre cinquant’anni di attività, numerose generazioni di studenti e ricercatori non solo a Roma e in Italia ma anche in molti altri paesi. Sempre attento all’attualità e all’evoluzione della disciplina, avevamo recentemente concordato di dedicare un numero della rivista “L’ADC. L’architettura delle Città”, fondata dalla Società Scientifica Ludovico Quaroni (2010), al panorama odierno della cultura del restauro, che oggi si presenta ancora più complesso che nei decenni trascorsi, viste le diverse articolazioni e connotazioni che lo riguardano: dal monumento alla città, dal paesaggio agli aspetti tecnici, dagli interessi economici a quelli sociali. Proposta che il professore ha subito sostenuto con grande entusiasmo, ritenendo opportuno, proprio in questo momento, approfondire alcuni aspetti del dibattito attuale per cercare di comprendere al meglio le diverse “anime” che si muovono all’interno della disciplina del restauro, ma che fanno tutte capo alla comprensione, al rapporto con la storia e al riconoscimento del valore di qualsiasi preesistenza.
L’obiettivo condiviso, con i curatori del volume, era proprio quello di raccogliere il vivace moltiplicarsi delle interpretazioni delle proposte teoriche e metodologiche consolidate, secondo differenti sensibilità e linee di pensiero, a seguito della spinta prodotta dai continui affinamenti scientifici e tecnologici, dell’inclusione della sostenibilità ambientale tra i principi di intervento e dell’allargamento di prospettive (qual è, per esempio, l’accento posto sulle persone e sulla “comunità di patrimonio” nella Convenzione di Faro), senz’altro tutte sollecitazioni che hanno dato luogo a nuove, diverse modalità operative. Un atteggiamento, quindi, sempre attento alle novità, all’evoluzione culturale, estetica e tecnologica.
In conclusione, possiamo affermare che il suo impegno continuo e concreto, oltre alla capacità di intessere relazioni e scambi culturali di altissimo livello, al suo approccio istituzionale colto e garbato, alla grande capacità di saper individuare e potenziare le esperienze scientifiche sia della Facoltà di Architettura, dove ha insegnato per molti anni, sia della Scuola di Specializzazione, hanno saputo conquistare una posizione di primaria importanza nel panorama nazionale e internazionale.
4/ 2 / 2023
di MARIA GRAZIA TURCO
Pubblicato in Architettura, Archiwatch Archivio
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