Se Renzo Piano accettasse la sfida di Gino Valle …

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Torri EUR … una modesta proposta … prima che sia troppo tardi …

Evitiamone la demolizione … carterizziamole …

Se Piano accettasse la sfida di Valle …

si salverebbero due progetti …

In questi ultimi tempi si è fatto un gran parlare di torri, di nuvole, di dinamite e di pescecani veri e virtuali che sguazzano nelle acque intorbidite del laghetto piacentiniano dell’Eur …
Tra le proposte più indecenti, … quella che vede protagonista il Renzo nazionale chiamato a dar manforte e a far da coperchio, ad una delle operazioni più scellerate, (dopo il vero e proprio agguato dinamitardo del Velodromo), avviate nel contesto dell’ex quartiere espositivo, con l’intento di realizzare l’ennesima “valorizzazione” immobiliare a scapito della città e della sua architettura storica …
Si tratta, come è noto, della proposta di demolizione delle tre torri già occupate dal Ministero delle Finanze e ormai prossime all’implosione che dovrebbero essere sostituite da un nuovo complesso, tutto verde e travertino, ma di volumetria del tutto inappropriata per il sito, appena benedetto anche dal sindaco Alemanno dopo una fugace, ma evidentemente illuminante, consultazione telefonica transoceanica col grande genovese … disposto ad una definitiva travertinizzazione della sua ultima proposta romana …
A parte le fin troppo facili ironie sul ruolo taumaturgico dei due pietrificanti protagonisti della storica telefonata … e sull’evidente inopportunità da parte dei vertici dell’amministrazione capitolina di impegnarsi in ruoli tanto impropri, quanto patetici nella loro stenta demiurgicità, ci pare che sia questa l’ultima occasione per avanzare, in extremis, prima dell’ennesima e tombale esplosione capace di cancellare definitivamente con l’opera di Ligini (peraltro, già, a suo tempo, avvilita da una crudele “messa a norma”), anche quel che resta di un’iniziale parvenza di credibilità conquistata dall’Amministrazione con l’agostana operazione sul Pincio, una proposta, … un appello, … un invito alla ragionevolezza da parte di quanti, a vario titolo, ci ammistrano pur di sventare l’ennesima nefandezza alla romana …
Ci sembra, infatti, che assai più opportuna della demolizione e della sostituzione delle storiche torri (ormai consolidate nella loro fisionomia di vera e propria porta Sud della città) potrebbe essere quindi la loro conservazione, naturalmente come struttura e come volumetria, … ché il paramento ormai è già andato distrutto, … riconsiderandone la destinazione d’uso e ridefinendone quindi anche l’aspetto architettonico.
Per quanto riguarda la destinazione è evidente che quella ricettivo-alberghiera dovrebbe essere la più naturale in quanto direttamente connessa alle funzioni congressuali ospitate nelle “Nuvola” che, nel caso potrebbe essere anche così utilmente liberata dall’incongrua volumetria alberghiera che, nel tempo, si è andata affiancando, infiacchendola, alla più nitida stesura volumetrica della sua precedente soluzione …
Si salverebbero così due progetti e non si farebbe offesa al patrimonio culturale dellla città …
Oltre tutto, proprio nel complesso dell’EUR, qualche anno fa, un’altra torre, affatto modesta nella sua versione originale, ha trovato modo di sopravvivere e di migliorare sensibilmente il suo aspetto architettonico sotto le mani di un grande architetto italiano, il compianto Gino Valle, che nella proposta carterizzazione della vecchia struttura, già sede di Alitalia, trovò il pretesto per realizzare un’architettura di evidente e maggiore qualità …
Auguriamoci che qualche altro grande architetto italiano abbia la modestia e l’intelligenza di seguirlo …
e sappia accettare la sfida della storia e dell’architettura di Roma …

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6 risposte a Se Renzo Piano accettasse la sfida di Gino Valle …

  1. emanuele arteniesi ha detto:

    il portale sud è un’immagine fortissima. Gli amati “torroni” bianchi hanno un valore semiotico pari al palazzo dello sport di Nervi che li precede. L’intervento di Gino Valle è un esempio di sobrietà e amore per un mestiere che deve trascendere l’utilitarismo

  2. Cristiano Cossu ha detto:

    Bell’idea! Spero che qualcuno l’ascolti, Professore… e si possa mettere sulla traccia di Gino Valle, al limite pure col travertino, va bene…!
    saluti
    cristiano

  3. memmo54 ha detto:

    Ad essere sinceri questa impedibile brano d’architettura , questa “porta sud ” non si vede affatto.
    Ovvero la vedono solo gli “architetti “: quelli specializzati nella rianimazione delle “architetture moderne”, che, mescolando allegramente Fasolo a Passatelli, giungono , infine, a resuscitare anche cose assai modeste .
    In realtà, anche nelle foto a corredo degli argomenti di questo blog ( cfr. “Piacentini, Piano, torri e travertino” ) , si nota solo un palazzone massiccio che sovrasta, senza svettare, una filare di incolpevoli e ben sviluppate alberature .
    Il “supposto gemello” , dall’altra parte della strada, è proprio un’altra cosa ; non si specchia, è anima nera; diversa..
    Ma nel caso di una “porta” , gli elementi…. i “paletti”, si devono leggere “a primo acchitto” non solo speculari, soprattutto svettanti .
    Non deve essere necessario soffermasi più di mezzora dopo aver letto abbondante pubblicistica: dev’essere chiaro subito a chiunque. ( . i comuni mortali non si fermano a rimuginare sulle valenze, i vuoti, i pieni, ed altre minuzie consimili… vogliono capire tutto e subito ! )
    Quindi che senso ha rimodellare l’ “ex semiquinta” o “ex semiporta” se non si pensa anche ad una gemella al di la della strada ? E con quali caratteristiche ?
    Tutto questo interesse andrebbe speso meglio nella ‘individuazione di altri e più rovinosi esempi di malarchitettura già realizzata o in via di realizzazione.
    E sorvolando sulle “nubi di plastica ” e sulle altre sciocchezze in arrivo, guardando a quello che c’è, appare molto più critico il palazzo dell’INPS di Paniconi e Pediconi che incombe sull’esedre .
    Meglio, alla fine, un bel buco ! Meglio niente dell’ennesimo tentativo di descrivere un’architettura che sfugge: già vecchia il giorno dopo l’inaugurazione.
    Se non altro come segnale d’arresto di una perversa interpretazione della modernità che fa, della utopistica e risibile banalizzazione della tecnologia, un’arma temibile per spuntare cachet multimilionari ai danni della collettività.

  4. sergio 1943 ha detto:

    Ottimo suggerimento! Dovrebbe piacere a tutti! Fuksas che vedrebbe il suo parallelepipedo non avvilito da una incongrua “soglioletta” (possiamo fare a meno di copiare la torre dietro il Guggenheim di New York, vero Max?) cosicchè Alemanno vedrebbe, altro che il travertino!, rispettare l’idea guida dell’E.42 di corpi, Palazzo dei Congressi, Palazzo della Civiltà del Lavoro, ecc., emergenti nella loro orgogliosa solitudine, gli immobiliaristi che non perderebbero i loro affari, Piano che, proveniente dalla performance del suo grattacielo nuovayorkese, meglio potrebbe lasciare il segno delle sue capacità in questa città in affanno….Insomma, approvo tutto di questo intervento. Ma la città vorrà affrontare questa nuova battaglia per difendere se stessa? Si troveranno le forze, oltre questo blog, per contrastare questa altra inutile operazione?

  5. emanuele arteniesi ha detto:

    io la porta la vedevo da piccolo quando tornando dal mare mi affezionavo ai torroni. i gemelli non sono gemelli. Piuttosto trattasi di due “paletti” o stipiti un’uscita e un’entrata monumentali.Via Cristoforo Colombo si biforca in prossimità del PalaEur e le due strade sono a senso unico una che esce, la nera, e l’altra, la bianca, che torna. Decenni di semiotica urbana…ma l’ho capito solo da poco che si può chiamare così. non c’è bisogno di gemelli e specchiature e non c’è neanche bisogno di conservare per forza tutto, ma se si vogliono svendere deturpare o trascurare per inettitudine luoghi significativi per tutti, per favore questo no!
    Memmo! Portece n’altro litro

  6. gabrielemari ha detto:

    Ma non è che se Piano avesse deciso di conservare le torri da subito, lo avreste attaccato lo stesso?
    Perché qualche post fa si diceva: “La linea orizzontale posta in verticale rappresenta la fine della nostra storia, romana, ma occidentale e mediterranea”.
    Quindi da Piano ora si vorrebbe che conservasse “la sfida della storia e dell’architettura di Roma”, ma in verticale!

    Rimettendo insieme i pezzi: “Conservare la fine della storia e dell’architettura di Roma, ma anche occidentale, mediterranea”. Tutto in un solo edificio!
    Sublime ;-P

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