E PERCHE’ NO? …

Da Sergio Marzetti: …

“Caro Prof.,
questa mattina me ne stavo solo soletto in santa pace a casa. Le solite cose che può fare un pensionato: qualche pagina di un libro, un po’ d’ordine a studio, pensieri in libera uscita ma uno mi ronzava in testa, anche perché ieri avevo attraversato Piazza San Silvestro. Ho preso un foglio di carta e ho buttato giù questo inqualificabile scarabocchio. Volevo però verificare se la fontana di Mario Rutell, il vituperato “fritto misto” ma pur sempre un degnissimo capo d’opera che sta nei giardini di Piazza Vittorio, era in scala con l’ovale delle panchine e  si adattava all’ambiente.  La cosa si tiene, le misure tra l’ovale e la fontana sono congrue, il gruppo centrale della fontana, che era stato sostituito con il Glauco di Piazza Esedra,  ritroverebbe la sua collocazione al centro, non di una, ma di ben quattro esedre , la piazza acquisterebbe il disegno classico di una piazza romana, sampietrini e getto d’acqua. Si potrebbero aggiungere altre ragioni ma mi fermo qui anche perché i soldi non ci sono, la politica mira a pararsi piuttosto che ha lasciare buona memoria di se, si formerebbero subito gruppi contrapposti di cittadini, tra di loro e le Amministrazioni e non si finirebbe più e poi…ma chissenefrega! “

S.M.

…………………

anch’io, per la verità avrei la mia modesta proposta …

che sta diventando una specie di idea fissa, ossessiva …

non sopporto l’attuale indegna collocazione …

dei quattro splendidi gruppi bronzei di Amleto Cataldi …

che giacciono negletti nei giardinetti del Villaggio Olimpico …

se ne può fare qualcosa? …

gliene frega niente a nessuno? …

CATALDI DISPERSO … « Archiwatch

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MAXXIZECCHI …

stefano salomoni commented on “SI SAREBBE DOVUTO FARE UN CONCORSO” …

Commissario Auricchio: “HO TROVETO…SI POTREBBE RILASCIARE UN LASCIAPASSARE”.

Lasciapassare

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“SI SAREBBE DOVUTO FARE UN CONCORSO” …

MAXXI rivoluzione. Una donna commissario

MAXXI rivoluzione Una donna commissario

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GUNNAR ASPLUND IN ORDINE SPARSO … post 2 …

Villa Stennäs sfiora con un angolo il granito lasciando solo il varco
necessario affinché un sentiero che corre parallelo alla montagna
riesca ad arrivare dal bosco fino al prato davanti casa. Lo spiccato
del fronte principale è tracciato in continuità con questa linea,
direzione ancora ripresa più a est dal percorso che dal piede di un’
altura più piccola porta fino al pontile che piega ortogonalmente alla
linea di costa.
A nord-ovest il bosco; i campi a nord e a est fino a sparire in mare;
a sud, dal lato dell’ingresso carrabile, un prato che è quasi una corte
incassata dai rilievi e finalmente la casa a chiusura di quest’ultimo
episodio e centro di tutti i quadranti.

Asplund disegna con precisione gli interni in pianta nel contesto di
un rilievo planimetrico a grande scala dell’intera proprietà. Come
indica tutti gli alberi così segna la posizione dei due camini, sfuma
il terreno indicando il suo digradare verso il mare e mostra come le
stanze assecondino l’orografia.
Vuole dimostrare la possibilità di una simbiosi tra architettura e
sito affinché la superficie abitabile della casa viva del più ampio
paesaggio, anzi sia proprio il più ampio paesaggio, a perdita d’occhio
oppure a misura di passeggiata.

Giancarlo Galassi :G

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“PANCHINA” … PANORAMICA …

Marco Giunta_Alessandra NIzzi commented on STUCCATORI ROMANI … DALLE CASE … ALLE SCENE …

“Speriamo che Abete, presidente della Cinecittà S.p.a. (questo acronimo, quando compare a suffisso di qualsivoglia istituzione di ispirazione culturale, lascia presagire, come nei casi EUR e Foro Italico CONI, lugubri e tristi presagi nel nome di una presunta “valorizzazione” del bene), dopo il successo dell’iniziativa “Cinecittà shows off”, intenda rompere l’isolamento della “fabbrica dei sogni” per farne irrompere l’antica linfa onirica nel quartiere e nella città. La trasfusione potrebbe invertire il processo di inaridimento di molte attività e vocazioni della parte di città circostante ed omonima (come il caso dello studio De Angelis – il personaggio della foto nel post – , in sempiterno pericolo di sfratto, oppure lo studio-casale dello scultore Gianni Gianese lungo la via delle Capannelle – oramai abbandonato -, scenografo di Fellini il cui antro magico ci era disvelato grazie alla figlia Sonia, nostra compagna di studi al Liceo Artistico al di là del parco degli acquedotti; sino al caso della copisteria di zona in cui, tra una stampa e l’altra si può incontrare Dante Ferretti ed ammirare i disegni meravigliosi della New York di Scorsese)
Ricordo che la suggestione del luogo, negli anni settanta, spingeva molti ragazzini (tra i quali il sottoscritto) a calcare il glorioso campo di calcio del Bettini Quadraro non tanto per passione e vocazione pedatoria, quanto per sbirciare seduti sulla “inevitabile” panchina, oltre il muro di cinta dell’holliwood tiberina e sognare, ammirando le scenografie abbandonate che più tardi avremmo scoperto essere i set felliniani del Casanova e del monumentale e presago ingorgo di “Roma”, tra i “ruderi” della stagione del western all’italiana. Ancora oggi può capitare (e mi è capitato davvero) di condividere fianco a fianco qualche istante del semaforo rosso su Via Tuscolana, prima della inevitabile suonata di clacson, con Sean Connery. Si viveva nella quotidiana speranza di incrociare i divi del cinema e si trascorreva la quotidianità fianco a fianco di operatori di ripresa, direttori della fotografia, scultori, elettricisti attrezzisti, produttori più o meno famosi (financo l’attore pasoliniano per antonomasia Ninetto Davoli ed il suo cane “Acci”).
Un “museo” diffuso che sta morendo e che spero non veda il suo “recupero” affidato alla costruzione di un parco tematico dei divertimenti (peraltro sulla Pontina!!)

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STUCCATORI ROMANI … DALLE CASE … ALLE SCENE …

La magia di Cinecittà

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CHE NE FARESTI DEL MAXXI SE …

lucatentellini commented on MAXXINOTTE …

Come nel Dave Lettermann Show:

Che faresti del MAXXI se fossi al posto di Recchia?

Number 1: Lo affitti a Auchan e ci fai un bel supermercato con mercatino di quartiere all’esterno;
Number 2: Allaghi tutto e ci fai un parco acquatico con scivoli e piscine per bambini;
Number 3: Ci trasferisci la sede del ministero e poi fuggi in Brasile prima di essere linciata dai colleghi;
Number 4: Lo vendi ai Coreani che ci fanno un autosalone;
Number 5: Lo smonti in blocchi, lo impacchetti e spedisci via nave in regalo all’Emiro del Qatar (grande azione di land art);
Number 6: Lo dai in comodato gratuito a Carlo Massarini che si fa il loft;
Number 7: Lo regali a una ONLUS per farci un centro accoglienza e assistenza per in nuovi senza casa e immigrati;
Number 8: Inviti Fuksas e Renzo Piano per un concorso di “idee” per il riuso del manufatto;
Number 9: Fai causa alla Hadid;
Number 10: La Hadid ti fa causa;

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1932 – 2012 ARCHIOTTANTURA A VALLE GIULIA …

 

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MAXXINOTTE …

Tagli al Maxxi, si dimette presidente Baldi

 

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PRIMA CHE A MARIO JE SCOPPIASSE ER MODERNO …

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