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CON IL PATROCINIO DEL MINISTERO DEI BENI CULTURALI E DELL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI … meglio espatriare …
Nel momento in cui Felice destruttura, seziona, analizza una figurazione in un contesto critico temporale, volto a restituirne una lettura densa di significati di ordine tecnico oltre che artistico,
finisce per ricostruire il senso stesso del processo culturale messo in atto, svelando apertamente le intenzioni del “creatore” rispetto al “creato”.
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ALBERI IN CITTA’ …
Manuela Marchesi commented on DESIGN D’AUTORE E CHIAPPE ALLA GRIGLIA …
“Allora: la città cambia eccome! Via della Croce, (e non via della Vite) era la strada degli alimentari e panettieri varii, e oggi non è affatto in concorrenza con via Condotti perché è diventata una casbah di pessimi mangifici e di brutti negozi sempre da turisti-per-caso. Il proliferare di un certo commercio finalizzato al turismo “in due giorni tutta Roma e anche i Castelli romani” ha cambiato i connotati del Centro, eccome se li ha cambiati! E oltretutto, proprio riguardo alla fioritura di quel genere di esercizi commerciali, c’è anche il fondato sospetto che coprano affari molto poco puliti, come si sa e come ebbe a evidenziare il Corriere della Sera già qualche anno fa.
La differenza tra S.Silvestro e Risorgimento e abside di S. Maria Maggiore è che in tutti e due i casi ci sono gli alberi (Risorgimento) o sono stati piantati gli alberi (S. Maria Maggiore). Non capisco l’idiosincrasia per il verde pubblico né l’esaltazione dei progetti con tutti i ragionamenti di corollario, corretti e perfetti…ma spesso molto sulla carta (o sullo schermo del Mac…) E poi è nelle cose che le città cambino, come tutto del resto, ma non è questo un valido motivo per continuare a non cercare un cambiamento sostenibile anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale e del non-peggioramento dei microclimi.“
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PSICOPATOLOGIA ARCHITETTONICA …
Manuela Marchesi commented on Edificio in via dei Piceni ang. Reti … UN CAPOLAVORO METAMORFICO …
“E pensare che il “capolavoro” è sede dell’Istituto di Psicopatologia infantile…E allora a cosa si riferiva il progettista? A creare il contesto adatto a far emergere i nodi dell’inconscio, sottolineando che l’Ego non ha contatti con la Madre Terra, e mai li può avere…Oppure che dalle paludi dell’Inconscio Collettivo emerge alla fine la consapevolezza? Non sto facendo facile ironia, anzi, perché la prima volta che lo vidi ebbi un senso di inquietudine molto profondo, come di fronte ad un oggetto sporco, cupo, pesantissimo e incombente. Mi chiedo se il progettista fosse a conoscenza della destinazione del suo lavoro.”
Pubblicato in Architettura
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NORMALITA’ PANORAMICA …
Pietro Pagliardini commented on L’ARCHITETTO E’ “CREATIVO” …
“aldofree, perchè confondere l’abitare con lo spettacolo?
L’abitare fa parte della natura umana anche nella sua parte più animale, lo spettacolo ha a che vedere con l’espressività, figlia della cultura individuale e di molti condizionamenti nella società. L’uomo costruiva e viveva nelle belle case dei nostri centri non ancora storici ma non conosceva necessariamente la Divina Commedia, i più non sapevano nemmeno leggere e scrivere.
Si può vivere bene anche senza il Faust ma non si vive bene in una pessima casa. E pochi potrebbero scrivere il Faust, ma molti potrebbero costruirsi una casa da soli.
Ti consiglio vivamente di leggere la Susanna Tamaro, se non ti è troppo lieve:
Pietro
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EPICA E NOSTALGIA …
Pietro Pagliardini commented on UN ARBASINO DA COLLEZIONE …
“professore, da non perdere dice, ma chi l’ha perso come fa che in rete non c’è?”
Pietro
E C C O L O … ( grazie a G.G.): Arbasino, “Epica e nostalgia della modernità … ” …
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2 commenti
UN ARBASINO DA COLLEZIONE …
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