CHE ORRORE … CHE ERRORE …

San Silvestro, che errore

 Franco Domenica, 15 Luglio 2012

San Silvestro, che errore

“Caro conti,
piazza San Silvestro non funziona; è stata concepita come un “non luogo”, inadatto alla sosta sia in inverno che in estate. Quelle panchine costate un mucchio di soldi non sono funzionali: se piove non ci si può sedere per tutto il giorno, in caso di sole cocente poi non ne parliamo. Probabilmente abbiamo realizzato la più grande pietra ollare del mondo! E la mancanza di aiuole rende la canicola ancor più insopportabile. Per poter piantare alberi avrebbero dovuto realizzare delle aiuole rialzate: la contrarietà delle soprintendenze in questo caso è dovuta ai danni che le radici possono produrre ai reperti sottostanti; il problema di nascondere le facciate non sussiste, dato il carattere anonimo della maggior parte degli edifici che si affacciano nella piazza. In ogni caso mai piantare i lecci: in inverno è auspicabile avere alberi che lascino filtrare i raggi del sole, e in estate, con quel pavimento rovente sarebbero vittima di stress che li porterebbero a perdere gran parte del’apparato fogliare.”

Paolo Conti Domenica, 15 Luglio 2012

Caro lettore,
purtroppo questo dibattito su San Silvestro resta “tra noi”, nel totale silenzio di un Campidoglio che evita di entrare nel confronto, ovviamente perché non ha argomenti a disposizione per contraddire l’evidenza: cioè che il progetto, e soprattutto la sua attuazione, non ha alcun senso urbanistico né funzionale compiuto. Davvero la tristissima prova che la mancata condivisione, con le associazioni culturali e degli stessi abitanti, di un cambiamento strutturale così radicale porta a decisioni insensate, prese lel chiuso di uffici comunali. Pessima prova di cosa significhi amministrare la cosa pubblica.

 

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QUANDO SI DICE “RICERCA UNIVERSITARIA” … D’AVANGUARDIA … ER COLOSSEO DE LEGO … MA LI …

Un Colosseo di 200mila lego con Papamobile e camion-bar

 “Ryan McNaught ha usato più di 200mila pezzi di Lego …

L’opera di McNaught, un professionista delle costruzioni giocattolo …

è stata realizzata per l’Università di Sydney” …

“Il Colosseo è la cosa tecnicamente più impegnativa che abbia mai costruito” …

afferma McNaught al Sydney Morning Herald.

”Ho un grande apprezzamento per i romani e per come hanno costruito le cose che li hanno resi famosi.

Per me, la sfida di fare qualcosa a forma ovale di mattoni quadrati è stata sbalorditiva.”

………….

potremmo organizzare subito un seminario internazionale …

sur canguro de tufo …

……………

comunque …

l’università di Roma è da sempre all’avanguardia …

anche col L E G O …

tantè che nel mitico “Laboratorio” quaroniano di viale Mazzini, …

fin dai primi settanta, …

c’era un’intera stanza …

finanziata dal C.N.R. …

piena di mattoncini di tutte le fogge e dimensioni …

chi se ne intendeva …

diceva trattarsi di: …

“S T O C A S T I C A” …

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NORMALI CASE “POPOLARI” … “TRAVETTOPOLI” D’ANTAN …

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CON IL PATROCINIO DEL MINISTERO DEI BENI CULTURALI E DELL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI … meglio espatriare …

Andrea Felice

Nel momento in cui Felice destruttura, seziona, analizza una figurazione in un contesto critico temporale, volto a restituirne una lettura densa di significati di ordine tecnico oltre che artistico,

finisce per ricostruire il senso stesso del processo culturale messo in atto, svelando apertamente le intenzioni del “creatore” rispetto al “creato”. 

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ALBERI IN CITTA’ …

Manuela Marchesi commented on DESIGN D’AUTORE E CHIAPPE ALLA GRIGLIA …

“Allora: la città cambia eccome! Via della Croce, (e non via della Vite) era la strada degli alimentari e panettieri varii, e oggi non è affatto in concorrenza con via Condotti perché è diventata una casbah di pessimi mangifici e di brutti negozi sempre da turisti-per-caso. Il proliferare di un certo commercio finalizzato al turismo “in due giorni tutta Roma e anche i Castelli romani” ha cambiato i connotati del Centro, eccome se li ha cambiati! E oltretutto, proprio riguardo alla fioritura di quel genere di esercizi commerciali, c’è anche il fondato sospetto che coprano affari molto poco puliti, come si sa e come ebbe a evidenziare il Corriere della Sera già qualche anno fa.
La differenza tra S.Silvestro e Risorgimento e abside di S. Maria Maggiore è che in tutti e due i casi ci sono gli alberi (Risorgimento) o sono stati piantati gli alberi (S. Maria Maggiore). Non capisco l’idiosincrasia per il verde pubblico né l’esaltazione dei progetti con tutti i ragionamenti di corollario, corretti e perfetti…ma spesso molto sulla carta (o sullo schermo del Mac…) E poi è nelle cose che le città cambino, come tutto del resto, ma non è questo un valido motivo per continuare a non cercare un cambiamento sostenibile anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale e del non-peggioramento dei microclimi.“

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PSICOPATOLOGIA ARCHITETTONICA …

Manuela Marchesi commented on Edificio in via dei Piceni ang. Reti … UN CAPOLAVORO METAMORFICO …

“E pensare che il “capolavoro” è sede dell’Istituto di Psicopatologia infantile…E allora a cosa si riferiva il progettista? A creare il contesto adatto a far emergere i nodi dell’inconscio, sottolineando che l’Ego non ha contatti con la Madre Terra, e mai li può avere…Oppure che dalle paludi dell’Inconscio Collettivo emerge alla fine la consapevolezza? Non sto facendo facile ironia, anzi, perché la prima volta che lo vidi ebbi un senso di inquietudine molto profondo, come di fronte ad un oggetto sporco, cupo, pesantissimo e incombente. Mi chiedo se il progettista fosse a conoscenza della destinazione del suo lavoro.”

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UNA SCUOLA PIRANESIANA E METAMORFICA …

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PALAZZO BABBIONI …

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NORMALITA’ PANORAMICA …

Pietro Pagliardini commented on L’ARCHITETTO E’ “CREATIVO” …

“aldofree, perchè confondere l’abitare con lo spettacolo?
L’abitare fa parte della natura umana anche nella sua parte più animale, lo spettacolo ha a che vedere con l’espressività, figlia della cultura individuale e di molti condizionamenti nella società. L’uomo costruiva e viveva nelle belle case dei nostri centri non ancora storici ma non conosceva necessariamente la Divina Commedia, i più non sapevano nemmeno leggere e scrivere.
Si può vivere bene anche senza il Faust ma non si vive bene in una pessima casa. E pochi potrebbero scrivere il Faust, ma molti potrebbero costruirsi una casa da soli.
Ti consiglio vivamente di leggere la Susanna Tamaro, se non ti è troppo lieve:

MITICA SUSANNA … « Archiwatch

Pietro

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EPICA E NOSTALGIA …

Pietro Pagliardini commented on UN ARBASINO DA COLLEZIONE …

“professore, da non perdere dice, ma chi l’ha perso come fa che in rete non c’è?”
Pietro

E C C O L O … ( grazie a G.G.):  Arbasino, “Epica e nostalgia della modernità … ” …

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