Da Pietro Pagliardini: …
“Caro professore
Stamane ho visto questo Tempio Crematorio nel cimitero di Arezzo. Sapevo della sua esistenza, ma solo oggi, nella mia visita periodica ai defunti, incoraggiato dalla bella giornata, mi sono spinto in quella parte di cimitero che accoglie questo edificio. Il progetto è di Massimo Carmassi, come tutta la parte nuova. Francamente me lo ricordavo un po’ diverso ma è possibile che con le varianti sia stato anche rimaneggiato.
Non mostro il lato nord perché c’è una vergognosa scala in c.a. che non può che essere aggiunta e che mi sento di escludere possa essere stata disegnata (si fa per dire) da Carmassi. Tuttavia il progetto non mi convince affatto con quel contrasto tra il volume cilindrico (che se uno lo vede senza sapere pensa a Botta o a un suo emulo) e quella pensilina che appare come giustapposta. Non sono nemmeno tanto sicuro che sia tutto di Carmassi, se non fosse per la scala a chiocciola dietro la vetrata, dettaglio elegante degno di lui. Il resto, in fondo, avrebbe potuto anche essere tranquillamente “copiato” e riproposto da altro architetto attingendo al repertorio di quanto esiste. Insomma a me pare che siano brani di Carmassi messi insieme da altri perché l’insieme mi sembra mancare di unità, specialmente visto dal vero, dove quel colonnato in acciaio con la copertura stortignaccola dà l’impressione di non essere proprio risolta. In fondo l’idea del cilindro, che ospita il forno, e della cortina anteriore tenuti insieme da un volume vetrato sarebbe stata sufficiente senza quell’ulteriore aggiunta. E’ vero altresì che dovremmo leggere il progetto d’insieme che credo prevedesse altro che non è stato realizzato.
Come oggetto isolato e a se stante lontano dal resto mi dà però l’idea della solita architettata.
Saluti”
Pietro


















