“LA SAPIENZA DI UN COMPORRE CHE ASSOGGETTA E CONTROLLA AMBIGUITA’ E NEGAZIONI” …

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“UNA GEOMETRIA STUPEFATTA DEI RISULTATI DEL PROPRIO RIGORE” …

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Tempio crematorio di Carmassi …

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Da Pietro Pagliardini: …

“Caro professore
Stamane ho visto questo Tempio Crematorio nel cimitero di Arezzo. Sapevo della sua esistenza, ma solo oggi, nella mia visita periodica ai defunti, incoraggiato dalla bella giornata, mi sono spinto in quella parte di cimitero che accoglie questo edificio. Il progetto è di Massimo Carmassi, come tutta la parte nuova. Francamente me lo ricordavo un po’ diverso ma è possibile che con le varianti sia stato anche rimaneggiato.
Non mostro il lato nord perché c’è una vergognosa scala in c.a. che non può che essere aggiunta e che mi sento di escludere possa essere stata disegnata (si fa per dire) da Carmassi. Tuttavia il progetto non mi convince affatto con quel contrasto tra il volume cilindrico (che se uno lo vede senza sapere pensa a Botta o a un suo emulo) e quella pensilina che appare come giustapposta. Non sono nemmeno tanto sicuro che sia tutto di Carmassi, se non fosse per la scala a chiocciola dietro la vetrata, dettaglio elegante degno di lui. Il resto, in fondo, avrebbe potuto anche essere tranquillamente “copiato” e riproposto da altro architetto attingendo al repertorio di quanto esiste. Insomma a me pare che siano brani di Carmassi messi insieme da altri perché l’insieme mi sembra mancare di unità, specialmente visto dal vero, dove quel colonnato in acciaio con la copertura stortignaccola dà l’impressione di non essere proprio risolta. In fondo l’idea del cilindro, che ospita il forno, e della cortina anteriore tenuti insieme da un volume vetrato sarebbe stata sufficiente senza quell’ulteriore aggiunta. E’ vero altresì che dovremmo leggere il progetto d’insieme che credo prevedesse altro che non è stato realizzato.
Come oggetto isolato e a se stante lontano dal resto mi dà però l’idea della solita architettata.
Saluti

Pietro

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ARGAN Vs. GENTILE … INDUSTRIA Vs. TRADIZIONE … DESIGN Vs. ARTIGIANATO …

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Alberto Mingotti su: SIAMO MODERNI … LIBERIAMOCI DALL’ARTIGIANATO …

“Bello il filmato dedicato alla Scuola di Faenza!

Ancora fino pochissimi anni addietro la Regia Scuola di Faenza, sia pure attraverso i mutamenti di nome, era un grande e straordinario laboratorio del fare ceramico: Regia Scuola nel 1919, Regio Istituto nel 1938 e Istituto Statale d’Arte dopo la Seconda guerra mondiale. Per una serie di rare coincidenze, per molti decenni la Scuola ha tenuto il posto dell’antica bottega rinascimentale: attraverso il fare ceramica si imparava( e, per essere precisi, ancora oggi in quel luogo ci sono maestri che detengono la conoscenza del mestiere). Poi, per ragioni che richiederebbero un lungo commento, in tempi recentissimi sono intervenuti dei mutamenti. Tra i motivi che maggiormente stanno spingendo verso nuovi indirizzi ci sono le odierne concezioni culturali e, tra queste, la fiducia nel design, ideologia estetica di questo tempo. Nell’aderire a questo percorso non si è tenuto conto del fatto che il pensiero artistico nasce dalla riflessione per i gesti compiuti e non viceversa. Molto presto, quando i tanti designer non sapranno a chi rivolgersi per realizzare i loro progetti, si capirà, ad esempio, che il destino del Made in Italy è legato anche ad un artigianato che oggi, se non interveranno urgenti e significativi ripensamenti, rischia di scomparire. L’artigianato, ovvero il sapere in azione del corpo, oggi più che mai, si qualifica come l’unica e grande arte del nostro tempo.
A.M.

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Rigenerazioni Urbane e Gregotti maddeché …

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“Caro Professore,
un po’ ispirato da un suo post relativo allo scandaloso evento di martedì prossimo, un po’ ispirato dal recente articolo sul Daily news ieri ho scritto questo post che mi ha gentilmente pubblicato il buon Pietro Pagliardini
Buona lettura:

rigenerazione urbana: modelli assurdi e modelli virtuosi …

Ciao”
Ettore

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Londra – tradizione e no …

Schermata 2013-01-27 a 21.39.32“Caro Prof.
È il giorno del “Trooping the colour” a Londra. Vecchie tradizioni, antiche uniformi, impeccabili formazioni e…..nuovissime ossessioni! Una Scheggia nell’Occhio: Shard in the Big Eye! Però, in confronto a noi,  Viva la faccia! Pride, Self-Consciousness and Humor! Noi non abbiamo niente dei tre!
Sergio 43

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VOLTURNO DALL’ALTO … PIZZICATO IN FLAGRANTE …

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ARIDATECE L’ABBUSIVO …

gianko vs wang shu

Autocostruzioni

da Alfonso Giancotti: …

primavera 2011….”illegal architecture“… wang shu a taipei e, in contemporanea, gianko con gli studenti al volturno a Roma a costo zero!… con la benedizione di muratore…a lui il pritzker….e a noi? dovevamo emigrare a taiwan…ma come per Alberto Sordi…c’ha bloccato la malattia….”

A.G.
p.s. …quasi quasi è pure meglio quello che abbiamo fatto noi…

 

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REM …

simiglianze!!!!!

Da Paolo Di Caterina: …

“AHINOI ……  SIMIGLIANZE !!!!
saluti”
PDC

………………

magari fosse pure un po’ massone? …

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SIAMO MODERNI … LIBERIAMOCI DALL’ARTIGIANATO …

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L’arte della ceramica presso la Scuola Regia di Faenza

ELDORADO su: CERVELLO FRITTO ALLA PROVENZALE …

“Muratorini della domenica postpranzo, architetti della memoria a giornata 2013, un passo indietro, al 1933 (XI E.F.)!
Dopo quello del 1953 segnaloVi un altro filmato d’Epoca a Faenza-fajance.
Mi dispiace, pero-però: oggi solo musichetta!
Non ha commento sonoro, infatti, questo bel giornale-luce dal titolo: “L’arte della ceramica presso la Scuola Regia di Faenza.”
L’ho pescato smanettando in rete, in you tube. Se volete, fatelo anche voi. Consiglio d’amico.

All’inizio del breve filmato (due minuti) sono dichiarate le condivisibili intenzioni didattiche:
L’ARTIGIANATO ITALIANO / COME SI INSEGNA / COME SI LAVORA / ALLA REGIA SCUOLA.
Rivedetelo più volte: è commovente e utile; per un’architettura umana, laboriosa e non boriosa: è una favola! Tutti vivevano (o parevano) felici e contenti modesti artigiani solidali, quando un brutto giorno del 1938 il governo dell’UNI (Uomo Nuovo Industriale) emanò le leggi razziali dell’arte: la Regia Scuola si allontanò così di botto e di brutto dall’artigianato e tralignò per la via dell’Arte concettosa: era nata (ab orto) la Ceramica Superiore, quella d’arte alta, era nato il Concorso di Faenza col suo pezzo unico e fuori serie Keramico. L’artigia-nato fu dichiarato Artigia-morto per legge, nel 1938!

Fu l’inizio della fine: gli artiGiani e gli industriosi, gli art-ieri e i mani fattur-oggi, i ceramisti e ceramanti furono così (via via) presi casa per casa, rastrellati bottega per puteca, individuati e messi all’indice opificio per opelegis… furono presi e compresi dal dentro dell’Arte, dal complesso di inferiorità: dall’essere solo un tascurabile avanzo della Storia, una razza umana inferiore, da mondare, da lavare con Perl’Arte. Furono isolati e ben confinati … e finirono così (per questa via breve) nei forni a gas, con tutte le loro ceramiche d’uso del bel tempo che fu, fru-fru, cu-cu.

Per non dimenticare,”

Eldorado

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