
Pietro Pagliardini on: MARCO ROMANO … “LIBERI DI COSTRUIRE” …
“Il tema di Liberi di costruire non è la qualità dell’architettura, ma la qualità della vita civile. Romano ribalta con atteggiamento irridente e libertino il punto di vista sulla città prendendo come unità di misura e metro di giudizio non i manufatti ma i cittadini che quei manufatti desiderano e costruiscono, quando possono. Toglie la costruzione della città e della casa dalle mani degli esperti che, ahimè, tanto esperti non devono essere se non solo hanno prodotto lo squallore urbano che c’è in giro, ma hanno anche imposto regole di vita ai cittadini imponendo loro, con motivazioni di vario genere variabili in funzione del momento storico, attribuendo di volta in volta a se stessi la presunzione di decidere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato per gli altri. Toglie dagli esperti la vita delle persone, tartassate da norme astratte e assurde, fatte al solo scopo di mantenere il controllo sulla società.
E’ un inno alla libertà, con giustificazioni talvolta forzate, provocatorie e irridenti la cultura dominante, non sempre condivisibili, ma è una boccata d’aria fresca in questa società iper-controllata e iper-autoritaria, mascherata però con una veste iper-democratica.
Ma non è nè un utopista nè uno sciocco e sa bene che gli esperti servono, ma a tracciare l’armatura, la struttura, il disegno della città, non per entrare nella sfera intima di ciascun individuo e famiglia. Lui toglie la casa dalla sfera urbanistica per ricondurla alla sua dimensione reale, cioè alla sfera simbolica e funzionale di ciascun proprietario.
La più bella definizione che vi ho trovato è “urbanisti stitici”. Due parole così mettono a nudo la pochezza di un mondo e ridicolizzano miliardi di inutili e vuote parole scritte da 50 anni a questa parte. specie in questo paese, e valgono da sole la lettura del libro.
Marco Romano ha scritto un libro sull’architettura come arte civile e quindi, a suo modo, un piccolo trattato di politica
Saluti”
Pietro