da Eleonora Carrano:
“segnalo articolo su il fatto quotidiano.
un saluto”
E.C.
da Eleonora Carrano:
“segnalo articolo su il fatto quotidiano.
un saluto”
E.C.
andrea_b on: little paradise …
“ce ne fossero di tavoli di architetti in cui, accanto al portatile con la mela, ci sono barattoli di vetro Maimeri, carta, pennelli … e, perchè no, il tappo di una bottiglia di buon prosecco (al centro a sinistra)…”
……………….
grazie della visita …
e, questa volta, complimenti per la vista …
in effetti il prosecco era ottimo …
L’ONORE DELLA CRONACA … NERA …
REPORT Puntata del 04/05/2008
I RE DI ROMA
“PAOLO MONDANI FUORI CAMPO
I progetti dell’EUR hanno un nome e un cognome: il mega centro commerciale più residenze e uffici denominato Eur Castellaccio per 800 mila metri cubi, è del costruttore Parnasi; l’area dell’ex Velodromo che diventerà la Città del benessere con piscine e negozi è di Aquadrome, società mista tra Eur Spa, partecipata dal Comune di Roma e dallo stato, e Condotte Immobiliare, del gruppo Ferfina; i 400 appartamenti di lusso realizzati al posto dei tre palazzi del ministero delle Finanze sono dei costruttori Toti, Ligresti e Marchini; i 150 mila metri cubi di piazza dei Navigatori, dove si stanno edificando tre palazzi per uffici e negozi, sono della famiglia Bellavista Caltagirone, cugini di Francesco Gaetano, e infine il Centro Congressi per 11 mila addetti progettato da Massimiliano Fuksas, realizzato dalla società Condotte e di proprietà di Eur Spa. All’architetto Fuksas abbiamo chiesto perché ha rifiutato di progettare le famose centralità.
MASSIMILIANO FUKSAS – ARCHITETTO
Quando qualcuno mi viene a chiedere una lottizzazione o questi progetti delle centralità, così, molte volte io rispondo con una frase abbastanza sprezzante forse, dico: io non ho fatto queste cose quando ero giovane ed ero povero in canna perché dovrei farlo oggi. Quello che manca e’ di risolvere di studiare come far vivere il maggior numero possibile con una qualità di vita altissima e con un consumo energetico limitato. Ecco, gli architetti non si sono occupati di questo, i costruttori non se ne sono occupati per niente. Che a Roma e in Italia non ci sia stata un’evoluzione anche degli imprenditori o dei cosiddetti “palazzinari” è evidente. Quello che si costruisce è molto simile a quello che si costruiva negli anni Settanta.”
Eddyburg.it – La Capitale fa Shopping
“Occorre chiedersi se questo sviluppo dissennato della città sia il frutto di un disegno scaturente dal Piano Regolatore o questi sia stato snaturato attraverso l’utilizzo dello strumento dell’Accordo di Programma.
Per la cronaca, occorre ricordare, avendo come riferimento la storia di Eur Castellaccio – Spinaceto, due comprensori, già di proprietà delle soc. IMI e IMEF ma controllati dalla Sicilcassa, che avevano una destinazione urbanistica M2 “Servizi” e che la soc. Parsitalia, “attribuendonese la disponibilità”, che non ha mai avuto, ha richiesto all’amministrazione comunale la sottoscrizione di un Accordo di Programma che prevedeva la possibilità di far confluire su tali aree la cubatura cancellata dalla Variante delle Certezze di Pratone delle Valli e successivamente di quella di Volusia, complessivamente stiamo parlando di 350.000 mc di edilizia residenziale, non bastava, con lo stesso Accordo di Programma si faceva riconoscere ulteriori 400.000 mc. scaturenti dalla potenzialità edificatoria del comprensorio Eur Castellaccio, ridotta al 50% .
Nel momento della ratifica dell’Accordo, non avendo mai avuto la disponibilità dell’area, si è fatta sostituire dal consorzio Europarco, costituito hoc con la partecipazione di Sicilcassa, andando ad interrompere una procedura ad evidenza pubblica per la vendita all’asta di tutte le proprietà delle due società IMI e IMEF ( proprietà Finocchiaro – Graci) .
Dato che “l’appetito vien mangiando” si è fatto approvare un planovolumetrico attraverso il quale gli veniva riconosciuta la “centralità metropolitana” inserita di peso nel nuovo PRG, con la possibilità di essere operativi con una semplice DIA.
Ha realizzato, previa sottoscrizione di un preliminare di compravendita, la nuova sede del Ministero della Sanità, il Centro Commerciale Europa 2, e , attraverso un ulteriore atto di bontà dell’amministrazione Capitolina, le due Torri ispirate alle torri medievali di avvistamento, queste prenotate prima dell’idea dalla Provincia di Roma per la modica somma di 263 milioni di euro, la nuova sede dell’ATAC e abitazioni di lusso commercializzate alla modica somma di 13.000 € /mq, con lotti a partire da 35mq in su.
A ben pensare lo strumento dell’Accordo di Programma è stato istituito dalla legge 267/90 art. 34 che prevede un interesse pubblico.
Ma quale interesse pubblico l’amministrazione Capitolina avrà mai avuto?
Occorre rileggere puntualmente la storia di questa iniziativa di interesse squisitamente privato ma che l’amministrazione pubblica, ovvero chi gestiva la macchina tecnico-amministrativa in quegli anni, ha inteso farla propria e, gestita attraverso lo strumento dell’accordo di programma, in barba a qualsiasi interesse pubblico.
Ricordo, per restare nel merito di questa iniziativa che, affare nell’affare, la neo soppressa Provincia di Roma, le sue competenze confluite nella città Metropolitana e nella Regione Lazio, ha previsto il pagamento dell’enorme balzello attraverso la vendita del proprio patrimonio immobiliare lasciandoli a disposizione di un Fondo riconducibile alla solita famiglia PARNASI .che ne curerà la vendita, a favore di chi?.
Forse è di questo che la città di Roma aveva bisogno, immobili venduti alla stratosferica cifra di 12.000 euro a mq ?
Delle due Torri che svetteranno sui cieli dell’Eur , una sede della neo soppressa Provincia di Roma?
Questo è un esempio del vero male che affligge il nostro Paese e, nel caso, la nostra città.
Male riconducibile a quei comportamenti furbetti di chi aggira ed interpreta la norma arrecando ingenti danni alla cittatinanza, proprio in un momento in cui si è chiesto al ceto medio ed quello più basso sacrifici e sacrifici e lasciando illesi i soliti paperoni.”
Vista da chi stava nella Prima repubblica – CarpOnline.it