TRA BAROCCHI E TAROCCHI …

campo20bocce20garbatella1930Ettore Maria Mazzola su: SONO LE “CASE POPOLARI” BELLEZZA …

“Caro Pietro,
una piccola idea di quel che è successo può essere condensata nel pensiero di Giuseppe Nicolosi relativamente alle sue squallide costruzioni del lotto 27 della Garbatella, eseguite nel 1930. Egli sosteneva di «badare maggiormente ai problemi funzionali ed ai costi di esecuzione», ritenendo che «la casa popolare mantenesse alcune caratteristiche della casa media che incidevano notevolmente sui costi, per cui risultava necessario ridurre alcuni spazi che non rappresentano un reale fabbisogno».
Davanti a frasi classiste come questa, viene naturale chiedersi: fabbisogno di chi?
È ovvio che l’ingegnere si riferiva al fabbisogno dello speculatore: gli abitanti infatti, da quel punto in avanti, vennero visti come dei miserabili su cui sperimentare le peggiori mostruosità … delle vittime immolate al Modernismo!
Questo peraltro falsando la verità!
Infatti, i conti attualizzati che ho documentato ne “La Città Sostenibile è Possibile” dimostrano che la realizzazione delle case “decorate” criticate da Nicolosi costavano fino al 67% in meno di ciò che costi oggi l’edilizia corrente, questo perché vigeva un sistema completamente diverso di costruire e gestire i cantieri, che vedeva l’ICP, l’Unione Edilizia Nazionale e il Comitato Centrale Edilizio lavorare fianco a fianco e in competizione con i costruttori privati, calmierando così il mercato!
A partire dal 1925, una volta degradato ad ente gestionale l’ICP, ed una volta prostratisi alle teorie speculative “industriali” del nord d’Italia e d’oltralpe (i.e. La Casabella, La Nuova Architettura, Moderne Bauformen) che bombardavano con frasi tipo «tentativi di nobilitare le case popolari con strumenti eccessivi e ridondanti di decorazioni», l’opinione diffusa tra gli “architetti moderni” divenne che «alcune case sembravano ministeri, mentre altre sembravano costruite da Borromini per un cardinale». Ecco quindi che gli squallidissimi nuovi scatoloni della Garbatella vennero visto come «bellissimi per il contrasto delle linee semplicissime in mezzo agli stupidi palazzetti neobarocchi».
… La storia dell’Architettura e dell’Urbanistica in Italia di quegli anni è unanimemente considerata come la Storia di due scuole di pensiero legate alle due principali città italiane: Roma la conservatrice, e Milano la reazionaria … personalmente preferirei parlare di Roma l’artista-artigiana e Milano l’industriale, poiché è questo il piano su cui si combatté la “battaglia” che vide la dipartita dell’Architettura (dominio degli architetti, degli artisti e degli artigiani) sconfitta dell’edilizia (dominio dell’industria)!

doc8271

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PIU’ “BUZZURRI” … CHE “CAFONI” …

travettopoliPietro Pagliardini su: SECESSIONE ROMANA …

“E’ la bellezza…. di queste case popolari!
Guarda che ingresso e che cancellata! Una sola di queste vale mezzo appartamento delle popolari di oggi. Che cosa è accaduto nel frattempo per giustificare tanta stellare differenza?
Saluti
Pietro

………………

Ettore Maria Mazzola commented on: SONO LE “CASE… su SECESSIONE ROMANA …

“Quadrio Pirani per me resta un mito … queste però sono case dell’IRCIS, ovvero per gli impiegati dello Stato e non popolari, anche se costruite dall’ICP che, all’epoca, era ancora una florida azienda impegnata in concorrenza leale nel processo edilizio, sì da esser lontana da quel ramo secco che di lì a poco sarebbe divenuto a causa dell’interesse rivolto esclusivamente alle imprese private

…………….

Ettorì …

quanto sei sofistico …

ICP … IRCIS …

case “popolari” …

nun “popolari” …

ma quanti cazzi …

erano comunque morti de fame …

solo che lavoraveno pe’ lo Stato …

embè hai detto cotica? …

nun ereno certo li “proletari” de Testaccio …

li facchini de’ Mercati Generali …

der Mattatojo …

der Gazometro …

der Porto Fluviale …

questi lavoraveno ar Ministero …

c’ereno meno “cafoni” …

c’ereno più “buzzurri” …

ma mai ‘na lira lo stesso …

‘n parente mio …

manco tanto lontano …

che c’era finito durante ‘a guera …

ma che era ‘n signore “laureato” …

appena ha potuto se n’è fujto via …

le scale puzzaveno de’ li broccoli de la portinaja …

l’amici je dicevano che abbitava a “Travettopoli” …

e così s’è fatto ‘a casa de cooperativa …

co’ professionisti e li professori amici sua …

oggi in quella stessa casa …

proprio quella …

ce stanno li radical-chic …

l’artisti …

li mejio paraculi de Roma …

sai quanto je rode a quello …

ma tanto è morto …

sai quanto je ne frega …

 

 

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VAI PULLARA ! SIAMO TUTTI CON TE!! …

gliarchicefalici605

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SONO LE “CASE POPOLARI” … BELLEZZA …

secessione romana 2

Pietro Pagliardini commented on: SECESSIONE ROMANA …

“Che semplice, raffinata e dolcissima eleganza!”

secessione romana 3

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ANVEDI NORMAN QUANT’E’ SMART … QUANTO CORE …

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Università di Torino: nuove facoltà

Foster & Partners, Giugiaro Architettura

Schermata 2013-05-12 a 11.33.10Nuove facoltà all’Università di Torino – Infobuild

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La doppia parrocchia San Massimiliano Kolbe …

Parrocchia-Massimiliano-Kolbe

http://www.tegolacanadese.com/it/

http://santacatalinalaboure.com/gallery.html

Incuriosito dalla magnifica S. Massimiliano Kolbe progettata a Roma da Mattia del Prete, e non capacitandomi di tanta capolavoraggine, irretito come una gazzone ladro da quel tetto aureo, mi scappa un click di troppo e ti scopro che la chiesa è a immagine e somiglianza di un’altra chiesa madrilena di tali Gottfried Klaiber e Antonio Abalos Culebras.

Poiché il codice deontologico dell’Ordine di Roma prevede che all’art. 33 “i rapporti di collaborazione tra colleghi devono essere preventivamente concordati in modo che risulti, anche pubblicamente, il preciso apporto professionale di ciascuno che dovranno essere improntati alla massima lealtà, correttezza e chiarezza”, non sia mai che un innocente progettista di chiese quale Del Prete (nome omen) rischi la radiazione per quella che è, evidentemente, solo una sfortunata casualità morfologica.

Ma sicuramente qualche Monsignore del Vicariato saprebbe spiegarcelo meglio, visto che ha commissionato una pressoché identica iconostasi per l’interno.

Se fossi un parrocchiano, vorrei proprio sapere che peccati avrei fatto per meritarmi solo una chiesa fotocopia. Ma forse si tratta di Scuola Romana: è un caso esemplare di tipologia estrema!

Giovanni Karl Galassi :G

………………..

effettivamente …

quell’architettura …

aveva un qualche cosa …

di “straordinario” …

 di ineffabile …

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ANDREA ALL’INGLESE … E’ IL PRAGMATISMO … BELLEZZA …

8613674656_55b8db3174Riceviamo da Martin G. Conde e volentieri vi giriamo: …

Prof. Andrea Carandini e Roma Archeologia: “In cambio di denaro investito nella ricerca, i turisti americani sarebbero stati accolti da professionisti e avrebbero potuto partecipare a lavori semplici ma preziosi, come lavare la ceramica.” il Manifesto, 2 aprile 2013.

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Question? The American tourists washing ceramics fragments in Pompey? Will they be informed of cleaning those fragments with or without nearly the 30 years of asbestos exposure?

 

 

POMPEI ARCHEOLOGIA: ‘Amianto a Pompei,’ in: “Frammenti di amianto negli scavi di Pompei,” napoli.com / youtube (21/11/2012), & “Amianto negli scavi di Pompei, tragedia annuniciata 30 anna,” METROPOLIS (25/11/2012).

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http://rometheimperialfora19952010.wordpress.com/2013/04/02/prof-andrea-carandini-e-roma-archeologia-i-turisti-americani-e-avrebbero-potuto-partecipare-a-lavori-semplici-ma-preziosi-come-lavare-la-ceramica-il-manifesto-2-aprile-2013/

 

 

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ENRICO LATTES … DA TRIPOLI A TERNI …

lattes

Danilo Sergio Pirro “Enrico Lattes” Gangemi Editore spa

“Enrico Lattes frequenta l’Accademia di Belle Arti di Roma poi la Regia Scuola d’Architettura, dove fu allievo di Gustavo Giovannoni. La sua attività supera i confini nazionali, quando nella seconda metà degli anni ’20 si trasferisce a Tripoli dove lavora al progetto della Fiera Campionaria. Entra vivamente nel dibattito sull’architettura del tempo che vede contrapposti i razionalisti “progressisti” e i “nazionalisti”, difensori della tradizione classicista della cultura italiana nelle terre d’oltremare. Scrive sulle principali riviste d’epoca, partecipa alla grande stagione dei concorsi d’architettura degli anni ’30. Si dedica all’urbanistica insieme al maestro Luigi Piccinato. Nel 1933 vince insieme agli architetti Saul Bravetti e Alberto Staderini, il concorso per il piano regolatore di Terni, progetto che tutt’ora plasma l’immagine della città. Nel maggio del 1934, proprio quando il gruppo di architetti si accingeva alla stesura della parte operativa del Piano, Enrico Lattes muore in un incidente stradale alle porte di Roma”

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MAXXI SACRI SCAZZI …

sacri scazzi ...Chiese nella periferia romana 2000-2013 Protomoteca 14 maggio

Nuove alleanze, Dialogo sulle nuove chiese italiane MAXXI 16 maggio

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novecento romano

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