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CLASSICISMO MODERNISTA LITTORIO …
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DIPINGI DI ROSA LA TUA PIAZZA ….
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“Ma come se fà a mette su ‘sta porca troia de mostra sull’estate romana, co li scarti dei ricordi più brutti, storti e malfatti. E lasciamo perde i puffi.”
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I VALORI DI VALORI …
“buonasera professore,
un testo di Valori del ’49, che non sembra sia passato poi tutto questo tempo.
saluti”
Massimo Dicecca
Un architetto moderno.
Avete mai avvicinato un architetto moderno? Se volete farlo, fatelo subito, prima che le malattie di fegato e i travasi di bile abbiano estinta completamente la razza. Tuttavia, non crediate di poterlo accostare senza adeguata preparazione; l’errore potrebbe essere fatale. Con la costanza di MItridate, prima di tutto immunizzatevi da ogni veleno, poi allenatevi a sostenere interminabili discussioni, esercitatevi a capire l’incomprensibile, a compatire le debolezze dell’uomo, a comprendere il dolore, a scusarne gli atti inconsulti, a non scandalizzarvi di nulla. […] Ma soprattutto, quando l’avrete davanti, studiatevi di possedere perfetto il controllo di voi medesimi, si da evitare con ogni cura di accennare, anche di passaggio, alle sue opere, perchè non è regola di buona creanza, parlare di corda in casa dell’impiccato.
Ricordatevi poi bene che l’architetto italiano di oggi può essere associato a due famiglie distinte di animali ragionevoli: a quella che studia ogni mezzo per costruire edifici orribili che sembrano legati alla tradizione, o a quella che con pari foga s’adopera per realizzarne altri, non meno orribili, ma che vi sembrano legati per nulla. C’è poi una terza specie, meno interessante ma più numerosa, che non si propone assolutamente niente. Ci sarebbe invero da ricordare un’altra sottospecie rarissima, formata da quelli che sperano prima di morire, di vedere l’Architettura prendere quella via che porta al senso comune e alla buona fede. […]
Ma la specie non ha importanza: tanto tutti, senza distinzione di specie, vi diranno la stessa cosa. Nelle prime ore di conversazione, il vostro architetto dirà male di tutti i suoi amici. Fin qui nulla di strano: si rientra nelle leggi imposte dall’esterno a regolare l’immensa macchina dell’universo. Passerà dunque a descrivere le sue precarie condizioni economiche, a lamentare la necessità che lo costringe a non firmare nessuno degli edifici che costruisce, lasciando così sul lastrico un numero eccessivo di creature illegittime: è il momento di essere comprensivi, umani verso la miseria, imposta all’uomo dalla feroce incomprensione dei contemporanei. Si dilungherà poi a bollare, gli occhi lampeggianti e le labbra frementi di sacro sdegno, la responsabilità dei governi passati presenti e futuri: governi di incompetenti, di legislatori disavveduti interessati nella speculazione edilizia.
Compiacetevi con lui per la chiarezza delle sue espressioni e non sarà adulazione la vostra, perchè un italiano nel dire male del suo paese, anche se non lo è, diventa subito un artista.
Siamo giunti al momento in cui il vostro amico comincia a parlarvi dei rimedi da lui escogitati per alleggerire la situazione. Accenerà allora alle sue idee rinnovatrici. A questo punto non commettete l’errore di domandargli quali siano queste idee rinnovatrici. Si farebbe scuro in viso, non saprebbe cosa inventare, vi perderete inutilmente un amico. […]
Dirà infine che il problema dell’architettura moderna in Italia è insolubile perchè… A questo punto cambierà repentinamente discorso. Il senso della pausa non sarà molto chiaro, ma si può arguire che intera la frase suonasse così: ” il problema dell’architettura moderna in Italia è insolubile perchè io non sono l’unico architetto vivente”. Resistete alla tentazione di dargli del presuntuoso: fategli invece uno scherzo affettuoso. Ditegli a bruciapelo: ” amico; ho qui intasca un miliardo da impiegare in costruzioni. Te lo do, facci cosa ti pare”. Lasciatelo solo a mischiare la gioia e lo stupore, con la preoccupazione di dover dare finalmente prova di sè, e tornate dopo un mese. Venendo ad aprire, la serva vi dirà che dopo una intera settimana di accanite, convulse, angosciose ricerche, non sapendo decidersi tra il gotico e il cemento armato e la casa di alluminio, tra il palazzetto toscano e la villa organica, tra il razionalismo cubico o esgonale, il vostro amico ha tentato il suicidio e si trova presentemente all’ospedale.
Se avete viscere umane, partecipate alla tragedia dell’uomo con sospiro e una lacrima.
Michele Valori, 6 aprile 1949
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MAXX … SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE …
stefano nicita su: LA FESTA E’ FINITA … E L’ARCHITETTURA RESTA IN MUTANDE …
“In un paese normale questo capolavoro dell’architettura sarebbe un museo di se stesso e si pagherebbe il biglietto d’ingresso per visitarlo. Misteri italiani puntata numero…”
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MAXX …
MUSEO DELL’ARCHITETTURA ITALIANA DEL XX° SECOLO …
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Azerbaigian …
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