IL MONDO E’ INGIUSTO! … e allora? …

IL MONDOE' INGIUSTOsergio de santis

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Cave Miesem …

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Architetto cliente …

image008“Professore buongiorno
Questo mi sembra interessante !
Saluti”
Michele Granata

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LA GRANDE PERA …

venite con meda sergio de santis

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‘Sto Carlo Cocchia è qualcuno ! …

palazzo-arte-originale-2memmo54 commented on: CREMONA … IL VIOLINO…

“‘sto Carlo Cocchia è qualcuno !
Altro che Moretti…Pidocchioni & Paniconi, Purini con le Terme…
Galassi ! …all’opera !
Mi sa che questo qui da la paga a tutti !
Saluto Entusiasta”

………………

perfettamente d’accordo …

uno dei migliori architetti italiani del Novecento …

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CREMONA … IL VIOLINO …

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Museo del ViolinoCremona Italia

Carlo Cocchia … un napoletano a Cremona …

 UNA LUNGA STORIA … CHISSA’ COM’E’ FINITA? …

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FAREMO ‘NA BRUTTA FINE … ‘n po’ come er colosso …

Schermata 2013-09-13 a 20.03.20da Sergio De Santis …

………….

vagamente jettatoria? …

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“Moby Dick non ti cerca. Sei tu, tu, che insensato cerchi lei!.” …

sei tu insensato che cerchi lei“così l’ho ricevuta e così la giro …

aggiungendo, ovviamente, il doveroso titolo…”
sergio de santis

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Se al Giglio si trepida a Paliano si spera …

gliarchicefalici707

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“Adescante viluppo … (che) … ci guadagna molto ad esser riletto in forma spiraliforme” …

olmo 013 Marco Vallora su Architettura e Storia di Carlo Olmo

Di Carlo Olmo sembra che da poco sia uscito nelle librerie un saggio dal titolo Architettura e Storia.
Su La Stampa del 2 Luglio Marco Vallora ne fa una recensione che alla fine , una volta letta , mi fa sperare di non dovermi mai imbattere nel testo di Olmo.
Vado a recuperare questo PDF su indicazione di un collega tedesco, da anni residente in Italia, padrone assoluto della lingua italiana, profondo e al contempo pragmatico come spesso i tedeschi migliori sanno essere.
M., dotato di una ben strutturata e salda cultura sia in campo scientifico che umanistico, mi chiama stupito da quanto ha letto (sapendo della mia passione per il mondo di questi azzeccagarbugli del linguaggio) indicandomi la recensione come un pezzo che certamente avrebbe fatto la mia felicità.
Così me lo leggo e già al secondo capoverso mi imbatto in un “Adescante viluppo: non perché questo saggio sia impenetrabile o labirintico, ma perché ci guadagna molto ad esser riletto in forma spiraliforme” … a parte la FORMA SPIRALIFORME, che immediatamente mi rimanda a quel GENIUS LOCI LOCALE  (che proveniente da Tirana è già apparso su questo blog), per ciò che riguarda approfondimenti sul tema della spirale e alle implicazioni e ripercussioni che una certa disponibilità a tale argomento può avere sulla psiche rimanderei senza dubbio al film horror UZUMAKI del regista di origine ucraina Higuchinsky che racconta della possessione degli abitanti di una cittadina giapponese che manifestando dapprima interesse per tutto ciò che abbia una forma a spirale degenerano poi nell’inarrestabile desiderio di essere, anzi rendere il mondo intero ed il genere umano una spirale … è chiaro che tutti finiscono per suicidarsi o, nei casi migliori periscono di morti orribili.
In ognicaso , alla fine della recensione Vallora ha “scomodato”:
Marx
Louis Helmann
Klee
Hadot
Solà Morales
Valéry
Oechslin
Cohen
Guido Canella
Von Moos
Focault
Lacan
De Certeau
Halbwachs
Averroè
Borges
Poe
Radcliffe
Baudelaire
Benjamin
Aragon
Breton
Voltaire
Rousseau
Céline
Bergson
Montaigne
Bachelard
Diderot
Starobinsky
Levi della Torre
Borges
De Certeau
Riduco la già breve sinossi (mi si perdoni il termine professorale che sta per sintesi, riassunto, riepilogo …) del libro presente sul web che riporta:
“L’architettura rappresenta una delle più importanti testimonianze della presenza dell’uomo sulla terra. In questo senso non solo è legata alla storia: è essa stessa storia per eccellenza. (…)
Eppure la sua interpretazione viene spesso lasciata alle forme come alle ideologie che essa veicola. La stessa lingua con cui questa storia così fondamentale si racconta appare presa in prestito: dalla storia dell’arte come dalla sociologia, dal romanzo come dalla giurisprudenza.
Quella che si dichiara essere la testimonianza per eccellenza non fa spesso i conti neanche con il significato della stessa parola “testimonianza”.
Questo libro cerca di restituire al rapporto tra architettura e storia la complessità che esso conserva, nonostante tutti i tentativi di incasellarlo in tipi o categorie formali e sociali.
Lo fa indagando le relazioni che l’architettura costruisce e muta nel tempo con la religione, la tecnica, il diritto, la rappresentazione dell’autorità, i sentimenti quotidiani attraversati da mutamenti, a volte drammatici a volte celebrativi.
Lo fa scegliendo, per ogni capitolo, una parola chiave o piuttosto un’architettura che aiutino a capire come quelle parole, di cui noi spesso abusiamo, costruiscano relazioni tutt’altro che rassicuranti tra le parole e le cose.”
E’ evidente l’efficacia di queste righe che assolvono bene al suo compito di essere soprattutto chiare, come deve essere una sinossi,  ovvero capace di non lasciare dubbi su quale sia nella sostanza ciò di cui il testo tratta.
Qualche dubbio ce l’avrei invece sulla recensione di Marco Vallora che per quanto cerchi di corrispondere a quelle che sono i riconosciuti capisaldi di una recensione ben scritta non riesce a districarsi dal pantano di citazioni e autori vari da lui stesso richiamati a sostegno di una non ben chiara personale posizione critica sul testo di Carlo Olmo.
In ogni caso preso come sempre dal dubbio chiedo lumi ad un altro collega e amico di cui da sempre rilevo la capacità critica, la schiettezza nella discussione (almeno con me), l’amore per la professione e per la costruzione  …
M. mi risponde come segue:
“Non c’ho capito niente! (dillo a me!)
Questi scrivono per loro stessi, sono volutamente incomprensibili … scrivono allo specchio! Speculazione estetica” … Manco tanto aggiungo io!
E aggiunge , M. , un breve pensiero-slogan der Mastino (Mies noi lo chiamamo in questo modo), che dato che insegnava, parlava chiaro per comunicare con concisa esattezza e senza ambiguità, così:
“(…) Noi abbiamo altre preoccupazioni. Ci preme sostanzialmente di liberare la pratica del costruire dalla speculazione estetica, per riportare il costruire a ciò che deve esclusivamente essere: Costruire”
Chiaro, semplice ….
…. senza tante citazioni o arzigogoli di accreditamento.
Come dovrebbe esse’!
sergio de santis
er mastino AZZECCA-GARBUGLI

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