Napolitano sul Vittoriano … resti a terra … Presidente …

Su uno dei tanti comunicati predisposti da sito amico per il prossimo “evento” che, tempo fa, altri comunicati imputavano ad altri presidenti, altri ministri, altri sovrintendenti … poi scaduti …
si legge oggi:
“Vittoriano, un ascensore per Roma a 360 gradi …
Se in questi giorni vi siete trovati nei pressi del Vittoriano, magari provenendo da Via del Corso, avrete sicuramente notato qualcosa di nuovo sulla terrazza del monumentale edificio di piazza Venezia: è il capolinea del nuovo ascensore, o meglio dei due nuovi ascensori, dalla capienza di 13 persone ciascuno, con i quali si potrà raggiungere la Terrazza delle Quadrighe …
Grazie alla nuova opera con una semplice corsa di 35 secondi si potrà ammirare uno dei panorami artistici più belli del mondo, anche se ancora non sono stati definiti né costi del biglietto né quando l’ascensore entrerà in funzione a pieno regime …
Al momento si sa semplicemente che l’inaugurazione è prevista per il 31 maggio e vedrà la partecipazione del Ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli (che ha fortemente voluto la realizzazione dell’opera) e del Presidente Napolitano …
Rispetto alla struttura del Vittoriano l’ascensore è un corpo del tutto estraneo …
Nella progettazione si è infatti tenuto conto di eventuali malfunzionamenti del mezzo e di eventuali proteste che potrebbero renderne necessaria la rimozione …
In pratica se non piace, o non funziona, l’ascensore potrà essere rimosso senza alcun danno per l’edificio di Piazza Venezia …”

Parole in libertà …
che offendono l’intelligenza e la sensibilità di chiunque …

A questo punto c’è un’unica speranza …
che Napolitano declini elegantemente l’invito all’ascensione …
sarebbe un gesto apprezzato da molti …
un segnale contro gli sprechi …
contro la stupidità e la volgarità …
nel rispetto della cultura e della storia …
un gesto di grande civiltà …

signor Presidente,
confidiamo nella sua sensibilità …
e la ringraziamo fin da ora …

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A Rutè … l’ascensore fa schifo … “smontalo” … alla svelta … e vergognate …

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leggerezze ministeriali e trasparenze culturali …

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“Se non piace si smonterà” …

Picture 5“ se non piace si smonterà” …

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nuoto per il tennis … o tennis per il nuoto?
Due occasioni …
per le sovrintendenze romane …
per perdere, ancora una volta, la faccia …

intanto … gli “artisti” … alla Cartiera Latina …

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“Frammenti creativi” … dagli scarti della pietra …

via Appia Antica 42, fino 1.07.07 …

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Percorsi “premiali” e “virtuali” … per il Made in Italy … all’amatriciana …

Nel giro di pochi giorni, solo a Roma, ben due iniziative, praticamente analoghe, per “lanciare” il Made in Italy …

A Roma Sud, all’Eur, prendendo a naturale pretesto l’indiscussa “italianità” del Colosseo Quadrato la neonata Fondazione “Valore Italia” promuove un’iniziativa che accodandosi alla “valorizzazione” dello storico edificio propone, secondo uno dei tanti articoli usciti nei giorni scorsi:

“Ecco il design italiano: storico, attivo e virtuale …
La fusione dello stile e del modo di vivere italiano trova una casa al rinnovato Palazzo della Civiltà e del Lavoro. Ad occuparsene c’è la Fondazione Valore Italia, istituita dal Ministero delle Attività produttive. La Fondazione intende rendere l’area un luogo pulsante, ricco di esposizioni ma anche di attività formative ed aziendali, con un’enoteca che sia ritrovo e presentazione dell’enogastronomia …
Inoltre il Made in Italy approda su Second Life, dove la bellissima fanciulla Italia Oh … fa da guida nello spazio Experience Italy, in sintesi ex.it. …”

Quindi, in sintesi: “Exit Italia …”

Quasi una lapide, un epitaffio … come esordio non c’è male …
ancorché “virtuali”, tante volte, le parole hanno pure un senso …
e, talvolta, anche se su Second Life, pesano come pietre …

naturalmente, l’assessore ex-Zètema, già sul posto, rivendica: «L’Esposizione, inedito spazio di presentazione, promozione e ricerca attiva della produzione italiana e delle sue eccellenze, è una sorta di laboratorio e base di un network di attività, costituirà insieme al museo dell’Audiovisivo, la cui realizzazione è in fase avanzata di progettazione, un complesso di attività destinato rendere il Palazzo un luogo vivo, centro di sperimentazione e vetrina per l’Italia …”

Ma, a Roma Nord, all’ombra delle puntute architetture di Zazà, Pio Baldi incalza con il suo “Made in Italy dalla A alla Z” …
infatti secondo Adnkronos:

“Il design italiano, le sue aziende, i suoi protagonisti e i temi ricorrenti che ne hanno fatto il fiore all’occhiello del Made in Italy nel mondo, al centro di un ciclo di appuntamenti espositivi al Maxxi, Museo delle arti del XXI secolo a Roma. “Design A_Z” e’ il titolo dell’iniziativa che vedra’ declinare in ordine alfabetico il mondo italiano del design, a partire dal primo appuntamento dedicato alla A come Alessi, B come bellezza e C come concettuale. Con questa mostra, il Maxxi prosegue nel suo compito di promuovere e sostenere l’immagine dell’Italia nel mondo attraverso l’arte e l’architettura contemporanee, di cui il design e’ uno dei risultati piu’ importanti, tanto dal punto di vista artistico quanto commerciale. L’esposizione mette in risalto il processo che va dall’idea al prodotto, privilegiando l’eccellenza del made in Italy.” …

ma naturalmente anche qui non poteva che finire a tarallucci e vino …
perché infatti …

“Sorgerà tra via Guido Reni e via Masaccio, nello spazio che scorre tra il Maxxi di Zaha Hadid e l’ex caserma, la piazza dedicata alla fruizione pubblica, all’insegna dell’arte contemporanea.
Questo il progetto illustrato … da Pio Baldi, direttore generale della Darc, direzione generale per l’architettura e le arti contemporaneee del ministero per i Beni e le Attività Culturali. “Una vera e propria piazza, con tutte le funzioni di ritrovo di uno spazio pubblico di questo genere, con sedute e, soprattutto, negozi, bar ristoranti, show room e gallerie d’arte”.
Gli esercizi commerciali verranno ospitati all’interno della ex caserma provvisoriamente ristrutturata e che, dal 2001, accoglie le mostre di ‘rodaggio’ del Maxxi. L’ex caserma chiuderà tra marzo e aprile del 2008 per trasformarsi in quello che Pio Baldi assicurà che “non sarà un centro commerciale, ma un luogo in cui trovare un ristorante di alto livello, con l’ambizione di qualche forchetta Michelin, la biblio-mediateca, gli uffici, negozi di oggetti di design, di libri d’arte contemporanea, magari qualche show room di moda e gallerie d’arte. Tutto in linea con quello che è lo spirito del Maxxi: la valorizzazione dell’arte contemporanea …
Questo nuovo spazio, in cui incontrarsi e passeggiare tra il museo delle arti del XXI secolo e gli esercizi nell’ex caserma, sorgerà proprio a pochi passi dall’Auditorium Parco della Musica, altro esempio dell’eccellenza dell’architettura contemporanea a Roma, firmato da Renzo Piano. “Con l’Auditorium – ha spiegato Baldi – stiamo già pensando a degli accordi per realizzare progetti complementari, condividere iniziative e realizzare ‘percorsi premiali’, ovvero prevedere agevolazioni sul prezzo delle mostre e dei servizi del Maxxi a chi acquista un biglietto per per l’Auditorium e viceversa”. Uno spazio statale e uno spazio comunale, entrambi segnati dall’architettura contemporanea, che collaborano, “anche perché – ha concluso il direttore della Darc – il Maxxi prevedeva, e mi auguro vivamente che avrà, una partecipazione del comune di Roma…”

Arieccoce … che nun c’è ‘na lira …

P.S. ma in questo paese … i ministri al governo, … qualche volta, … si incontrano?

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La “Nuvola” … tutti la vogliono, … ma nessuno … la paga …

Puzza di sòla la telenovela di Walter, Supermax e la nuvola …

“Cantiere entro l’anno” … ma quanti ne sono già passati?
C’era da aspettarselo, con 31 voti favorevoli e 12 astenuti, è passata la delibera che dà il via libera allo schema di convenzione tra Comune ed Eur spa per l’ultimo atto (fin qui …) della più che tormentata vicenda del nuovo Centro Congressi …

Così, dai “miracoli” del project financing … “a costo zero” …
si è trionfalmente arrivati al solito bidone del finanziamento pubblico integrale …

“il Campidoglio ci mette 60 milioni di euro della legge di Roma Capitale, più 60 nei prossimi anni. Il resto (154 milioni) sarà coperto dall’Eur, società al 90% del ministero dell’Economia e per il 10% del Comune”

in pratica, finanziamento pubblico al 100% …

magari poi, “in garanzia” a qualche banca, americana, inglese, francese, olandese o tedesca …
gli daranno pure il Palazzo della Civiltà … “italiana” …

a noi, per consolarci, resterebbe sempre l’obelisco di Marconi …

bene … bravi … bis …

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I “miracoli” di Zètema … musei “virtuali” … miliardi “veri” …

A proposito delle ultime performance capitoline di Zètema …
abbiamo letto nei giorni scorsi sul supplemento “Affari e Finanza” di “La Repubblica” questo articolo di Alessandra Viola intitolato “Sarà virtuale il prossimo museo di Roma” che volentieri vi segnaliamo …

“Sarà Zètema, la società di servizi che si occupa della gestione dei musei civici della capitale, a progettare e gestire il museo virtuale di Roma, metà museo e metà ricostruzione 3D di architetture e antichi utensili romani, la cui costituzione è stata annunciata dal sindaco Walter Veltroni. Un nuovo progetto multimediale affidato a Zètema (società pubblica interamente partecipata dal Comune di Roma) dopo quello del restyling informatico dei siti Internet dei musei civici romani, operazione giunta a termine con la creazione del portale in quattro lingue http://www.museiincomuneroma.it. Un portale che è anche un laboratorio di tecnologie innovative, con alcuni dei contenuti pubblicati in formato podcast per poter essere scaricati dagli utenti e un sistema che rende tutte le informazioni esportabili in flussi Xml, cioè pronte per essere pubblicate (in un prossimo futuro) su telefonini, tv digitale, televideo o palmari.
All’interno c’è un motore di ricerca che consente dalla home page di effettuare ricerche in ognuno dei quindici siti collegati, mentre il portale raccoglie informazioni su eventi, mostre ed iniziative didattiche della rete civica e consente l’accesso diretto ai siti dei musei (che pur mantenendo un dominio indipendente sono stati uniformati nella grafica e nell’architettura). «Attraverso Internet la rete dei musei civici romani entra a far parte in modo più efficiente dell’offerta culturale della città», spiega Ivana Della Portella, presidente di Zètema. «È risaputo che la crescita dell’offerta in un sistema integrato non solo non innesca un processo di saturazione, ma anzi aumenta la domanda di cultura, come ci dimostra ad esempio il grande successo della card Roma Pass ideata da Zètema, che offre servizi museali, trasporti e biglietti a prezzi ridotti per eventi e mostre. Grandi associazioni del calibro di Confcommercio, Confindustria e Assobalneari ci hanno chiesto di aderire all’iniziativa: hanno capito che la circuitazione di cultura si autoalimenta, generando economia». Un assunto che vale in primo luogo per la stessa Zètema, azienda con un attivo di bilancio 2006 di 20 milioni, sulla quale stanno piovendo incarichi: da quello di gestire il patrimonio Unesco del territorio comunale alla gestione dei centri culturali delle aree periferiche, dall’organizzazione di eventi (come la Notte bianca) alla gestione dell’area archeologica del centro di Roma. «La nostra è una delle maggiori aziende culturali d’Italia, ed è in crescita perché crescono le attività culturali. Mi piace anche pensare, avendo compreso il valore delle persone che ho trovato qui, che ci sia un legame tra un’azienda sana e il fatto che questa azienda da settecento dipendenti sia composta per i due terzi da donne».

Come sicuramente saprete …
l’ex presidente di Zètema, Silvio Di Francia è stato recentemente nominato assessore alla cultura del Comune di Roma in sostituzione dell’immarcescibile Borgna passato ad altro e ancor più “prestigioso” incarico …

il futuro della cultura a Roma è più che radioso … addirittura virtuale …

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Dalla strofa alla scrofa … un’aureola per Walter … Luce, Luce …

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“Per il progetto Enel Contemporanea, Angela Bulloch … crea Repeat Refreain (Strofa Ripetuta), 2007. Partendo dalle fondamentali realtà storiche ed architettoniche dell’Ara Pacis, luogo simbolico di Roma, l’artista pensa al modo migliore per entrare in collegamento ed armonia con esso … immagina quindi un pallone aerostatico di 5 metri di diametro e 15,70 metri di circonferenza e lo colloca sopra il tetto del museo, in prossimità dell’altare. Il pallone diventa così simbolo elevato ad oggetto sacrificale in onore della storia che ha visto come protagonista l’Ara. Dall’11 al 25 maggio l’opera Repeat Refrain è esposta nel cielo romano come sacrificio offerto sull’altare. L’oggetto sacrificale non solo fluttua nell’aria … ma prende vita attraverso un vasto repertorio di immagini e di giochi di luci e ombre che, proiettate, abbracciano la sfera ricordando suggestive visioni di fasi lunari.”

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a via della Scrofa l’entusiasmo degli astanti era alle stelle …
e molti, in ginocchio, gridavano: Santo Subito …
ma Baffino svicolando da Palazzo Borghese …

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Monumenti “incappucciati” … per nascondere cosa?

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sotto gli occhi di tutti, … ma senza che nessuno veda nulla …
sembra la solita tecnica dei palazzinari …
quelli degli attici abusivi sulle palazze romane …
ma cosa sta realmente accadendo … “a un passo dal cielo”?

mentre Walter scava il Pincio … Francesco scala il Vittoriano …

todo modo … para buscar ...

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Il delirio degli onnipotenti … dopo l’Ara Pacis … l’Altare della Patria …

Per la gloria imperitura di Francesco Rutelli …

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un ascensore panoramico a pagamento …
per ripianare il debito …
la new economy … dei beni culturali …
ma Settis … che fa? …
cultura … o real estate? …

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Per il centenario di Luigi Moretti … Super-Vongola Hi-Tech … al Foro …

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al posto dell’osceno, ma fortunatamente precario, baraccone lamellare (l’attuale Centrale del Tennis) … un ancor più osceno megacentro commerciale con annesso stadio del tennis incorporato e “apribile” a comando … per movimentare il panorama di Villa Madama … all’interno … in occasione dei prossimi mondiali … forse anche una piscina “provvisoria” … una vera “perla” … venticinque metri di leggerezza … per il più antico sport romano … il lancio della “sola” …

tra i progettisti anche qualche “sorpresa” … nomi che rinviano ai tempi d’oro della Prima Repubblica … all’epoca della Marianna e della Zarina …
se non si tratta di ominimia …
vuol dire che anche a Roma … “il futuro ha un cuore antico” …

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