Mentre l’Italia brucia … la Protezione Civile … architetta …

Mentre l’Italia brucia … la Protezione Civile … progetta piscine, stadi e musei …
neanche nella repubblica delle banane …

Qualche giorno fa un nostro lettore, Armando Roma, che qui ringraziamo, aveva segnalato il caso “Protezione Civile – Mondiali di Nuoto” …
concludendo: “ … senza lo straccio di un concorso di progettazione … Ma come si può andare avanti così? Neanche nella repubblica delle banane!!!” …

abbiamo visitato il sito (http://www.cd.rm2009.it/) e siamo rimasti annichiliti dalla qualità e dal nonsenso dei progetti messi a bando, non a caso, durante il mese di agosto (Data di pubblicazione: 09/08/2007 – Data di chiusura: 27/09/2007) dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile, Ufficio del Commissario Delegato …

del progetto per lo stadio del Tennis al Foro Italico avevamo già intravisto qualche elaborato e ne avevamo, tempo fa, segnalata la nefandezza, ma il fatto che il tutto avvenga sotto l’ombrello della Protezione Civile aggiunge alle perplessità anche qualche grave sospetto in più …
contrabbandato per “Ristrutturazione Centrale del Tennis” il progetto prevede infatti la realizzazione di un mostruoso marchingegno tecnologico apparentemente ideato solo per far lievitare costi e ricavi etc. senza tenere in minimo conto la qualità dei sito e l’entità dei suoi vincoli storici …
un progetto criminale in una delle aree monumentali protette più delicate della città …
solo la “Protezione Civile”, cioè la Presidenza del Consiglio, in barba a qualsiasi  logica e anche al comune senso del pudore, è in grado di far passare un progetto del genere …
“Progettazione esecutiva nonché realizzazione della ristrutturazione dello Stadio Centrale del Tennis nell’ambito del progetto di riqualificazione dell’area del Foro Italico in Roma
Importo a base d’asta: €22.349.471,15 …”

poi viene il “caso” del Museo dello Sport Italiano …
cioè la “progettazione esecutiva ed esecuzione delle opere di realizzazione del Nuovo Museo dello Sport Italiano sito nel Piano di sviluppo urbanistico di Tor Vergata in Roma. … Importo a base d’asta: €19.873.633,00 …”
Uno scatolone industriale, buono per tutte le stagioni, catapultato dalle parti di Tor Vergata dove non stonerà tra le architetture del Raccordo Anulare, in mezzo a sfasciacarrozze, venditori di lampadari all’ingrosso e calatravate varie …

Completa il “pacchetto” Protezione Civile la coppia dei due Poli Natatorii in località Valco San Paolo e nel comprensorio direzionale di Pietralata, rispettivamente per “un’importo a base d’asta di €12.129.435,53 … e di €10.797.142,73 …
progetti semplicemente orrendi e insignificanti, due occasioni perdute, prima ancora di vedere la luce del sole …

Tutto questo pare quindi ideato, non si sa bene su quale premessa strategica e istituzionale, dall’Ufficio del Commissario Delegato per lo svolgimento dei Mondiali di nuoto “Roma 2009” … istituito ex. O.P.C.M. del 29 dicembre 2005 n.3489.
Il Commissario Delegato è l’ing. Angelo Balducci,
Il Soggetto Attuatore è rappresentato dall’ing. Claudio Rinaldi,
La segreteria risponde agli indirizzi:
Ufficio del Commissario Delegato
Via XX Settembre, 98g – 00187 Roma
tel. 06.4820050 – fax 06.48905669
e-mail angelo.balducci@rm2009.it

naturalmente il tutto si sposa con la nuova “città” di Calatrava, giusto oggi passata, per l’ennesima volta, al Telegiornale …

che dire? …

“Neanche nella repubblica delle banane!!!” …

P.S.
http://www.cd.rm2009.it/
è un sito fortemente raccomandato … visitatelo in massa …

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Se la casa crolla … e gli architetti guardano le stelle …

Tra le tante cose interessanti scritte da Ilvo Diamanti su “La Repubblica” di domenica scorsa a proposito del “crollo” dei mutui americani relativi a “persone a basso reddito, a cui istituti bancari, assicurativi e altre agenzie hanno concesso “credito”, per sostenere il mercato immobiliare, divenuto il principale motore del mercato finanziario, dopo la crisi della new-economy … e ha reso evidenti le conseguenze che una globalizzazione senza controlli può avere sulla vita e la sicurezza delle persone “ …

ci piace sottolineare, per quanto riguarda il nostro paese, …

“La questione, ovviamente, vale a maggior ragione per l’Italia: Dove l’importanza della casa assume un ruolo perfino iperbolico.
Idealtipico …
Tuttavia, nessun confine e nessuna barriera può fermare la globalizzazione; può tenere il mondo fuori dalla nostra casa …
Oggi le case le costruiscono solo le grandi imprese immobiliari, sostenute da istituti assicurativi e finanziari. Erigono palazzi, grandi centri residenziali, interi quartieri. A prescindere dalla domanda “effettiva”. Non a caso le nostre città sono divenute irriconoscibili. Il nostro territorio: incomprensibile. Gli immobiliaristi e i grandi costruttori, da parte loro, hanno conquistato non solo ricchezze, ma un potere inimmaginabile fino e pochi anni fa. Li trovi ovunque. Controllano i giornali. Incrociano la politica e la finanza. Il calcio. Condizionano le politiche locali: i piani regolatori e i progetti territoriali. Riempono perfino le cronache rosa. Esibiscono una visibilità sfacciata …

Oggi la crisi, che ha colpito i fondi legati ai mutui immobiliari maggiormente a rischio, marca un passo ulteriore.
Agli occhi delle persone, trasforma definitivamente la “casa” in un’entità fantasmatica. Una “attività finanziaria”, che appartiene alla categoria “subprime”. Ad alto rischio …

E’ un cortocircuito cognitivo, che trasforma un bene “rifugio” (in ogni senso) in un male oscuro, prodotto dalla globalizzazione.
Pericoloso. Perché sgretola una certezza, un’istituzione sociale. La casa come garanzia per il reddito, ma anche per la condizione personale e familiare. Ma soprattutto, la casa come riferimento della stabilità e dell’integrazione sociale. Rischia di crollare.”

E gli “architetti” … che fanno?

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“Roma deve imparare a vivere …”

Riceviamo da Giancarlo Puppo questa nota “riguardo alle dichiarazioni dell’Arch. Richard Meier sul Corriere della Sera, in data 15 di Agosto 2007” che condividiamo, parola per parola … e che dimostra come la critica internazionale, sull’argomento, sia tutt’altro che disattenta …
gli stessi recenti articoli del New York Times “in difesa di Roma” la dicono lunga sulla questione …

“Ammirevoli le parole di Meier: “Roma deve imparare a vivere nel XXI secolo” e gli siamo tanto grati: finalmente c’è qualcuno che ci illumina e ci insegna come dovremmo vivere a Roma. Siamo assolutamente d’accordo con lui, anche perché se si vivesse a Roma nel secolo XXI, lui non avrebbe avuto la libertà di fare quanto ha fatto. Per esempio, se si tentasse nel suo paese, in un sito storico come Keet-Seel o Betatakin, (città precolombiane nell’Arizona) di fare quello che ha fatto a Roma, sarebbe cancellato dall’albo degli architetti, poi eventualmente querelato se insistesse… Lo scandalo dell’Ara Pacis è diventato internazionale dal momento che il New York Times, nell’editoriale del 25 Settembre 2006, critica in modo assai competente e severo non soltanto questo progetto, ma anche suoi altri. Negli Stati Uniti, chiaramente molti non gradiscono il progetto di Meier. L’assennata, dettagliata critica merita la lettura, specialmente di Meier. È un’analisi che smaschera accuratamente la sua insensibilità e cecità urbana. Questa indifferenza è palese quando nel Corriere parla esclusivamente dell’interno dell’Ara Pacis, e lo giustifica come se fosse un ambito astratto in un sito dello spazio siderale. Dimenticando però, che l’edificio è prepotentemente inserito in una particolarissima città. Il ruolo del Comune di Roma è stato dissennato. La priorità assoluta era riassettare il grande monumento preesistente, il Mausoleo di Augusto, tenendo conto che L’Ara non era in origine lì e dunque poteva essere ubicata ovunque nel grande spazio. Questo avrebbe, per cominciare, aperto la piazza al Tevere, negato già tante volte. Roma è una città silenziosa, ha bisogno di mistero, non di “inondazioni di luce”, specialmente per un monumento romano associato ad un mausoleo. La responsabilità comunque non è soltanto di Meier, ma tanta del comune di Roma per gli spazi smisurati e le scelte insensate. Un buon comune sa le sue necessità o sa riconoscerle. Un buon professionista, sa segnalarle, opporsi agli spazi sproporzionati ed alle necessità inesistenti: accessi immensi, un teatro, una libreria, come se a Roma mancassero servizi, o fosse stato il solo posto per metterli. Un piccolo involucro sarebbe stato più adeguato per il monumento, anziché lasciarlo perduto in uno spazio abbagliante, senza raccoglimento. Neppure in sé stesso l’edificio è corretto. Grandi superfici vetrate mal orientate e mal protette sembrano un esercizio da principiante; è imbarazzante far notare che i frangisole ad Est ed Ovest vanno istallati verticali, non fissi né orizzontali, che così debbono essere soltanto verso Sud. I costruttori romani già lo sapevano, e così li fecero a Pompei ed Ercolano. Un muro esterno, per ultimo, vieta visibilità a San Rocco e San Girolamo dei Croati le cui facciate restano segate, mentre il Mausoleo, situato a livello inferiore, sembra un luogo di discarica. Il ruolo del Comune continua ad essere dissennato, quando auspica la convivenza dell’Ara Pacis con la superficialità della moda in una mostra che offende il monumento illustre, simbolico oggi più che mai, alla Pace. “Roma deve imparare”, è anche vero, ma non certamente da un architetto che nella sua arroganza crede che può fare quello che non si permisero né il Buonarroti, o il Bramante né il Borromini. Sarebbe bene che imparasse anche lui dai colleghi che, stranieri come lui, vennero a Roma per arricchirla: per esempio Apollodoro o Borromini. Certo, quelli non avevano avuto il Premio Pritzker.”

Giancarlo Puppo , 2-IX-07

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Finalmente … qualcuno s’incazza …

Ricevo e vi rigiro a stretto giro … ( chè, magari, l’estiva invettiva riguarda anche qualcuno di voi … )

“Complimenti lei e’ un grandissimo architetto e un grandissimo critico, un genio illuminato!
basta leggere i suoi brillanti commenti le sue critiche intelligienti, brillanti (esempio zaha hadid a Cagliari). Invece guardi la fuori, pessimi architetti, curatori ignoranti e corrotti, redattori di riviste e giornali idem. La ringrazio di illuminarci con la sua sapienza, sensibilita’ e perche’ no con il dictat del gusto di Giorgio Muratore che essendo un genio non puo’ sbagliare!
Mi dia retta vada a giocare a boccie o a pescare su qualche fiume, ma la smetta di scrivere, stronzate, dettate dalla sua insensibilita’, superficialita’, idiosincrasia (ideologica?) nei confronti della contemporaneita’, a sparare a zero su tutto e tutti, senza neanche approfondire, lo fa per farsi notare o e’ proprio cosi’ gretto?
Se non fosse per i suoi amici di sinistra che le hanno dato una laurea nel 68 con gli esami di gruppo, e che gli hanno permesso di scrivere sulla repubblica e sull’unita’ e infine le hanno dato la docenza alla sapienza lei sarebbe nulla. E invece ecco il giorgio muratore che conoscono tutti, che guarda indietro, al passato, che vorrebbe un nuovo classicismo? una nuova perversione del postmoderno? che combatte la sua battaglia contro i buchi neri dell’architettura, icone mostruose, insensate, irrispettose, autoreferenziali, senza funzionalita’, qualita’ sociali, mancanza di dettagli, qualita’ della materia e dello spazio. Per una volta nella sua vita invece di criticare il mondo provi a criticare se stesso e forse qualche dubbio le verra’.
saluti
Alessandra Sarti”

Mi sa che la signora, ancorché incazzatissima e un po’ sopra le righe, dal suo punto di vista, non abbia tutti i torti … ognuno ha la “sua” visione del mondo …
per la sua salute però, … può sempre “cambiare canale” …
comunque … grazie per la sincerità …

solo un’osservazione, per quanto riguarda i “miei” … “dubbi” …
personalmente, ne ho anche troppi …

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Grazie Warter …

Riceviamo e volentieri vi giriamo questa testimonianza “a caldo” …
che rappresenta in maniera esemplare e al di là di ogni ragionevole dubbio il disagio dei “cittadini romani” … “normali” e fuori da ogni pre-giudizio ideologico …

è il disagio di tutti coloro che vedono la loro città (e sicuramente non si tratta solo di un fenomeno estivo capitolino) massacrata, giorno per giorno, proprio da coloro che si riempono la bocca di paroloni e di fregnacce tipo “valorizzazione”, “partecipazione”, “salvaguardia”, “messa a norma”, “modernizzazione”, “riqualificazione”, “armonizzazione”, “globalizzazione”, … e chi più ne ha, più ne metta …

ci scrive Manuela Marchesi:

“vivo nel Tridente, e negli ultimi pochi anni ho assistito allo sfascio della zona, trasformata ad uso e consumo del turismo, del commercio del lusso “made in Italy” e della ristorazione, facendo passare l’operazione come “riqualificazione”…
Tremo al pensiero di ciò che succederà all’Augusteo, lasciato adesso all’abbandono aspettando i temibili lavori.
Penso al Parcheggio del Pincio e alle ripercussioni che le opere di foratura e movimento terra potranno quasi certamente avere sulla struttura di Santa Maria del Popolo, con tutti i capolavori affrescati che contiene, ché entrarci è entrare dentro la Storia dell’Arte …
Senza contare che poi si fanno finte operazioni culturali come il fintissimo Museo Canova al Babuino, dove Canova ci passò forse a chiedere un pò di creta ai Tadolini, antica dinastia di scultori, la cui ultima discendente lasciò i locali nei primi anni ‘90. Nel 1994 lo studio della famiglia Tadolini entrò sotto l’egida del FAI che lo rese visibile al pubblico, insieme allo studio degli arazzisti Eroli sempre sul Babuino, all’altro lato della chiesa greca di s. Anastasio. Due luoghi magici (brutto aggettivo ma ci sta a proposito) che ora sono il primo un finto museo con un vero caffè che invade il marciapiede fatto allargare per la bisogna, e l’altro una galleria antiquaria (?) della quale mi rifiuto di osservare le vetrine per quanto è pacchiana.
Tornando all’Ara Pacis, è brutta, è accecante, è un’operazione commerciale mirata a una cultura superficialmente internazionale e, per chiudere con un quasi pettegolezzo, la Fontana necessita di continui pulizie della parete dove scorre il velo d’acqua, perché il travertino sbozzato diventa nero di ruggine alla velocità della luce.
Un ultimo consiglio: SE PIOVE, NON PASSATE PER IL PEDONALE OPPOSTO ALLA FACCIATA, QUELLO CHE DA’ VERSO IL LICEO ARTISTICO: SI SCIVOLA MALEDETTAMENTE!!!
Mi scuso per lo sfogo, ma questa ne è solo una parte

Manu”

Ringraziamo quindi per lo “sfogo” …
restiamo in attesa … della puntata successiva …
e … attenti … quando piove …

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La “scoperta” dell’ascensore … e il “risveglio” del Consiglio Superiore …

È passato circa un anno da quando, per la prima volta, denunciammo, nel disinteresse più assoluto, il “caso” dell’ascensore al Vittoriano …
Caso emblematico di una più generale politica di “messa a reddito” del patrimonio monumentale antico e moderno che trova, solo per restare in ambito romano, tanti altri esempi “eccellenti” come la tamponatura del piano nobile del Colosseo (con relativo ascensore e libreria), la chiusura metacrilica dei Mercati Traianei (con relativa climatizzazione e messa “a norma”, anche antisismica, del nuovo museo), le avventate “chiusure” della Domus Aurea, la distruzione della Villa di Agrippina (per far posto alle rampe accessorie del Parcheggio giubilare), le più volte sottolineate incongruenze augustee (fino alla vetrinizzazione stile Rinascente dell’Ara Meier nell’Era Walentino), le colonne “didattiche” in resina al tempio di Venere (con annessa statuona sintetica modello fontanina Cesar Palace), fino all’analogo disprezzo per i Monumenti Moderni culminante nelle demenziali proposte di intervento al Foro Italico, oppure negli offensivi e sedicenti “restauri” della Gil di Trastevere, nella “valorizzazione” dell’Eur, nella demolizione del Velodromo, etc. etc. …
Ci fa quindi piacere sapere, oggi, che il Consiglio Superiore dei Beni Culturali sia stato, finalmente, investito della questione Ascensore della Patria …
Era ora …
Ma che cosa ha fatto quest’organo supremo fino ad oggi?
Come ha svolto i suoi compiti di controllo, di salvaguardia e soprattutto di “vigilanza”?
Si è dovuto addirittura “costruire” e inaugurare con tutte le fanfare un mostro nel cuore di Roma perché qualcuno, alla buon’ora, si accorgesse di tale puttanata … peraltro realizzata, sotto gli occhi di tutti, da quello stesso Ministero dal quale ora si dovrebbe pretendere l’urgente “demolizione” …
Che paese è mai questo? Che cosa fanno i soprintendenti?
Sanno leggere i progetti? Oppure per esprimere un giudizio si aspetta il fatto compiuto e che la la gente s’incazzi in massa … quando evidentemente le cose sono diventate per più versi … irreversibili?
Chi paga tutto questo?
La vicenda dell’ascensore diventa quindi emblematica di uno stato dell’arte insostenibile, paradossale, ché se non fosse tragico … risulterebbe sicuramente ridicolo …
Veniamo così a sapere dal sito “Patrimonio SOS – in difesa dei beni culturali e ambientali” sotto il titolo “Salviamo il Vittoriano dallo scempio, la gente si arrabbia e si mobilita” a firma di Gianfranco Cerasoli che:
“Il Presidente Napolitano all’inaugurazione ha detto che si tratta di «un´innovazione che apprezzo moltissimo» mentre il ministro Rutelli ha rivelato che tale innovazione nel 2002 la volle Carlo Azeglio Ciampi durante il suo settennato al Quirinale …
Gli ascensori sono stati progettati dall´architetto Paolo Rocchi e sono costati 1.155mila euro, la struttura in acciaio e cristallo è semicilindrica: ripete la curva dell´emiciclo. La linea è arrotondata e la forma leggera, separata dal monumento.
Insomma sembrerebbe una innovazione gradita a tutti.
Così non è poiché da giorni sta montando la rabbia dei cittadini romani la cui espressione più ricorrente è “uno scempio realizzato su un monumento, su un pezzo di storia di Roma” e dei tanti turisti stranieri man mano che si rendono conto che quella struttura di cristallo non ha niente a che vedere con il cantiere che avvolge e copre tutto il Vittoriano poiché l’impatto sul monumento è devastante.
Se si guarda da piazza Venezia non si nota più di tanto ma man mano che ci si allonta per via del Corso e si arriva sino a piazza del Popolo c’è da chiedersi chi abbia potuto mai approvare una simile bruttura.
… Le cronache Ministeriali ci dicono che esisteva un altro progetto redatto dall’ex Direttore Regionale del Lazio, attualmente con lo stesso incarico in Puglia Ruggero Martines che prevedeva l’utilizzo di ascensori all’interno delle due torri senza che questi arrivassero sulla terrazza.
Quel progetto allo stato preliminare è stato accantonato e tramite un appalto concorso si è realizzato il progetto che viene aborrito da tutti gli architetti.
La scelta del progetto è stata fatta da una commissione composta da Antonio Giovannucci Direttore Regionale della Basilicata, Giovanni Belardi Architetto della Soprintendenza di Roma e Corrado Bozzoni docente universitario, il Direttore dei lavori è l’architetto Federica Galloni attuale Soprintendente di Roma (una delle nomine più contestate a Rutelli) mentre il responsabile del procedimento è l’attuale Direttore Regionale del Lazio Luciano Marchetti che ha validato e autorizzato il lavoro della commissione.
Certo viene da chiedersi come è possibile che tecnici del Ministero abbiano potuto dare il proprio assenso a tale orripilante struttura e oggi appare oggettivamente debole la posizione dello stesso Ministro Rutelli e del Direttore Marchetti che sostengono la tesi della «Reversibilità totale», per parare, le polemiche circa l´impatto.” …

Che dire? Sembra una cronaca dal paese dei …
Oggi anche “Il Corriere della Sera” pare “scoprire” l’ascensore …
e la rivista “Roma Capitale” lancia pure una sottoscrizione …
mentre “People Magazine, the way of living” riporta una dichiarazione in proposito dell’ineffabile progettista secondo la quale:
“gli architetti devono avere la possibilità di lasciare un segno dell’architettura contemporanea nella città storica a condizione che abbiano le qualità per saperlo fare nel modo corretto …”
parole sante, ma anche piuttosto inquietanti … soprattutto, dato il pulpito dal quale proviene … visto che lo stesso progettista, … siede, … praticamente da sempre, … nel Consiglio Superiore dei Beni Culturali …

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Festa tarocca … “pazza idea” … per l’acqua a Roma …

Le agenzie di stampa, in questi tempi di calura, sono intasate da comunicati del genere:
“Imbottigliare e vendere l’ottima acqua di Roma? “Lo so che è proibito, ma sarebbe una grande idea“. Così il sindaco della capitale, scherzando in Campidoglio con l’ad di Acea Andrea Mangoni… “So che Acea vuole imbottigliare l’acqua di Roma“, ha detto Veltroni sorridendo a Mangoni che, prontamente, ha negato: “Non è vero, non si può, è illegale“. “Ma sarebbe una grande idea“, ha quindi concluso il sindaco.” …

questo quindi anche il “tono” dell’iniziativa intitolata “Luce, acqua e fuoco danzano insieme” … festa sull’energia promossa da Acea e AceaElecrabel e dedicata alla città di Roma che si è svolta a piazza del Popolo sabato scorso …
“evento di autopromozione”, al quale il Comune di Roma partecipa in virtù della consistente quota di azioni che detiene.
“Acea, partecipata del Campidoglio al 51%, si trova, in seguito alle ultime liberalizzazioni, a competere anche nella capitale (dove vende la metà della propria produzione: 8 mld di kilowatt/ora l’anno) con le altre aziende che forniscono energia …
“Dal primo luglio – ha infatti spiegato il presidente di Acea Fabiano Fabiani – la vendita dell’elettricità è libera e siamo in competizione con altre aziende. L’Acea vive per i romani, nacque 98 anni fa per offrire elettricità ai romani a minor costo. La sua storia si è sempre intrecciata con quella di Roma: volevamo festeggiare questo momento molto impegnativo con una festa nella città“.
Più di 150 mila cartoline saranno distribuite ai romani in tutta la città per pubblicizzare l’evento, insieme a una campagna stampa che interesserà quotidiani e radio. Costo dell’iniziativa per Acea 500 mila euro.
“Mi fa molto piacere che Roma e Acea si incontrino” – ha detto il sindaco Walter Veltroni …”
Papi e Imperatori … non avevamo mai pensato così in grande …
Che la “festa” cominci … palloni gonfiati, saltimbanchi, pagliacci, acrobati, nani e ballerine … prima dello stupro del megaparcheggio del Pincio … in fondo, gli obelischi, le cupole, la Storia, Napoleone, Valadier … solo una scenografia …
per i fasti a venire …
pare che per i prossimi giorni sia prevista anche una “Festa dell’Aria (fritta)” … per l’occasione saranno distribuiti milioni di palloncini … griffati … con l’immagine del santo volto … gonfiati … con l’autentico smog capitolino … ma la terribile Rosy, ha già in programma un sit-in di protesta …

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Vittorini … Zevi … e i “furbetti” del cantierino …

Riceviamo da Pasquale Cerullo questo “commento” che condividiamo talmente da appropriarcene e farlo “nostro” …

“Ed infine il trait d’union tra politica architettura potere letteratura e visione critica di Vittorini. Ce lo dà l’insuperato e insuperabile Bruno Zevi. Tratto da uno degli editoriali del 1958. Vittorini aveva raccolto in un volume alcuni suoi scritti autobiografici – “Diario in pubblico” – strutturato, come ricordava Zevi nello stesso editoriale, in quattro parti: La ragione letteraria (1929-36), La ragione antifascista (1937-45), La ragione culturale (1945-47), La ragione civile (dal 1948).
– (…) Dice Vittorini in uno degli scritti conclusivi: “L’intellettuale è stato insieme, per via dei compiti e delle aspirazioni coi quali ha avuto a che fare attraverso i tempi, il principale sostegno della tirannide e il suo intrepido nemico. Considerandosi portatore di una verità assoluta egli ha avuto la fregola di tener bordone al potere con la speranza di indurlo ad attuare in tutto o in parte l’ordine che ha via via concepito come ideale, come ‘razionale’ ” .
(…) Per la natura della loro professione così dipendente dallo Stato, dai comuni e dagli enti, dalle classi dirigenti e dai partiti, gli architetti sono facilmente indotti a divenire “consiglieri dei tiranni”. I più “furbi” collaborano a sabotare la pianificazione urbanistica, rafforzano lo strapotere delle società immobiliari, affiancano uomini politici corrotti ed organi burocratici retrivi. Cessano così di essere intellettuali, sono scontenti e non costruttivamente inquieti, prima o poi fatalmente non producono più un’architettura valida, anche se controllano un ampio settore dell’attività edilizia; perché nella storia non si torna indietro e dalla “ragione civile” non si passa alla “ragione letteraria”, al mestiere fine a se stesso, senza un tradimento che può essere a tutti celato meno che alla propria coscienza.
I “furbi”, di sinistra quanto di destra, sono tornati ad essere numerosi in quest’ultimi anni, favoriti, nella loro vocazione di servire i tiranni, da un clima di restaurazione culminante nella formula del “compromesso storico”. Tuttavia non sono pericolosi: contro l’opportunismo lotterà sempre una salda minoranza di intellettuali, la stessa che rifiutò di disegnare archi e colonne al tempo della “ragione letteraria”, che combatté la dittatura nell’epoca della “ragione fascista”, e il commercialismo nella fase della “ragione culturale”; per essa, come nel passato, l’Italia continuerà a partecipare al processo dell’Europa moderna. Ma la maggioranza dei professionisti subirà la prepotenza dei furbi, o sosterrà l’azione degli intellettuali? Questo quesito ipoteca il futuro dell’architettura italiana. Si tratta di decidere se vogliamo andare avanti o indietro, se accettiamo di vegetare nella paura dei potenti, in uno Stato paternalistico e mediocre, o abbiamo ancora fiducia nell’iniziativa della cultura. In questo senso, il problema dell’architettura, nell’ora della sua “ragione civile”, coincide con le prospettive del paese. –

ps: Il grassetto è mio. Ma le virgolette dei “furbi” sono tutte di B.Z.”

grazie Pasquale …

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L’espresso … Vittorio Gregotti … e la Tredicesima Mummia …

Vittorio Gregotti e/è la Tredicesima Mummia? …
sull’ultimo numero de L’Espresso, nella pagina di presentazione dei prossimi allegati settimanali… si legge un curioso accostamento tra il “protagonista” del tredicesimo volume della collana dedicata alle archistar … e il titolo del prossimo tomo della collezione “storica” di Tex … “Vittorio Gregotti” e la “Tredicesima Mummia” …
comunque la si voglia leggere … la pagina resta parlante …
e visto il “tono” della collana consacrata agli architetti, … (un vero e proprio Pantheon del logo comune) … l’accostamento sarebbe anche appropriato …
che ci sia stato lo zampino del critico ufficiale dell’Espresso? …

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Il “Rinascimento” della politica …

Le primarie di Pio II°? … no … de pijo tutto Io …
Michele Meta capogruppo DS alla Regione Lazio … evidentemente ancora sotto gli effetti dello stress intellettuale e dei fumi del Walentino Day … secondo il TG3 del 16.7.07 pare abbia sentenziato nientepopodimenochè:
“Walter Veltroni sta al nuovo Partito Democratico … come Rossellino sta al Rinascimento …”
perbacco …
parole meditate e assolute che meriterebbero almeno una lapide in poliestere ai Fori …
Sarebbe a dire la Pienza di Pio II° … come la Roma de Warter I° …
Ma? … sarà? … il caldo … forse … siamo ai 40 gradi …
forse intendeva … dai Piccolomini di ieri … ai … piccoli omini de’ domani?
un vero cripto-siluro balneare, quindi … o un’architettonica stornellata sotto la luna al Colosseo?

Lo stesso giorno poi, editoriale di autocandidatura alle primarie di Furio Colombo sull’Unità e qualche pagina più in là … grande intervista a Burdett …
la riconquista del potere da parte dei kennediani doc si fa, evidentemente, anche attraverso le nuove ubbìe bancario-metropolitane del Cities Programme L.S.E. e dell’Urban Age Deutsche Bank … modello Biennale …
dopo tanta America, Olivetti, Agnelli e Unità … anche un Ricky ben ci stà …
non dimentichiamoci che l’ultimo libro bilingue di Colombo era profeticamente intitolato: “La città è altrove” …
forse anche la politica … non sta proprio da queste parti …

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