“Modello Salerno” … “famolo strano” …

Titola “Il Denaro” del 14.3: “Termovalorizzatore, c’è il sì di Frank Gehry” …

“Sarà Frank Owen Goldenberg, meglio conosciuto col cognome Gehry, a curare la progettazione architettonica del termovalorizzatore di Salerno. Il professionista canade se ha accettato l’incarico dopo aver riceuto la visita del sindaco De Luca presso il suo studio di Los Angeles, negli Stati Uniti d’America. Resta ancora da definire la questione relativa ai tempi di realizzazione del progetto, che devono necessariamente coincidere con quelli previsti per la costruzione dell’impianto.”

E Enzo Senatore, autore dell’articolo, così, tra l’altro, continua:

“Per il momento c’è solo un accordo verbale anche se è possibile dire che il percorso più difficile della mission statunitense è stato compiuto. Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, è riuscito nell’intento di assicurarsi la collaborazione del principale esponente dell’architettura moderna …
Nel corso della prossima settimana comincerà il lavoro di messa a punto, propedeutico rispetto alla fase operativa …
Nulla si sa, al momento, circa i costi relativi alla parcella che sarà necessario corrispondere a Gehry. Di sicuro l’amministrazione salernitana dovrà prepararsi ad un cospicuo investimento.
“Gehry”, ha commentato De Luca dopo l’incontro che ha sancito l’accordo, “mi è sembrato molto interessato alla realizzazione dell’opera …
La firma di Gehry suggellerà il modello Salerno e consentirà alla regione Campania un sicuro rilancio d’immagine in campo internazionale”.
Secondo qualche autorevole indiscrezione Frank Gehry sarebbe anche molto stuzzicato dall’idea di potersi confrontare con colleghi come David Chipperfield, che ha progettato la nuova cittadella giudiziaria, e Zaha Hadid, l’irachena che curerà l’impianto architettonico della stazione marittima.
“Credo”, ha spiegato De Luca riprendendo un concetto sul quale spesso ha insistito, “che l’opera di Gehry in futuro potrà addirittura essere oggetto di elevato interesse turistico.
In attesa del via ufficiale l’architetto canadese ha già avviato la fase preliminare della progettazione
, che sarà completata quando tutti i dati richiesti gli saranno messi a disposizione.”

A’ Frank … facce ‘no schizzo …

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Una direzione culturale … anche leggera …

Una direzione culturale … anche leggera … che non significa affatto l’effimero, ma semplicemente … buona politica …

Emanuele Stella rispondendo a Luca Diffuse ci invia questo commento:
“luca diffuse guarda roma con un approccio poetico senza compromessi. a questo tipo di tristezza letteraria io ne aggiungo una di più basso livello, scusatemi, ma quello dove metteranno su le baracche del nuovo mercato era il campo – oltre che delle passeggiate di Useppe – in cui è nata l’a.s. roma. la magica insomma.
poi altra considerazione amministrativa.
tu hai un quartiere che nel bene e nel male raccoglie la metà dei locali della città ed invece che incrementare questa movida (a madrid con due baretti e mezzo film se la sono rivenduta almeno per 15 anni ’sta storia) la muri con un mercato rionale. che senso ha?
perchè invece non dare una direzione culturale magari anche leggera a tutto questo movimento spontaneo, aumentarne la qualità e rivenderselo in tutto il mondo per i prossimi 20 anni?”

naturalmente niente è più difficile di una cosa semplice …
ma l’osceno e cleptocratico accanimento con la quale a Roma da decenni ormai si insegue perversamente l’affare grande, grosso, inutile e complicato …
quindi dannoso per tutti e lucroso per pochi… è semplicemente straordinario …
accanto alla castroneria testaccina …
basterebbe considerare le altrimenti oscene proposte per gli ex depositi Atac …
la pantagruelica abbuffata agli ex Mercati Generali …
la “simpatica” sistemazione del mercato di via Andrea Doria …
la “valorizzazione” del centro storico …
l’abominevole parcheggio del Pincio …
la impossibile “mission” archeologica della metro C …
le devastanti iniziative in zona Papareschi …
le criminali proposte per il Foro Italico …

ma l’elenco sarebbe troppo lungo e noioso …

meglio farsi una passeggiata …
ché, in fondo, anche l’orrido ha il suo fascino …

certo però … “una direzione culturale … anche leggera” …
non guasterebbe proprio … anche nel regno del RiCiccio …

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Se l’Europa piange … l’America non ride …

Patrizia Montuori ci segnala in: http://www.mission66.com/cyclorama/history/index.html
la petizione lanciata (per la seconda volta) per tentare di salvare dalla demolizione il Cyclorama Building di Richard Neutra a Gettysburg …

grazie Patrizia

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Roma … la Casa dello Sfascio …

Riceviamo da Luca Diffuse, animatore delle leggerezze … neoventuriniane? … di also available architecture (cfr: http://www.alsoavailable.net ) questo testo che volentieri vi giriamo …

mentre si distrugge Roma … ancora una volta …
e il “caso” Testaccio … ne è solo l’indizio … non certo l’inizio …

“Caro professore,
si annuncia il nuovo mercato di testaccio. Già i rendering cafoni fanno immaginare gallerie, carterini, scossaline, placche, plafoniere e bollettonati, trasferendo così il luogo delle camminate dei personaggi della Morante in un limbo scialbo da sottopassaggio della metropolitana.

Se oltre Useppe e Bella occorresse un libro di Moccia per aggiornare la monumentalità di un luogo, gli si chieda di mettersi a scrivere.

Pare proprio che a Roma non possa più esssere estate come fu nel 1953. Con PPP che usava le 4 ore di treno quotidiane da Ponte Mammolo a Ciampino correggeva le Ceneri di Gramsci e la sera scriveva agli amici…

In giugno: “eppure in questo momento in cui ti scrivo, non so perchè sono allegro. domani è domenica, andrò a ostia, mia madre di là mi sta preparando il mangiare, la finestra alle mie spalle è aperta sulla caldissima e antichissima notte di rebibbia, e tutte le radio degli appuntati dei carabinieri strepitano con accenti atrocemente e dolcemente nostalgici. quando della vita si è consumato tutto, resta ancora tutto”.

e qualche settimana dopo. “tu sapessi cosa è roma! tutta vizio e sole, croste e luce: un popolo invasato dalla gioia di vivere, dall’esibizionismo e dalla sensualità contagiosi, che riempie le periferie… sono perduto qui in mezzo, ed è difficile per me e per gli altri ritrovarmi”.

e nelle stesse settimane – ad un opposto culturale – ma condividendo un sogno di concretezza, luminosità e spontaneità mediterranea, LM parlava della prima delle sue case al mare:

“vi è come una memoria della zisa di palermo e delle case egee. tutta la casa è come immersa in una atmosfera di sogno. la superficie di tutte le sue pareti è scabra come incastrata da secoli in un mare strano e luminoso. vibra in ogni suo punto e quasi trema nell’aria” …

Luca Diffuse

P.S.
e che dire del non altrimenti tormentato percorso archeologico della metro C?
quando?, … ma soprattutto … chi? fermerà o firmerà lo sfascio definitivo?

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Luigi e Venturino …

Moretti e Ventura a confronto …

chi l’avrebbe mai detto? …

eppure …

due mondi … due culture … stessa “scuola” …

ma … uno era assistente di Fasolo … l’altro di Morpurgo …

comunque …

tutti figli di Valle Giulia …

P.S.
speriamo che Peter nun se n’accorga …
sinnò … sai che casino …
ché già nun ce chiappa quasi pe’ gnente …

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Attorno al ‘68 … Voyage en Icarie …

CABET ICARIE

da webspace/Utopia e wikipedia/Cabet … passim …

“Étienne Cabet pubblica nel 1840, dopo essere tornato in Francia dall’esilio inglese, Voyage en Icarie, un romanzo utopico ispirato all’Utopia di Tommaso Moro …
Nel libro si contrappone al sistema capitalistico un sistema di stampo socialistico-comunistico, dove è chiara l’influenza del comunismo egualitario di Babeuf e Buonarroti e della tradizione illuministica del Settecento francese sul pensiero di Cabet …
La dottrina si sarebbe dovuta diffondere pacificamente, per via dell’evoluzione: pur essendo classista, Cabet rifiutava infatti l’idea di una rivoluzione per attuare il movimento che proprio con lui, cominciò a chiamarsi comunista …
Accanto al piano di riforma sociale è ampiamente descritta … la città in cui questa dovrebbe trovare attuazione …
Al paese … viene dato il nome di Icaria, ed alla sua capitale quello di Icara …
Essa è di forma circolare, attraversata nel mezzo da un fiume rettilineo, che sdoppiandosi dà vita a sua volta ad un isola rotonda; le strade a scacchiera sono attraversate da due anelli circolari di boulevards.
I negozi sono sostituiti dai magazzini e dagli ateliers statali, previsti nella nuova società; i cimiteri, gli ospedali e le officine sono fuori dalla città, immersi nel verde. Nella circolazione si presta particolare attenzione all’incolumità dei pedoni: essi potranno percorrere appositi passaggi coperti, mentre le vetture dovranno circolare all’interno di apposite rotaie, da cui non potranno uscire. Le abitazioni sono standard, ai vari piani corrispondono precise funzioni …
La città comprende sessanta quartieri, ciascuno dei quali prenderà il nome da una delle principali sessanta nazioni e ne riprodurrà i caratteri architettonici. Cabet illustra il suo programma politico nel periodico Le Populaire, e raccoglie un dicreto numero di seguaci; inoltre il successo del suo libro tra gli intellettuali, e fra una parte dei lavoratori francesi lo spinge, su proposta di Owen, a tentare personalmente la fondazione di una colonia in America …”

…

“Il Viaggio in Icaria, … fu fatto circolare in edizione clandestina nel 1840. Nel 1842 l’opera fu pubblicata ufficialmente ed ebbe subito successo, tanto che ne furono stampate cinque edizioni e fu tradotta in diverse lingue. Il “romanzo filosofico”, come Cabet stesso definì il suo lavoro, lo distinse da Babeuf e dagli altri rivoluzionari procurandogli fama e benevolenza in quanto “apostolo del comunismo egualitario e pacifico”. La “comunità dei beni e degli spiriti” avrebbe dovuto realizzarsi attraverso la pace sociale e soprattutto la convinzione degli altri ottenuta attraverso l’esempio pratico. Icaria, compagine umana comunista e quindi senza proprietà e differenze sociali, doveva attrarre come un potere magnetico elementi da tutte le classi con la sola forza dell’esempio, fornito da struttura e organizzazione …
La nuova società comunista si sarebbe elevata su quella vecchia, capitalista, senza tormenti rivoluzionari e senza violenza passando attraverso un periodo di transizione. Questo periodo avrebbe comportato la realizzazione della vera democrazia sotto la guida di una dittatura in grado di ottenere la piena fiducia del popolo. La comunità icariana reale, dunque, e non la teoria politica, avrebbe portato nel mondo l’antica libertà, eguaglianza e fraternità propugnate dalla Rivoluzione Francese ma tradite in seguito. L’assenza della proprietà e la comunità dei beni avrebbero avuto come conseguenza la necessità del lavoro comune, grande fonte di educazione collettiva. Non ci sarebbe stato bisogno di eliminare matrimonio e famiglia, religione e politica, in quanto il progresso sociale avrebbe armonizzato il tutto e anzi, anche queste categorie sarebbero state fonte di ulteriore progresso …”

Come dicevamo? …
“… d’altronde Icaro passeggia ancora, incauto, sull’ombra mobile di Valle Giulia … Qualcuno, avrà sempre vent’anni …”

qualcun’altro … s’è sperso pure in Arcadia …

comunque: … ‘na fiction …

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Sulla Croisette … la Vecchia Fiera … al Festival della Palazza …

(ASCA) – Cannes, 12 marzo
“Sono arrivate 12 manifestazioni di interesse per la riqualificazione degli spazi che ospitavano il polo fieristico urbano di Roma, ora trasferitosi nell’area della Nuova Fiera di Roma, nelle vicinanze dell’aeroporto di Fiumicino. Lo ha detto l’amministratore delegato di Fiera di Roma, Ottavia Zanzi, che oggi, al Mipim, la fiera internazionale dell’immobiliare, ha presentato il progetto di valorizzazione e riqualificazione del polo fieristico …
Le 12 cordate che hanno inviato manifestazione di interesse sono state tutte ritenute idonee a partecipare alla gara e sono: Vianini Lavori e Roma Ovest; Multicorporation Bv; Seci Spa; Consorzio G Aktor; Babcock & Brown PropertySrl con Ing Re Development International Bv; CoGeSan Spa con Fimit Sgr, ImmCo Spa, Immobiliare Lombarda Spa e Sansedoni Spa; Salini Costruzioni Spa; M/s Zoom Developers Pvt Ltd con Shane Baghai of Companies; Beni Stabili Spa con parsitalia Srl, Hines Italia Srl, Italiana Costruzioni Spa e Impreme Spa; Milano ’90 Srl con Fingen Spa e Forum Quattro Srl e la cordata composta da Astrim Spa, Serfin Srl, Sorgente Sgr, Costruttori romani riuniti grandi opere, Isveur Spa, Aquilina Srl, Cronos Srl, Ingg Ettore e Guido di Veroli, Dicos Spa, Dalma Costruzioni 2006 Srl, Iniziative Immobiliari Provera e Carrassi Spa, Saiseb Spa, Sette Costruzioni Spa, Stile Costruzioni Edili Spa, Ircos Spa, Monaco Spa e Saicos Srl.
La gara prevede l’invio ai partecipanti di una lettera di procedura dopo la quale verranno inviate le offerte voncolanti, dopo le quali si arrivera’ a una short list con l’assegnazione della gara al termine della valutazione dell’offerta piu’ vantaggiosa …”

più vantaggiosa … per chi? …

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Biennale … ci serve un’architettura …

(AGI) – Venezia, 11 mar.  Ci serve un’architettura che interroghi la realta “Questa e’ la sfida dell’11. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia – ha detto Betsky -: raccogliere e incoraggiare la sperimentazione, quella delle strutture effimere, delle visioni di altri mondi o di prove tangibili di un mondo migliore. Questa Biennale non vuole presentare progetti esistenti o in via di realizzazione e non vuole nemmeno proporre soluzioni teoriche e astratte alle istanze sociali, ma intende vedere se l’architettura, sperimentando nella e sulla realta’, puo’ offrire forme concrete e immagini seduttive. L’uso di nuove tecnologie si puo’ considerare anch’esso sperimentazione, come del resto le tecniche sviluppate al di fuori del mondo che solitamente pensiamo come architettura: l’arte visiva e performativa, il cinema, il disegno del paesaggio e degli interni. Nella pratica, la tecnica del collage e dell’assemblaggio, il riuso e la ricostruzione, la decostruzione e la deformazione, l’effimero della forma e l’immaginario utopico o distopico, la proposizione del brutto, dell’informe, di cio’ che non e’ deciso ne’ definito, tutte queste sono possibilita’. In realta’ c’e’ una storia segreta dell’architettura, distinta dal susseguirsi degli stili e dai capricci della perfezione tecnologica, che ha usato proprio questi elementi per concepire un’altra architettura: e’ in questa tradizione che si pone l’11. Mostra”.

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Venturino … o … della leggerezza …

VENTURINO

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Ancora monnezza per Gehry …

Salerno … città-martire dell’architettura contemporanea …

Che il lavoro di Frank Gehry avesse, e non da oggi, una sedimentata consuetudine con la monnezza non è certo una novità, …
ma che i salernitani si dovessero sorbire anche questa ultima trovata dei loro amministratori è notizia che aggiunge mestizia al già lugubre paesaggio mentale che negli ultimi tempi attanaglia la Campania …

ringraziamo perciò Pasquale Cerullo che ci segnala, tra l’altro, a proposito del nuovo Termovalorizzatore di Salerno:
“… oggi il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca è a Los Angeles per avere un incontro diretto nientepopodimenoche con Frank Owen Gehry. È accompagnato da un ingegnere, Domenico Barletta e un geometra, Alberto Di Lorenzo, tecnici sicuramente di supporto per il ‘preparato’ amministratore. Motivo della visita, discutere sulla proposta di progettare il famigerato termovalorizzatore di Salerno, da farsi in una piana desolata della provincia che, a detta del ‘lungimirante’ sindaco, dopo la realizzazione di cotanta opera d’arte, diverrà meta di pellegrinaggio come S. Giovanni Rotondo.” …

non crediamo ai nostri occhi e, cliccando qua e là, troviamo che è questa la notizia del giorno … dai quotidiani … ai siti dell’arte … tutti ad inseguire l’eclatante … “evento” politico-cultural-igienico-mondano del creativo salernitano …

“… La Regione ha firmato … un’intesa con il Comune di Salerno stanziando settantacinque milioni di euro per la realizzazione del termovalorizzatore. L’impianto servirà sia Salerno che la provincia e sorgerà nella Piana di Sardone in cui cantieri potrebbero essere inaugurati il prossimo mese di settembre. Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, si è affrettato a ribadire che il suo ufficio sorgerà nell’area del termovalorizzatore …”

“… Sulla prossima guida turistica di Salerno potrebbe esserci posto per una visita guidata al termovalorizzatore. Anche un impianto che brucia rifiuti puzzolenti può diventare infatti un’opera d’arte. E non certo d’arte «povera», considerato che a progettare il maxiforno distruggimunnezza sarà Frank Gehry, il Maradona dell’architettura moderna. Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, per i suoi cittadini pensa alla grande: «Se costruiremo un termovalorizzatore a disegnarlo sarà Gehry, lo stesso che ha realizzato il museo Guggenheim di Bilbao». Costi quel che costi. Del resto i soldi ci sono …”

Bilbao … effetti collaterali … anche a Roma ne sappiamo qualche cosa …

conclude poi Cerullo nella sua lettera:
“ … Un inceneritore di munnezza, manufatto tecnico-ingegneristico, con macchinari prodotti da ditte specializzate, ha veramente bisogno di un architetto eclatante per essere ideato in un luogo desolato? Cosa diavolo è questa architettura? Spazio vissuto? un approccio ‘critico’ nel contesto? Cosa diavolo è? Monumento del nulla ad autenticare la nuova icona del 21° secolo, i rifiuti? Sicuro che qualcuno dirà che  ‘anche’ questa è architettura. Anzi… ma anche…”

probabilmente … non tanto e non solo di architettura si tratta, … ma, soprattutto, di politica … e ormai … non ci si può più meravigliare di nulla …

comunque, … la cosa, a parte la munnezza, puzza un bel po’ …

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