TANTI AUGURI PIETRO!

Oggi l’architetto e urbanista Pietro Barucci compie 100 anni: tanti auguri affettuosi dal Centro Studi Giorgio Muratore!

Condividiamo qui le parole che gli ha dedicato Franco Purini in occasione del Premio INARCH alla carriera.

UN SALUTO AMICHEVOLE

In una conferenza tenuta a Valle Giulia nel 1988, il grande teorico e critico Colin Rowe individuava due tipi di architetti, quelli dotati di talento e coloro che si affidano alle idee. In quell’occasione egli non parlò di un’alternativa a questa dualità, che credo esista, anche se in pochi casi. Uno degli esempi più significativi di questa duplicità è rappresentato dall’architettura di Pietro Barucci, nella quale il talento e le idee si uniscono nella complessità del pensiero, in un comporre sapiente e in un costruire magistrale. La sua abilità compositiva, espressa dal talento naturale trova infatti, in un preciso ordinamento concettuale, una misura equilibrata sostenuta da una chiara logica formativa. Da tutto ciò risultati architettonici rilevanti e duraturi che hanno contribuito a dare nel secondo dopoguerra, una nuova identità alla periferia romana. In effetti nella sua ormai storica avventura creativa egli ha dimostrato come sia possibile unire le capacità innovative, in lui rilevanti, a una visione analitica dei problemi da risolvere e delle risorse di cui la progettazione può e deve usufruire. In una attenta e ispirata lettura dei contesti, da quello paesaggistico e quello urbano, Pietro Barucci ha saputo ascoltare, confermare e rinnovare la voce dei luoghi. Non separando il talento dalle idee, ma fondendo queste due entità in un personale metodo, egli ha definito fin dalle prime opere una concezione unitaria, totale, organica e armonica dei molteplici aspetti dell’architettura. Va sottolineato che la relazione tra il talento e le idee è piuttosto rara come lo è anche saper interporre, come è riuscito all’autore del Laurentino 38, la minima distanza tra il piano grammaticale e quello sintattico, riuscendo così a rendere evidente e fortemente espressiva la matrice originaria di ciò che viene immaginato e reso concreto. Nel suo lavoro i “principi primi” dell’architettura, quei pochi canoni che consentono all’architettura di esistere a partire dalla sua remota nascita fino a oggi. Si tratta di alcune invarianti fondative che si confrontano incessantemente con le continue mutazioni delle condizioni culturali e produttive nelle quali il costruire si compie. In un impegno costante, e in una scrittura architettonica quanto mai riconoscibile, Pietro Barucci ha dimostrato come la contraddizione vitale e positiva tra ciò che è sempre e ciò che si modifica si manifesti sia nell’essere necessaria a se stessa l’architettura, nella quale nulla si deve aggiungere o togliere, sia nella bellezza di un edificio, che scaturisce dal magico e indicibile rapporto tra la tettonica e la forma. Come molti, anzi moltissimi architetti debbo all’amico Pietro – un grande e sincero interprete dell’architettura moderna e anche un vero maestro – una gratitudine sincera e profonda. A lui un saluto amichevole pervaso dall’ammirazione.

Franco Purini
7/11/2022

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Una risposta a TANTI AUGURI PIETRO!

  1. Claudio De Santis ha detto:

    Mi scuso, ho compiuto non compiutp. Lapsus calami…..

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