“NIENTE DA VENDERE” … EXPOLIS … ALLA BIENNALE …

Schermata 2014-06-01 a 19.29.10“ciao a tutti!
vi mando un link di cose in progress abbastanza divertenti..
un progetto che ridicolizza expo e grandi opere grandi nell’esser truffaldine, un progetto che portiamo avanti a milano da qualche anno, ma ci sono anche libri, conferenze, passeggiate, mostre, ragionamenti con niente da vendere e tutto da condividere che accompagnano una presa di posizione ultrapolitica contro la galera, i cie, e il conformismo che pure e’ una bella galera..
http://expolis2014.wordpress.com/

dal 5 sono a venezia dove spero di incontrarvi ma il 7 faccio una piccola lezione in <biennale sessions> una cosa per le facolta’, nella quale non posso fare altro che parlare bene di voi che siete tra le persone piu brillanti che ho avuto la fortuna di incontrare”

massimo

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2 risposte a “NIENTE DA VENDERE” … EXPOLIS … ALLA BIENNALE …

  1. massimo mazzone ha detto:

    “…La forma più alta di quella libertà piuttosto particolare, e cioè della libertà borghese, affine alla libertà del lavoratore salariato di vendere o non vendere la propria forza di lavoro, si presenta spesso ai poeti e agli artisti sotto l’aspetto della libertà di morire di fame. Questa libertà diventa una vera ironia in un mondo interessato unicamente al profitto”.
    (Karel Teige, Il mercato dell’arte, 1933).

    “…Soltanto essa (la borghesia) ha dimostrato quel che poteva fare l’attività umana. Essa ha creato ben altri miracoli che non le piramidi egiziane, gli acquedotti romani e le cattedrali gotiche, ha determinato ben altri spostamenti di popoli che non le migrazioni o le crociate… La borghesia ha sottomesso la campagna al dominio delle città”.
    (Friederich Engels, Karl Marx, Manifesto del partito comunista, 1848).

    caro Giorgio, questo che leggerai di seguito sotto e’ l’abstract del mio intervento, solo una piccola lezione dedicata agli studenti di Brera che si sono iscritti al programma, per lo piu’ erasmus.. Cerchero’ solo di restituire un pochino di quello che ho imparato da tutti voi.. per quanto riguarda ExPolis ed Expowhat di certo non saranno ne’ in Biennale ne’ altrove, invece credo che bisognera’ aspettare qualche secolo ancora, prima che una mostra ufficiale e internazionale diventi il luogo non della rappresentazione patinata di una fiction ma della costruzione del reale. Costruire il reale significherebbe chiudere le galere, tutte e per sempre, chiudere i CIE, liberarsi del razzismo e del colonialismo.. cose utopiche no? Ma tu sai bene cosa accade a chi mette in dubbio la bonta’ delle ara pacis di turno, cosa accade a chi critica il TAV? e cosa a chi ripudia l’expo, gli inceneritori, la protezione civile militarizzata, l’Aquila ancora a pezzi, la maddalena, un sistema ecologico antibiotico..? sappiamo che chi critica le Grandi opere pensate sul britannia e’ necessariamente un reazionario, un passatista, un terrorista, un comunista, un anarchico, un disfattista e un disertore solo perche’ rifiuta di gridare in coro:
    @££ €@$¥!!!

    un abbraccio
    massimo

    Arte e Città
    di Massimo Mazzone
    Biennale Sessions – 7 giugno 2014 ore 15.00
    Tese dei Soppalchi, Venezia

    Dopo la bella esperienza dello scorso anno in Biennale Sessions, Brera torna al progetto con un seminario su Arte e Città.
    Un seminario che mette a fuoco le strette e proficue relazioni tra Arte e Architettura, raccontando alcuni dei progetti che sono nati nelle nostre aule e hanno trovato un costruttivo riscontro in realtà italiane ed europee.
    Parleremo dunque di collaborazioni e ispirazioni giunte da molti e differenti tipi di architetti come Fuksas, Mangado, Torricelli, Cellini, Miralles, Terradas, Posani, Muratore, Lahuerta, exyzt!, On/Stalker, ma anche GLAC Caracas e la Red de Arquitecturas Colectivas, solo per citarne alcuni.
    Un focus è dedicato a cosa significhi intervenire nella città storica, confrontarsi con elementi stratificati e monumenti e allo stesso tempo perseguire un linguaggio Moderno fatto di geometrie, materiali ed ecologia sociale, sia dal punto di vista costruttivo che critico.
    In apertura ospiteremo un intervento su progetti in corso di Benedetta Tagliabue.

  2. Pingback: “LA LIBERTA’ DI MORIRE DI FAME” … | Archiwatch

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