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Una strada tetra e sbagliata. Tetra come la facciata del Maderno è sbagliata come il regime che la commissionò .
Raccontava Alberto Sordi che quando il padre lo portò la prima volta a vedere San Pietro, uscendo da un vicolo di borgo che dava sulla piazza, ricevette dal genitore uno schiaffo sul collo. In questo modo avrebbe ricordato per sempre lo stupore di quel momento. Vecchia tradizione romana, come quando i padri portavano i pargoli a vedere Mastro Titta all’opera. Nel momento culminante del finale travolgente arrivava il regolamentare scappellotto perché ricordassero che cosa capitava a chi non usava le buone maniere. Adesso noi chi dovremmo prendere a scuffiotti per l’operazione chirurgica che abbatté “casa de mamma mia”? Dice che altrimenti la gente si sarebbe fatta male alle ossa accalcandosi a piazza Scossacavali prima di arrivare sul sagrato. Forse hanno ragione. Sono diverse volte che mia moglie ed io ci dobbiamo fermare a metà dello stradone con i lampioni di marmo tanta è la folla e dobbiamo rinunciare a ricevere in piazza la benedizione dell’Angelus e la “Buona Domenica e Buon Pranzo” di papa Francesco.
Una Grande Opera.
D’altri tempi. Quando si facevano guerre, si costruivano imperi, si realizzava l’80% delle infrastrutture attuali senza indebitarsi fino ai capelli.
Pensata e costruita alla svelta…a colpi di piccone….alla fine anche utile.
Si può discutere se due piccole vie d’accesso fossero meglio di una grande; il dibattito è durato qualche secolo.
Tuttavia l’argomento sembra tratto dal reale; da ciò che era e non ipotetiche indimostrabili esigenze, dall’aria fritta..insomma, come succede oggi per l’EXPO, dove una spianata di cls dovrebbe significare, rappresentare, lo sforzo, o l’intenzione, di “nutrire il mondo”.
Cosa dovrebbe mangiare ? … Il cemento ?…il cellofan degli imballi che vi si depositano sopra ? la plastica delle seggioline ?.
Mai un evento di questi intenti s’è servito ed ha ammesso suo esatto contrario.
Quando qualcuno si parla di scarsezza di pensiero ritengo ci si riferisca esattamente a ciò: all’ l’abbandono della logica di qualsiasi proporzione ed indirizzo; al congedo definitivo dalla ragion pratica per abbandonarsi al puro volere, al puro calcolo, facendosi perdipiù schermo e riparo dei cittadini più deboli tenuti in ostaggio e sbandierati ad ogni occasione come i maggiori beneficiari .
Non è la democrazia…è la più insidiosa forma di totalitarismo.
Come sostiene Viale ci si poteva aspettare, da una classe politica “alternativa”, qualcosa di diverso da un “bisiness” qualsiasi: ma non è stato e non sarà e le peggiori manomissioni del territorio, delle città, e della cultura in generale, rischiamo di trovarcele confezionate e ammannite da chi è istituzionalmente “preposto” al progresso; dai professionisti delle riforme e dell’innovazione; senza che si levi una voce istituzionale, un eletto ( nel senso di votato …s’intende…) a sostenere il contrario.
Come tutti si adeguano.
E si adegueranno volentieri, senza rimorso, ai colpi di mano altrui poiché in ciò consiste infine la modernità: assistere allo scontro e poi adeguarsi alla volontà più forte.
Comodo: lascia le mani libere, ma è troppo poco per meritarsi un posticino nel cuore degli italiani.
Saluto
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