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Ferruccio Ferrazzi – Chiesa Superiore dell’Istituto “Don Minozzi” ad Amatrice – Pala dell’Altare Maggiore.
Me la ricordo benissimo perché durante una cerimonia in onore di Don Minozzi, per distrarmi, ho cominciato a “entrare” nel dipinto proprio perché di primo sguardo non mi era piaciuto. Ciascun gruppo di figure è un racconto significativo di guerra e rinascita, ma per me è stato principalmente uno strano viaggio nell’inconscio, dove toccavo le paure attraverso i loro simboli. E’ stato un viaggio strano, ho apprezzato la capacità dell’artista che ha dato forma a qualcosa di nascosto nelle mie fantasie, l’orrore della guerra e per la guerra (il cavallo rinchiuso nell’armatura di latta) e poi gli altri episodi come fossero tappe verso la Liberazione dal Male fino alla vicinanza con il Supremo.
E’ probabile che il mio scarso amore per Ferrazzi dipenda proprio dal fatto che mi avvia verso simboli e astrazioni peculiari della sua pittura, ma che a me inquietano non poco. in questa capacità visionaria, però, sta la sua grandezza