Mejo de gnente …

 

001Da Sergio Marzetti: …

“Stavo buttando via le riviste e i giornali d’agosto, scartando brutte e inutili fotografie e ho ritrovato la più brutta e inutile di tutte. Siamo a Ferragosto e, dopo la Messa e un caffè a via Condotti, attraversiamo, mio moglie ed io, Piazza San Silvestro. C’è una consolante temperatura di 42 gradi percepiti ma, siccome percepiremo anche i gradi sottozero del prossimo inverno, godiamoci questi. Nella Piazza non c’è praticamente nessuno. Qualche stanco turista siede sulla panchina nel lato ombroso mentre canticchio che nel “sunny side of the….square”, sull’ovato delle panchine di fronte, ci puoi friggere le uova. Una foto al volo del deserto che ci circonda verso il Palazzo delle Poste dove mia moglie aveva lavorato e che ci appare come un miraggio e poi a casa. Nella fresca penombra di una stanza oziosamente ripenso a quella benedetta piazza cui, se rimane così, mancherà sempre qualcosa per farcela apprezzare. Forse non sarebbe stato male risparmiare le antiche pensiline sotto le quali praticamente tutta Roma si è riparata, forse, contravvenendo al dettato delle piazze centrali, si poteva mettere una dozzina d’ulivi in capienti vasconi (Ma no! Sarebbero diventati i portacenere degli sfaccendati!). L’unica soluzione non può essere che una fontana che ci rinfreschi e consoli di giorno e che ci canti di notte. Ma dove prenderla? Chi chiamare? Certo non può essere il divertente giuoco d’acqua che ho visto a Nottingham dove i bambini a piedi nudi si rincorrono tra gli spruzzi e i rivoli che scorrono sulla piazza. Anche Piazza De Ferrari a Genova si è arricchita, di fianco alla vasta conca centrale, di un divertente giuoco di getti d’acqua che scorre poi sul basoli. Poi mi ricordo della ridicola proposta di spostare la vecchia fontana del Porto di Ripetta dalla piazzetta dove giace (senz’acqua, in vero!) sul fianco del bianco scatolone dell’Ara Pacis; non perché sia ridicolo spostare una fontana ma perché era un “tacon peor del buso” (non si intende “buso” per il “buco nero” cui è ridotta piazza Augusto Imperatore ma per il “buso” del fondo dei pantaloni!). Questo non si può dire dello spostamento della fontana a Piazza Nicosia, dello spostamento della “terrina” davanti la Chiesa Nuova e di diverse altre. Ma quale fontana romana, ma veramente romana, si potrebbe collocare a due passi da quella di Piazza Colonna, di Piazza di Spagna e dalle altre consorelle?  Mi torna in mente una mia vecchia fisima. Ma certo! La fontana del grande Mario Rutelli, sola , negletta e asciutta nel giardino di Piazza Vittorio (A proposito! Vi invito ad osservare lo stato disastroso della sistemazione delle vasche dopo il ripristino della cancellata e lo spostamento del mercato: secche anch’esse, corrose, con i faretti cavati come occhi dalle orbite!). Ma sì! Ho della fontana una vecchia foto, prendo quella appena fatta a San Silvestro e, con l’aiuto di un paio di forbicette, faccio un collage. Uhm! Chissà se la scala dei due eventi è la stessa e sono nella stessa proporzione? Porre il gruppo scultoreo su un piedistallo o in una conca a raso come nella “Barcaccia”? Mah! Non sono problemi miei. E’ solo un’idea. Come avrebbe detto il Gastone petroliniano: “Questa cosuccia qui è mia! L’ho inventata io! Non l’ho fatta neanche registrare! (Adesso) è di dominio pubblico!” perché “Roma sia più grande e più superba che pria”. Vabbè! Lo scherzo è durato fin troppo a lungo. Strappamo ‘sta fotografia e giù ner secchio delle vanità!”

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2 Responses to Mejo de gnente …

  1. stefano nicita ha detto:

    Anch’io ci sono passato giorni fa e, vista la desolazione, mi sono chiesto come sia possibile che una piazza così centrale in una città come Roma sia tanto insignificante ed inutile

  2. Manuela Marchesi ha detto:

    Un argomento scottante e bruciante a seconda delle stagioni…Con qualche secchione-porta cicche in piu’ anche dei begli ulivi in cassone ci starebbero perfetti e renderebbero la piazza piu’ umana. Quanto all’Augusteo taccio per non ripetermi fino alla mia noia. ( nel trevigiano si dice: ” xe peso il topon del buso”)

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