Sandro Lazier su: GREEN CITY …
“Noto con stupore che, da queste parti, il livello della critica è sempre molto profondo e costruttivo.
La definizione “stronzate di successo” disegna un profilo teorico preciso e puntuale. Soprattutto in riferimento a chi tale tecnicismo ha espresso con innegabile levatura culturale.”
Sandro Lazier su GREEN CITY …
“Cara Valeria, perché non Zevi?
Che ci fai tra questi parodianti della storia?”
……………..
caro
che nostalgia …
era parecchio tempo che non sentivo tanto rancore …
vuol dire che qualche cosa di buono la stiamo facendo …
ci scriva più spesso ché abbiamo tanto ancora da imparare …
lei ci commuove, ci conforta e ci conferma …
e con le sue “macchine” …
ci fa anche “pensare” …






Davanti a certe immagini è chiara la ragione di tanto livore.
Caro professore, probabilmente la sua battuta sul tipo di architettura “organica” deve aver creato qualche dubbio amletico nella mente dell’arrabbiato
Beh, “stronzate di successo” è una formula sintetica, molto internettiana, da nativo digitale quale è il padrone di casa. Facendo una cortissima e semplice analisi linguistica potremmo dire:
-stronzate: lo potremmo definire un sostantivo aggetivato (invece degli aggettivi sostantivati), la cui origine di sostantivo non è il caso di approfondire per non girare il coltello nella piaga, mentre l’aggettivazione ha un sapore fortemente e palesemente negativo appena attenuato dall’aroma di una noce di bonarietà;
– di successo: sta a significare tutto ciò che ha valenza legata alla moda del momento, alla notorietà istantanea. Insomma, la stessa differenza che passa tra la velocità media e quella istantanea, cioè quella calcolata in una frazione di tempo infinitamente piccola. Come a dire, in campo ciclistico per restare alla cronaca odierna, la differenza che corre tra chi vince una corsa in volata e chi vince il Giro. Vuoi mettere la differenza!
Ora il professore, per non fare due palle così come ho fatto io, ha semplificato il tutto in una espressione idiomatica. Vale a dire: “stronzate di successo”.
Eh, bisogna avere fatto il gymnasium prima e il classico poi per esprimere pensieri complessi con una sintesi di questo genere!
Saluti
Pietro