E’ pronta e lesta la varca mia …

gliarchicefalici519

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5 Responses to E’ pronta e lesta la varca mia …

  1. eldorado ha detto:

    Comunicato nero: fujtevenne. Anzi no: ricostrujtevenne!!!

    “Il Crollo e l’incendio: il lunedì nero di Napoli.

    Nell’area metropolitana di Napoli la gestione del territorio e dei suoi rischi è da troppo tempo lasciata alla casualità. Manca una visione d’insieme delle criticità ambientali e urbanistiche.

    Il crollo di una parte di edificio nel centro cittadino è solo la punta avanzata di un degrado edilizio e urbanistico molto diffuso e preoccupante di cui centinaia di architetti sono sentinelle molto spesso inascoltate.

    L’incendio a Città della Scienza è una barbarie contro tutti! E’ contro il futuro di Napoli!

    Si deve reagire fermamente e con rapidità, avviando la ricostruzione di uno dei più significativi “luoghi simbolo” di Napoli!

    Investire in saperi e conoscenza aiuta a combattere la desertificazione delle città.

    L’Ordine degli architetti di Napoli solidarizza con la città che soffre e vuol ripartire!”

  2. sergio 43 ha detto:

    Caro Eldorado,
    incontrai in un matrimonio di amici un giovane architetto. Parlando del più del meno mi disse di aver lavorato al cantiere di recupero dell’ex Bagnoli. A che cosa sia stato applicato non capii bene. Mi parlò di strutture industriali restaurate e preservate come archeologia industriale. Mi disse che, dopo anni, ancora aspettava buona parte della sua parcella la qual cosa l’aveva quasi rovinato…… Aspetta un po’!…sento dalla stanza accanto il telegiornale. Sta parlando la Ministro Severino: “I soldi per il recupero della Città della Scienza si devono (brava! qui calca il tono di voce!) trovare!”….Mi sa tanto che quel giovane architetto, forse un po’ più attempato, mai più visto, ci penserà due volte prima di dare nuovamente ascolto a queste sirene. Comunque é sempre giusto e necessario battersi per Napoli!

  3. ELDORADO ha detto:

    Dov’era e com’era.
    Il dibattito sulla localizzazione di Città della Scienza a Napoli.
    Da Il Corriere del Mezzogiorno, Simona Brandolini, 8 marzo 2013

    Chi non vuole ricostruire la Città della Scienza sopra le macerie

    Caldoro: i fondi ci sono, si arriverà a trenta milioni
    Il coro: «Pericoloso ripristinare il sito in riva al mare»

    — La carcassa di Città della Scienza giace fronte mare. La gara di solidarietà e operatività istituzionale è scattata immediatamente. Tre ministri, il governatore, un assessore regionale, Palazzo San Giacomo e pure la Commissione europea sono all’opera per fare presto. I soldi ci sono. Lo ha annunciato subito Fabrizio Barca, lo ha ribadito con forza ieri Stefano Caldoro.

    I FONDI – Si arriverà a conti fatti a una trentina di milioni di euro: una quindicina nelle disponibilità del Piano di azione e coesione firmato qualche mese fa a Roma, dei 150 destinati alle aree di crisi. Quattro o cinque per il ripristino delle aree, fonte ministero delle Attività produttive. Altri due o tre del Fondo integrativo per la ricerca. A cui aggiungere un altro paio di filoni possibili sulla nuova programmazione europea. «Se e quando le autorità italiane presenteranno una proposta per la ricostruzione della Città della scienza di Napoli, la prenderemo in considerazione molto favorevolmente», ha confermato ieri il commissario alle Politiche regionali Johannes Hahn.

    IL NODO DELLA COSTA – Dunque i denari sono lì. Era chiaro dall’inizio. Non è altrettanto chiaro il progetto. Città della Scienza rinascerà dalle sue ceneri così com’era o anzi meglio di prima? Ma soprattutto nello stesso luogo, cioé sulla linea di costa? Le mille voci che si sono alzate in questi giorni in difesa della struttura, un fiore nel deserto sterminato lasciato dall’ex acciaieria, hanno coperto un dibattito che in passato e anche in un passato assai recente c’è stato. E riguarda lo spostamento della struttura museale verso l’interno, al di là della strada, per intenderci, in modo da lasciare libero l’accesso al mare.

    PERICOLOSO PRECEDENTE – Prima che la struttura splendida, progettata da Pica Ciamarra, venisse bruciata due aree politiche opposte s’erano schierate contro quella localizzazione. L’ambientalismo radicale che vedeva (e vede) in Città della Scienza un pericoloso precedente che avrebbe dato la stura al sacco della linea di costa più bella di Napoli. E anche un ambientalismo diciamo più istituzionale, di destra, della destra che oggi governa in Regione. Non bisogna tornare tanto indietro. Non bisogna tornare agli anni in cui l’allora assessore Vezio De Lucia per i suoi ex Federconsorzi prevedeva il ripristino della spiaggia e un grande parco verde senza alcuna struttura all’interno.

    NUOVA MICCIA – Ieri il presidente del gruppo federato «Caldoro presidente», Gennaro Salvatore, ha innescato di nuovo la miccia. «Città della Scienza? Abbiamo il dovere di far presto, dobbiamo fare bene e possiamo fare meglio: cogliere anche l’opportunità di liberare il mare, di rispettare la naturale vocazione del golfo più bello e più invidiato del mondo». Chiaro.
    L’architetto Gerardo Mazziotti lo dice e lo scrive da anni «di localizzare la Città della Scienza alla Mostra d’Oltremare. Darebbe al complesso architettonico una funzione prestigiosa e propulsiva dello sviluppo culturale, scientifico, sociale ed economico della città di Napoli e della intera Regione Campania. E alla Città della Scienza una sede degna».

    PIANI URBANISTICI – La pensa così lo stesso Stefano Caldoro che in passato, non ora, lo ha detto. Come anche l’assessore regionale Sergio Vetrella che in un’intervista rilasciata a questo giornale nel dicembre del 2010 affermava: «Città della Scienza? Una gran bella struttura, per carità, ma va spostata più all’interno, lasciando liberi gli spazi in riva al mare».
    Torniamo a sinistra. Nell’aprile del 2012 l’attuale assessore comunale all’Urbanistica, Luigi De Falco, diceva: «Il piano urbanistico attuativo di Bagnoli-Coroglio è da rivedere. C’è da riflettere se si serve davvero il porto e se Città della Scienza, un abuso edilizio, possa ancora restare lì dove è oppure essere delocalizzata dove prevede il Piano regolatore generale: non sulla linea di costa ma oltre la strada, oltre le mura dell’ex area Italsider». Chiaro? Struttura abusiva.

    I RISCHI – Ora, come tutto questo possa combaciare col fatto che, all’indomani dell’incendio, Comune e Regione abbiano subito rassicurato dicendo che Città della Scienza sarà ricostruita nello stesso luogo, francamente non si comprende. Il rischio, come sempre, è che si riaprano dibattiti, si sprechino fiumi d’inchiostro e nel frattempo di blocchi la macchina. Che per una volta aveva pure la benzina (una trentina di milioni di euro). Non come i bus napoletani.

  4. memmo54 ha detto:

    A leggere queste righe sembrerebbe la solita storia.
    Tre dei quattro atteggiamenti ricorrenti sono già stati articolati…
    La Costernazione…L’ Indignazione…L’ Impegno, …. resta il quarto, che tutti conoscono benissimo.
    Non tarderà : statene certi.
    “il getto della spugna” è naturale conseguenza … è rito inevitabile in queste circostanze.
    Bisognerà chiedersi, seriamente, il perchè : accertarsi se queste traiettorie non siano scritte proprio nel mantra che le vuole esorcizzare.
    Ci vorrà molta sincerità; ma questa non è dei tempi attuali in cui ancora molti si attardano a progettare il restauro della catena di sant’Antonio, di investire per lo sviluppo, impegnarsi per l’innovazione ed altri pii desideri.
    Se tagliano gli insegnanti nelle scuole, chiudono gli ospedali, chi spenderà più cinque lire per vedere palline lucide che s’inseguono su superfici immaginarie ?
    Coraggio …pensate ad altro !

    Saluto

  5. ELDORADO ha detto:

    Aggiornamento de “La citta della scienza, dove la metto?”

    L’intervento – Il prof. Coppola: spostare Città della Scienza? Sì, ma rispettando la legge – Il docente di Legislazione urbanistica: «È il caso di riproporre il museo sul mare? O spostarlo lato monte? O nell’Altrove?»

    La tragica ferita provocata alla città di Napoli dal rogo di Città della Scienza, dopo i primi momenti di attonito smarrimento, ha innescato iniziative e contributi per consentire ad una struttura didattico – scientifica, ormai conosciuta a livello internazionale, di ripartire al più presto, chiedendosi, però, dove e come.

    Dove: l’area che fino ad ora ha ospitato Città della Scienza ospitava, una volta, gli stabilimenti Montecatini, per la produzione di concimi chimici. I volumi, posti sul mare, furono ristrutturati con procedure molto discutibili in ordine alla legittimità, al punto che il vigente Prg ne prevedeva la demolizione, anche se a partire da un determinato momento futuro.
    Nell’illustrazione di proposte alternative, si susseguono suggerimenti (auspicati) circa la riconsiderazione della ubicazione. E’ il caso di riproporre Città della Scienza dove era, sul mare? Potrebbe essere opportuno, volendola conservare a Bagnoli, spostarla dal lato monte della Via del Cordoglio e regalare un lungomare liberato al godimento dei cittadini?

    E se si spostasse? Albergo dei Poveri e Mostra d’Oltremare sono le soluzioni, tutte altrettanto valide, fino ad ora proposte. Una ha il limite della assenza di trasporti pubblici su ferro, l’altra l’addensamento di troppe funzioni intorno al Piazzale Tecchio, anche se nell’area convergono tre linee su ferro. E l’Ex Collegio Ciano (sede fino a qualche mese fa della Base Nato di Napoli, ora trasferita a Lago Patria)? Volendo restare nell’area occidentale della Città, ha il pregio di essere immediatamente utilizzabile, ovviamente con adattamenti, di consentirne un uso alla finalità originaria (formazione dei Giovani), di presentare una fermata della Metropolitana cittadina ( ovviamente da potenziare ) ed è un complesso autosufficiente e recintato.

    Qualunque sia la scelta, che tocca solo alla Politica fare, dopo avere ascoltato opinione e pareri, si decida ma ricordando che una occasione come questa, pure se scaturita da una tragedia, non va sottovalutata per ripensare un disegno complessivo della Città, ad est come ad ovest, con criteri di qualità progettuale dell’organizzazione della convivenza, che, poi, è il fine dell’urbanistica. Da ultimo, ma di primaria importanza, si decida l’intervento nel rispetto delle leggi vigenti. Città della Scienza, come ha detto l’architetto De Falco, assessore comunale all’urbanistica, era abusiva!

    Alberto Coppola
    Docente di Legislazione urbanistica
    Facoltà di Architettura Università Federico II

    Corriere del Mezzogiorno, 08 marzo 2013

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